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Il congresso mondiale del pomodoro torna in Italia dopo oltre 20 anni

Si parlerà dei futuri equilibri tra produzione e grande distribuzione, spazio anche ai nuovi trend di consumo

Il congresso mondiale del pomodoro torna in Italia dopo oltre 20 anni

PARMA - “Per la prima volta un confronto tra retailer nazionali ed internazionali come Tesco, Ica e CoopItalia e l’industria della trasformazione per trovare modalità di collaborazione che consentano una adeguate forma di commercializzazione del pomodoro da industria presso i consumatori di tutto il mondo. E’ questo il messaggio lanciato da - Antonio Casana vice presidente Amitom - in occasione di un incontro che si è tenuto giovedì 15 maggio in Unicredit, per la presentazione del Congresso Mondiale del Pomodoro, organizzato in Italia a Sirmione (Lago di Garda) dall’8 all’11 giugno 2014 dalla stessa Amitom (Assocition Méditerranéenne internationale de la Tomate), dal World Processing Tomato Council e da ISHS, la principale organizzazione mondiale di scienze ortofrutticole operante in cinquanta paesi.

All’incontro, aperto da Costantino Vaia past president di Amitom. hanno partecipato Monica Cellerino, Regional Manager Lombardia Unicredit, Antonio Casana vice presidente Amitom, Guido Conforti responsabile Politiche di filiera Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) e Sergio Tondini di Confcooperative-Fedagri e presidente gruppo consultivo 'Ortofrutta' della Commissione Europea.

Accanto ai futuri equilibri tra produzione e grande distribuzione, secondo le anticipazioni dei relatori nel congresso troveranno anche spazio i nuovi trend di consumo del pomodoro da industria e il futuro dell’export in particolare verso Asia ed estremo oriente dove i derivati del pomodoro hanno un potenziale di grande sviluppo. 

IL PROGRAMMA

Se, a livello globale, infatti, il consumo medio procapite è pari a 5,8 kg, in India e Cina i consumi si attestano a soli 0,2 Kg diventando, con una popolazione a nove zeri, i futuri mercati di sbocco nei quale anche l’Italia può vincere la sua sfida contrastando il calo dei consumi interni determinato, più che dalla crisi, dal progressivo affermarsi di una cultura gastronomica multietnica. Con una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate ( dato 2013) ed una previsione di 4,8 milioni di t. per il 2014, l’Italia trattiene per il consumo interno solo il 44% destinando invece all’export in tutto il mondo il 56% della sua produzione per un controvalore di circa 1,5 miliardi di Euro. 

Altri i punti cardine del Congresso annunciati: innovazione tecnologica, nuove frontiere del packaging, rapporto tra sostenibilità ambientale ed economica nella supply chain, in altri termini le sfide cruciali che le imprese del comparto dovranno affrontare nei prossimi anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

16 Maggio 2014

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