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Domenica 04 Dicembre 2016

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Come cambia l’imposta di bollo sui conti deposito, tutte le novità

Con l’inizio del 2014 sono cambiati i costi dell’imposta di bollo sui conti deposito: ecco cosa cambierà e quanto costerà ai risparmiatori italiani

salvadanaio

Che gli italiani siano un popolo di piccoli risparmiatori non è una novità: sia che si decida di scegliere un conto di deposito conveniente o che invece si voglia optare per un conto tradizionale, avere poche spese per depositare i propri risparmi è un obiettivo per tutti, soprattutto oggi con le tante spese che ogni mese dobbiamo affrontare.

Un primo passo per i consumatori è confrontare le offerte di Fineco con quelle di Deutsche Bank, BancoPosta, etc. in modo da trovare dei prodotti che si adeguano alle nostre possibilità e nello stesso tempo tenere i nostri soldi al sicuro. Possiamo farlo on line collegandoci ai comparatori, o recandoci direttamente in filiale per parlare con un operatore.

Per quanto riguarda i conti di deposito sono in arrivo delle novità per il 2014: l'imposta di bollo su questi prodotti per le persone fisiche è passata dall'1,5 al 2 per mille su base annua, calcolata sulla base dell'importo investito. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, invece, il tetto massimo d'imposta sarà portato a 14 mila euro.

L’imposta su conti correnti e libretti di risparmio delle persone fisiche resta fissa a 34,20 euro su base annua, ma per le giacenza medie non superiore a 5 mila euro non è dovuta. Un aumento di imposte dunque per i piccoli risparmiatori italiani. Il settimanale di finanza e risparmio de Il Sole 24 Ore Plus24 ha svolto una ricerca sui gruppi e gli istituti creditizi che hanno deciso di utilizzare la leva fiscale per promuovere i propri conti.

Su 375 differenti contratti offerti da 55 banche e gruppi creditizi di ogni dimensione, dalle banche di credito cooperativo ai maggiori istituti nazionali, che sono stati censiti da Plus24, sono 55 quelli per i quali sette diversi istituti pagano l'imposta di bollo per conto dei clienti. Tutto questo per cercare di attirare nuovi clienti con costi bassi.

Si tratta del conto deposito YouBanking del gruppo Banco Popolare, Conto Fico di Banca Etruria, le varie tipologie del conto Rendimax di Banca Ifis (First, Libero, Like e Top), Sì Conto! di Banca Sistema, i conti Web Closed, Time Deposit (anche nelle versioni Tasso x3, Tasso x4 e Tasso x5) di BccforWeb, infine il conto deposito di Findomestic Banca, ContosuIbl (nella versione libero come in quella vincolato) di Ibl Banca.

Ma veniamo anche ai rendimenti dei conti di deposito: se qualche anno fa venivano scelti perché fonte di piccoli guadagni, oggi invece sembra che siano davvero minimi: quindi non varrebbe la pena lasciare i nostri risparmi congelati in banca per poi avere solo poche centinaia di euro in cambio.

La comparazione dei dati di dicembre 2012 (quando i contratti censiti erano stati 152) con i più recenti, raccolti al 21 gennaio scorso, mostra che nel volgere di 14 mesi i rendimenti (lordi) offerti sono crollati. A fine 2012 erano ben 35 i contratti che offrivano tassi dal 4% annuo lordo in su, quattro dei quali pagavano un rendimento pari o superiore al 5% con un picco del 5,2% lordo pagato in un caso su vincoli di 30 mesi.

Ma come fare a trovare il risparmio tra le tante offerte che ci vengono proposte? Per prima cosa possiamo connetterci a internet e inoltrare una richiesta di confronto ai tanti comparatori online oggi presenti sul mercato. In pochi click possiamo sapere quali sono i prodotti più in linea con le nostre richieste in modo da fare la scelta migliore per il nostro portafoglio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

04 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • angelo

    2014/02/05 - 14:02

    Certo! e noi dipendenti a busta paga che le tasse le paghiamo al cento per cento le dobbiamo ripagare sui risparmi sui quali le tasse le abbiamo già pagate... alè GRAZIE STATO

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