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Sabato 03 Dicembre 2016

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Weekend tra parmense e piacentino: terme, buon cibo e cultura

Weekend tra parmense e piacentino: terme, buon cibo e cultura

SALSOMAGGIORE – Può capitare nella bassa piacentina di imbattersi in alcune statue dell’esercito di terracotta del primo imperatore Qin a Xi’an. Può capitare di farsi rapire dal fascino del Mondo Piccolo, ricostruito con video e installazioni nel Museo Giovannino Guareschi a Fontanelle, una frazione di Roccabianca, paese natale dell’autore di Don Camillo e Peppone. Può capitare di vivere il fascino un po’ retro delle terme di Salsomaggiore, un luogo in cui benessere e salute si coniugano con relax. Tutto ciò può capitare se si decide di dedicarsi un fine settimana di coccole e amorevole presa in cura di se stessi, disponendosi all’ospitalità dell’Hotel Valentini di Salsomaggiore, recentemente ristrutturato, immerso in un parco nel pieno centro della cittadina termale, gestito da Maurizio Righini del Managed Accentour LTD.

L’offerta dell’Hotel Valentini è ampia e spazia dal bagno salsojodico con ozono, idromassaggio, fango alle diverse fangoterapie, piuttosto che ai massaggi termali o alle inalazioni per inalazione diretta o polverizzazione. Il centro all’interno dell’hotel Valentini si avvale di un competente staff medico che può indirizzare il cliente su trattamenti adatti a patologie respiratorie, ginecologiche, dolori reumatici o semplicemente – e non è poca cosa – al bisogno di recuperare un benessere psicofisico generale. Si può passare da una maschera viso depurante, al percorso vascolare, ovvero un camminamento in acqua termale a diversa temperatura per riattivare il circolo venoso degli arti inferiori. Assolutamente impedibile è il bagno termale in vasca singola con ozono, particolarmente indicato nei processi infiammatori, mentre i massaggi manuali hanno come finalità un’azione decontratturante o un ripristino della circolazione venosa periferica degli arti inferiori. L’accesso all’area termale per trattamenti avviene direttamente dalle camere dell’hotel con tutto l’occorrente per affidarsi a giornate di relax dedicate al benessere del corpo. L’Hotel Valentini racconta nella sua struttura otto novecentesca l’antico splendore del turismo termale a cavallo fra XIX e XX secolo, coniugando l’ampiezza delle camere e delle sale ad un’architettura di elegante sobrietà. C’è un fascino tutto particolare nel turismo termale che sa di storia, di fasti d’un tempo e di un’abitudine al benessere che parte da lontano, dall’antica Roma per approdare alle cronache di Poggio Bracciolini da Baden Baden e più recentemente ai soggiorni termali dell’Europa elegante della Belle époque di cui Salsomaggiore fu una delle mete più prestigiose. Per informazioni si può consultare il sito: www.hotelvalentini.it.

Salsomaggiore con i suoi negozi eleganti e la tranquillità rappresenta un punto di riferimento importante per un turismo che voglia unire alla cura del corpo occasioni di turismo culturale sotto il segno della musica. E così da Salsomaggiore si possono facilmente raggiungere Busseto per visitare la casa natale di Verdi o Villanova D’Arda in località Sant’Agata per vedere Villa Verdi, la residenza che il Cigno di Busseto costruì e volle per la sua famiglia, oggi ancora di proprietà degli eredi, la famiglia Carrara Verdi che per volere testamentario del maestro sono tenuti a mantenerne intatti gli ambienti e i cimeli. Visitando villa Verdi di Sant’Agata con i cimeli del maestro e della sua amata Giuseppina Strepponi è possibile immergersi nel clima dell’Ottocento del grande melodramma con pezzi unici: dal cilindro con la sciarpa bianca del ritratto realizzato da Boldrini, ma anche venendo a conoscere le curiosità di un Verdi oculato amministratore, ricco possidente terriero che arrivò a possedere oltre mille ettari di terreni. La visita a Villa Verdi di Sant’Agata rappresenta un autentico viaggio nel tempo alla scoperta del Verdi privato e meno noto, un’occasione per conoscere la quotidianità della vita del massimo compositore d’opera italiano. Per informazioni www.villaverdi.org.

Non meno interessante può essere recarsi a Fontanelle per visitare il museo di Giovannino Guareschi in cui la storia dell’attività giornalistica e di scrittore di Guareschi non può essere disgiunta da una documentazione immediata e affettiva della gente del Po e di quelle terre che i film con Fernandel e Cervi hanno consegnato alla popolarità, con un esito sofferto in quel di Fontanelle: aver legato la saga di don Camillo e Peppone a Brescello – set dei film – e non reale contesto delle vicende guareschiane. Per consolarsi di questo falso storico si può allora concedersi alle tipicità di Bré del Gallo, spaccio di salumi e degustazioni presso strada Quarta, 19 a Fontanelle (tel 0521/870134; www.bredelgallo.it), un’occasione per assaggiare il buonissimo culatello, un salame che si scioglie in bocca, il tutto abbondantemente annaffiato dal Fortana.

Sempre partendo da Salsomaggiore e in meno di mezzora si arriva a San Pietro in Cerro dove è possibile visitare il bellissimo castello, edificato nel 1460 da Bartolomeo Barattieri, nobile giureconsulto e ambasciatore di Piacenza presso la corte di Papa Giulio II della Rovere. La famiglia Barattieri ha mantenuto la proprietà fino al 1993, permettendo così un’ottima conservazione della struttura originaria che si presenta oggi come fedele e preziosa testimonianza di dimora gentilizia quattrocentesca. Fra le curiosità del castello c’è senza dubbio quella legata alla presenza nelle cantine di una trentina di soldati del celebre esercito con cui primo imperatore Qin a Xi’an volle essere accompagnato nel suo viaggio oltremondano. Si tratta di copie, ma copie uniche, realizzate dall’unico artigiano che a Pechino ricevette dall’ultimo imperatore la licenza di fare riproduzioni. Insomma nel pieno della Bassa ritrovarsi di fronte i celebri soldati in terracotta di Xi’an fa un certo effetto. Per dettagli e informazioni si può consultare il sito www.castellosanpietro.it. Per chi poi volesse concedersi alla cucina tipica piacentina il consiglio è quello di fare tappa al ristorante Il tagliere di Cortemaggiore (tel. 0523839364) in cui dai buonissimi salumi, alle bruschette col lardo pestato, dalla torta fritta alla polenta abbrustolita il buono della bassa non può ignorare gli agnolini in brodo, i tortelli burro e salvia e i delicatissimi pisarei e fasòi. Insomma fra inattese epifanie cinesi nel castello di San Pietro in Cerro alle tipicità piacentine: la curiosità culturale e gastronomica ha il suo luogo deputato nella Bassa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

09 Dicembre 2015

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