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Sabato 10 Dicembre 2016

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AGRICOLTURA

Un drone per i pomodori

L’innovazione e la tecnologia di ultima generazione consentono ai produttori e agli agronomi di Pomì di monitorare la coltura attraverso una rilevazione aerea per migliorare l’efficienza e la sostenibilità ambientale del proprio lavoro

Drone e campo di pomodori dall'alto

RIVAROLO DEL RE - In linea con le costanti attività di ricerca e sviluppo atte a migliorare la qualità e la sostenibilità delle colture, il Consorzio Casalasco del Pomodoro in collaborazione con il CIO- Consorzio Interregionale Ortofrutticoli, ha avviato un progetto denominato ‘Pomì in quota’ .

La ricerca, in atto ormai da più di due anni, coinvolge diverse delle aziende agricole associate dislocate tra le province di Piacenza, Parma e Cremona e si basa sull’utilizzo di droni, vale a dire dispositivi ad elica telecomandati senza pilota in grado di volare fino ad un’altezza massima di 150 metri.

Su questi droni - già utilizzati con ottimi risultati nelle coltivazioni arboree come frutteti e vigneti - sono installate speciali fotocamere che consentono ai produttori e agli agronomi di monitorare gli appezzamenti attraverso rilevazioni aeree che evidenziano le disomogeneità del suolo in termini di sviluppo vegetativo delle colture, di dotazioni idriche e nutritive.

Dall’interpretazione delle immagini, a diverse lunghezza d’onda, catturate dai droni attraverso elaborazioni matematiche, si ottengono mappe di prescrizione sia idriche sia nutritive dell’appezzamento. In altre parole, attraverso questo innovativo monitoraggio aereo è possibile ottenere precise indicazioni sulle quantità di acqua e di sostanze nutritive da distribuire consentendo un utilizzo ancora più intelligente di tali preziose risorse.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

01 Aprile 2014

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