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Ha chiuso 'Jeansmania': "Impossibile andare avanti"

Anche Playlife di corso Campi 'a rischio'

Ha chiuso 'Jeansmania': "Impossibile andare avanti"

Il negozio di corso Garibaldi ha chiuso i battenti il 2 agosto

CREMONA - Una nuova ferita si apre nel già martoriato corso Garibaldi. Mentre l’attesa è tutta per il rilancio urbanistico/commerciale progettato dall’amministrazione Galimberti, un’altra vetrina si spegne. Da sabato 2 agosto sulla porta d’ingresso del negozio di abbigliamento Jeansmania campeggia il cartello: «Chiuso per cessata attività dal 1/8/2014». Una chiusura annunciata — dicono molti degli esercenti di corso Garibaldi —, ma non per questo meno dolorosa, un nuovo buco nero in una delle vie del commercio della città. «Dopo trent’anni io e un marito ci vediamo costretti a chiudere — afferma la titolare Tina Chiodelli —. I motivi sono quelli noti e arcinoti, ma che non cessano di avere effetti concreti sulle attività commerciali della città.
Trent’anni non si cancellano facilmente, ma la situazione ha reso impossibile proseguire. Cremona sta morendo, se non è già morta. Le motivazioni per cui abbiamo deciso di chiudere sono tante, non da ultimo il calo del 40 per cento del nostro fatturato annuo. Era dunque impossibile andare avanti». La titolare del Jeansmania non fatica a fare un bilancio drammatico degli ultimi anni. «Tutto, o quasi, ha avuto inizio nel 2007 da quando abbiamo dovuto subire i lavori per i sottoservizi — spiega Chiodelli che insieme al marito Maurizio Bisleri gestisce il negozio —. Poi è arrivata la crisi, il centro commerciale alle porte della città, la mancanza di progettualità rispetto a corso Garibaldi e alla moria di attività commerciali, i parcheggi inesistenti o troppo cari, gli affitti insostenibili. Noi paghiamo 1.700 euro di affitto. Ogni anno sempre più difficile fino alla decisione di chiudere».
La storia del Jeansmania parte da lontano e inizia nel 1985 a Manerbio, «poi ci siamo portati in città, prima in corso XX settembre e con il 1990 in corso Garibaldi —continua Tina Chiodelli —. Ci sono stati anni in cui si lavorava bene, poi è accaduto quello di cui dicevo prima e il nostro negozio, per quanto con una clientela affezionata, ha dovuto fare i conti con un calo drastico delle vendite». Con la chiusura del Jeansmania prosegue la moria di attività commerciali, una sorta di epidemia che sembra non arrestarsi e che si spera il rinnovato e fluviale corso Garibaldi possa cancellare o perlomeno arrestare.

Sembra concretizzarsi inoltre la notizia che vuole il gruppo Benetton intenzionato a chiudere tutti i negozi Playlife italiani, quindi anche quello in corso Campi. Insomma l’altra via per eccellenza dello shopping cremonese, corso Campi rischia sempre più di assomigliare a corso Garibaldi. Non poche sono infatti le vetrine oscurate. E’ deserto nei locali che furono della farmacia centrale, dei due Benetton e di Sisley, oltre che di Lu Jo. A questi sembra più che certo possano aggiungersi gli spazi che oggi ospitano il marchio giovane del gruppo Benetton, Playlife. E il commercio si impoverisce sempre più.

02 Agosto 2014

Commenti all'articolo

  • Giacomo

    2014/08/03 - 09:09

    La cosiddetta ripresa di Renzi & C.........si si proprio una ripresa per chiudere.....!!! Povera Italia

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