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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Più diritti per chi vola, ok dal parlamento Ue

Tutela del passeggero in caso di fallimento della compagnia, flessibilità sui bagagli a mano, rimborsi per i ritardi

aereo

STRASBURGO - Maggiori informazioni a terra, più attenzione ai reclami, regole più sicure per i risarcimenti, tutela in caso di fallimenti e una definizione chiara delle circostanze eccezionali che possono portare alla cancellazione di un volo. Il Parlamento Ue ha approvato mercoledì 5 febbraio in prima lettura una direttiva che rafforza i diritti dei passeggeri aerei.

Il testo varato da Strasburgo prevede tra l’altro che le compagnie aeree non possano più negare l’imbarco al passeggero che non ha utilizzato il volo di andata. Ma soprattutto sono state fissate nuove compensazioni per il passeggero in caso di ritardi: 300 euro per più di 3 ore in caso di voli interni all’Ue, 400 euro per 5 ore e 600 euro per 7 ore di ritardo per voli di più ampio raggio. Ci sarà poi una maggiore tutela del passeggero in caso di fallimento della compagnia, è stata stabilita più flessibilità da parte delle compagnie aeree sui bagagli a mano e sarà quindi consentito portare a bordo anche acquisti effettuati in aeroporto, oltre al bagaglio a mano."

«Ho seguito passo passo l’iter dei lavori - ha detto Carlo Fidanza, capodelegazione al Parlamento Europeo per Fratelli d’Italia e membro della Commissione Trasporti - facendo approvare alcuni emendamenti per aumentare le tutele dei passeggeri e aggiornare una normativa ormai obsoleta rispetto ai cambiamenti epocali nel trasporto aereo». In base alle nuove disposizioni, nei voli interni a uno Stato Membro, ha rilevato ancora Fidanza, le compagnie aeree non potranno negare l’imbarco a un passeggero con documento di identità valido a livello nazionale ma non Ue, il che vuol dire che «nel caso italiano, verrebbe consentito l’imbarco anche con la patente o altri documenti equivalenti».

Dopo il via libera del Parlamento europeo, secondo la procedura di codecisione, il Consiglio dei ministri potrà ora accettare la posizione dei deputati o adottarne una propria e discuterla successivamente con il Parlamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

05 Febbraio 2014

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