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Martedì 06 Dicembre 2016

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PRESIDIO DAVANTI ALL'OSPEDALE

Sindacati e azienda è rottura sugli straordinari non pagati

Attacco su tutti i fronti: 'I soldi per i dipendenti si potrebbero trovare anche risparmiando sugli acceleratori costati 8 milioni'

Sindacati e azienda è rottura sugli straordinari non pagati

Presidio davanti all'ospedale di Cremona

CREMONA - Lo scontro è ormai totale e viaggia su un doppio binario: quello della protesta, sfociata mercoledì mattina nel presidio davanti all'ospedale Maggiore con tanto di striscioni di critica ‘personalizzata’ ai dirigenti dell’Azienda, e quello del pressing istituzionale, col ‘dossier straordinari non pagati’ che giovedì pomeriggio sarà inviato al prefetto, Paola Picciafuochi, allegato ad una lettera in cui si chiede al massimo rappresentante dello Stato di portare in Regione, scavalcando i vertici di viale Concordia, la vertenza intorno a cui si sta avvitando ogni relazione.

E' muro contro muro sul lavoro garantito nel 2012 oltre l’orario di servizio e non ancora retribuito: i dipendenti dell’ospedale reclamano il corrispettivo economico di 16mila ore su un totale di 126mila, per poco meno di 250mila euro, e tutelando quell’istanza i sindacati, ormai rotta la trattativa, si mostrano disposti ad andare in collisione.

«E’ davvero sconcertante - argomentano sindacati ed rsu in una nota congiunta - la serie di inesattezze messe in fila dalla direzione aziendale. Intanto il direttore generale, Simona Mariani, cita due incontri di luglio e settembre ma dimentica quello del 3 giugno, nel quale l’azienda ha sottoscritto un accordo che la impegnava a pagare i restanti straordinari del 2012 con la mensilità di ottobre. Ancora: l’azienda, prima col direttore generale e poi col direttore amministrativo, sostiene non sia pensabile prendere risorse da voci di bilancio diverse anche perché la Corte dei Conti lo impedirebbe, disponendo il pagamento degli straordinari solo con fondi aziendali. Bene, non è del tutto vero. Ci sono casi in cui alcune aziende hanno utilizzato fondi di bilancio per finanziare i fondi del comparto, concordandole con i sindacati nella contrattazione aziendale. Quindi non è ‘che non si può’, è che ‘non si vuole’. Dove trovare le risorse? Solo per fare un esempio, si potrebbe cercare nelle spese per consulenze esterne che ormai superano abbondantemente i 2.500.000 euro annuali, almeno la metà delle quali completamente inutili. Oppure, sarà demagogico ma è la pura verità, nei premi da decine di migliaia di euro dei dirigenti».

A simboleggiare una rottura consumata sulla base di strappi molteplici, quello dei sindacati è un attacco su più fronti. «Si è costruita una cucina in un luogo improbabile e si è chiuso un servizio, nonostante migliaia di firme di cittadini raccolte, per poi magnificare i 47mila accessi al nuovo poliambulatorio di via Dante dimenticando di dire che in viale Trento e Trieste erano poco meno del triplo. Si è tentato di fare la stessa operazione con il Laboratorio Analisi del Presidio Oglio Po; si è acquistato, con fondi regionali, un acceleratore per la modica cifra di otto milioni e passa di euro che a tutt’oggi pare sia sotto utilizzato; si spende all’anno più di due milioni di euro in consulenze, su alcune delle quali è lecito dubitare della loro reale necessità; si è istruita una gara per l’esternalizzazione del servizio di cucina della quale, dopo più di un anno, non si sa più che fine abbia fatto. E potremmo continuare...».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

06 Novembre 2013

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