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Lunedì 05 Dicembre 2016

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C’È LA FIRMA DEL MINISTRO DE GIROLAMO

Dichiarato lo stato di calamità

Il provvedimento interessa 15 Comuni cremonesi martoriati dal maltempo

Dichiarato lo stato di calamità
Il senatore Pizzetti: "I danni subiti verranno risarciti"
Piva (Libera agricoltori): "Mantenute le promesse"

Stamattina il ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo ha firmato la dichiarazione di stato di calamità naturale in relazione ai danni creati dalle incessanti piogge dei mesi scorsi alle colture agricole. Il provvedimento del Governo interessa 15 Comuni della provincia di Cremona: Ca’ d’Andrea, Casalbuttano ed uniti, Castelleone, Castelverde, Cingia de’ botti, Cremona, Crotta d’Adda, Grumello cremonese ed Uniti, Paderno Ponchielli, Piadena, Pizzighettone, Pozzaglio ed Uniti, San Martino del Lago, Solarolo Rainerio, Voltido. 

'Questo atto - spiega il senatore Luciano Pizzetti - consente di procedere al risarcimento dei danni, esclusi quelli subiti dalle colture assicurabili ma che non erano state assicurate. Anche i danni strutturali sono compresi nel provvedimento che pertanto riguarda lesioni a immobili, capannoni e infrastrutture. Viene inoltre stabilita una moratoria nel pagamento di tasse e tributi le cui scadenze sono posticipate'.

'La Libera associazione agricoltori aveva tempestivamente manifestato la necessità che venisse riconosciuto lo stato di calamità - dichiara il presidente Antonio Piva - e in ogni occasione ufficiale, non ultima la recente assemblea ordinaria annuale, aveva rinnovato la richiesta. L'atto del ministro dimostra che le nostre istanze erano giustificate. D'altronde il disastroso avvio dell'annata agricola e il recente nubifragio hanno provocato danni enormi al nostro sistema. Ringrazio il ministro De Girolamo per la sua sollecitudine e il presidente della Confagricoltura Mario Guidi che ha sempre e convintamente supportato le nostre richieste. Rivolgo un sentito ringraziamento anche al presidente della giunta regionale Roberto Maroni e all'assessore all'Agricoltura Gianni Fava per il loro fattivo interessamento: sono stati coerenti con le promesse fatte'. 

il sottosegretario alle Politiche agricole Maurizio Martina, precisando che si tratta di «di un atto
fondamentale per poter aiutare gli agricoltori colpiti dal maltempo, che potranno accedere ai contributi del Fondo di
solidarietà nazionale, sicuro che le imprese sapranno utilizzare le risorse al meglio per poter ricominciare quanto prima
a lavorare» 
Il sottosegretario alle Politiche agricole Maurizio Martina precisa che si tratta di «di un atto fondamentale per poter aiutare gli agricoltori colpiti dal maltempo, che potranno accedere ai contributi del Fondo di solidarietà nazionale, sicuro che le imprese sapranno utilizzare le risorse al meglio per poter ricominciare quanto prima a lavorare»
. Le domande di intervento potranno essere presentate alle autorità indicate dalla stessa Regione entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

«Esprimo la mia soddisfazione - ha commentato l'assessore regionale Gianni Fava - per la firma del decreto che riconosce lo stato di calamità. Mi auguro che in questo modo vengano tacitati tutti gli sproloqui da incompetenti su presunte procedure errate o incomplete. Ribadisco che Regione Lombardia si è attivata
immediatamente, senza perdere un minuto di tempo, deliberando i danni subiti nelle province di Mantova, Sondrio, Cremona, Pavia e Lodi, e ringrazio il Ministro per aver finalmente dato una risposta positiva alle nostre richieste». Regione Lombardia, a fronte di danni stimati che hanno superato i 30 milioni di euro, dopo le
immediate ricognizioni delle Amministrazioni Provinciali nei territori colpiti ha potuto deliberare già nella seduta di Giunta del 25 luglio le stime per i rimborsi dei danni, inviandole al Ministero affinché venissero riconosciuti. Per le province di Mantova, Cremona e Lodi al Ministero sono state chieste provvidenze inerenti
danni a infrastrutture, strutture e impianti di competenza degli enti di bonifica operanti sui territori provinciali per un totale di 8.013.750 euro. Fava, inoltre, precisa: «Non accetterò alcuna proposta di intaccare le risorse del PSR, indispensabili per sostenere gli operatori e le produzioni agricole: significherebbe scaricare sulle spalle dei danneggiati il peso di un evento calamitoso che deve invece essere coperto da fondi statali. Non si può pretendere dagli agricoltori
che siano loro stessi a ripagarsi i danni subiti».

02 Agosto 2013

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