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Venerdì 09 Dicembre 2016

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MILANO

Regione Lombardia testa la moneta virtuale

Completamente elettronica: viene introdotto per legge anche il marchio 'made in Lombardy' per segnare le produzioni locali

Ricchezza - Denaro - Soldi

MILANO - Non si chiama 'lombard’, anche se questo è il nomignolo con cui un pò maliziosamente era stato ribattezzato qualche tempo fa. E nemmeno sostituirà l’euro. Una moneta elettronica complementare sarà però ufficialmente testata in Lombardia: il Consiglio regionale ha infatti approvato nella nuova legge per la competitività anche la sperimentazione di un circuito virtuale con cui autorizzare «lo scambio di beni e servizi» fra quelle imprese alle quali, con un provvedimento della giunta, la Regione si rivolgerà.

Solo «su base locale». E accompagnata da una novità potenzialmente innovativa: viene introdotto per legge un marchio 'made in Lombardy' per segnare le produzioni locali. Quella della moneta complementare è un’antica idea della Lega. Se ne era discusso in modo accademico nella legislatura scorsa per iniziativa dell’allora vice-governatore di Formigoni, Andrea Gibelli.

Con il pacchetto di norme per la competitività promosso dalla Giunta Maroni è stato individuato lo strumento legislativo per introdurre la novità nel sistema economico della Lombardia, sul modello per esempio del Sardex adottato già in Sardegna o di altre iniziative simili in Europa. I suoi sostenitori al Pirellone affermano che si tratta di un veicolo di scambio con «più vantaggi» (ovvero sconti) rispetto all’euro. Al ruolo di garante dovrebbe pensarci la finanziaria regionale Finlombarda. «Utile ma poco più di uno strumento di baratto», ridimensionano quelli che dall’opposizione hanno votato a favore dell’intero pacchetto ma che non vogliono che con il sì alla moneta passi un messaggio 'leghista'.

Comunque la si veda, la legge che il Consiglio regionale lombardo ha approvato all’unanimità mostra due caratteristiche. Cerca di aggiornare la risposta alla crisi (per esempio con le semplificazioni per gli accordi di competitività, il fascicolo elettronico, la comunicazione unica regionale e la previsione di sgravi sull'aliquota regionale dell’Irap fino al 25%). E, poi, imprime una svolta 'identitarià, segnalata anche dal marchio 'made in Lombardy' «finalizzato alla certificazione della provenienza del prodotto». Certo, senza i provvedimenti attuativi la nuova legge rischia di rimanere un libro delle buone intenzioni. Con i provvedimenti adottati martedì 11 febbraio la Regione conta però di aprire un confronto su vari temi caldi. Non è un caso che fra gli ordini del giorno approvati ce n'è uno che chiede «semplificazione e defiscalizzazione» nell’area al confine con la Svizzera, un fronte su cui la Lombardia si sta davvero giocando molto della sua competitività.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

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11 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/02/12 - 07:07

    Inutile continuare a decantare che non vogliamo più stranieri perché l'ottanta percento è un delinquente e poi quando la lega propone qualche cosa subito a criticare e condannare, non saranno certo il PDL o il PD a fermare l'invasione delinquentale, anzi, in alcuni casi la favoriscono.

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