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Giovedì 08 Dicembre 2016

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ASSEMBLEA DI CONFAGRI LOMBARDIA

Impegni concreti per l'agricoltura

Evento ospitato dalla Libera Agricoltori a CremonaFiere. Maroni: 'Importanti i 300 milioni di anticipo sulla Pac e attenzione ai tavoli europei'

Impegni concreti per l'agricoltura

CREMONA - «La Lombardia è la prima Regione agricola d'Italia, quello agricolo è il settore primario su cui vogliamo intervenire, perché questa vocazione agricola va sostenuta e l'impegno che abbiamo preso è quello di intervenire con tempestività e concretezza». Lo ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo alla Fiera di Cremona, accompagnato dall'assessore all'Agricoltura, Gianni Fava, all'assemblea straordinaria di dirigenti e soci di Confagricoltura Lombadia. La Libera Associazioni Agricoltori, guidata dal presidente Antonio Piva, ha ospitato l'evento: gli agricoltori attendono risposte su Pac, prezzo del latte e stato di calamità.

Due su tutte, l'anticipo di 300 milioni dei fondi Pac per le imprese agricole e lo stanziamento, con il provvedimento 'Creditoincassa', di un miliardo di euro per il pagamento dei debiti che le imprese lombarde, incluse quelle agricole, vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

L'IMPORTANZA DELL'ANTICIPO DEI 300 MILIONI DELLA PAC - «Si è trattato - ha sottolineato Maroni - di un intervento molto importante. L'anticipo di 300 milioni della Pac ha portato la Lombardia in testa alle regioni dell'Europa. Siamo stati quelli che hanno fatto di più per le nostre aziende agricole e per le imprese danneggiate dal terremoto abbiamo anticipato fino al 90% dei fondi Pac. Questo è un impegno importante perché i soldi non li troviamo sotto il cavolo. E per risolvere i problemi con concretezza e tempestività servono le risorse. Per questo se ci lasciassero i nostri soldi, i soldi che paghiamo con le nostre tasse, non avremmo difficoltà a trovare questi quattrini. Io non ho paura ad affrontare i problemi o ad assumermi le responsabilità, l'ho fatto per anni da ministro del Welfare e dell'Interno e lo faccio ora da presidente della Regione Lombardia. Per farlo servono le risorse, per questo la richiesta che abbiamo fatto è quella di tenere il 75% delle tasse. E i 300 milioni anticipati sono un impegno assunto dalla Regione Lombardia e non da altre istituzioni, perché per ora noi siamo quelli che indicano la strada, non altri. E questa strada è quella della concretezza».

ATTENZIONE AI TAVOLI EUROPEI - «La riforma della Pac? Così come è rischiamo di perdere soldi per la nostra agricoltura e quindi dovremo vigilare affinché i soldi, che diminuiranno, siano spesi bene. Per questo vigileremo e se necessario interverremo. Ricordo - ha precisato Maroni - che Lombardia, Piemonte e Veneto insieme sarebbero il settimo paese d'Europa su 28, significa che 20 su 28 rappresentano masse e problemi più piccoli di quella della macro regione del nord e se il governo di Roma non riesce a risolvere i problemi allora noi vogliamo intervenire e se necessario interferire, perché i problemi abbiano una soluzione. Per questo sulla trattativa sulla Pac noi siamo intervenuti e continueremo a farlo perché vogliamo essere vigili». 

LA REGIONE STUDIA UN INTERVENTO SUL CREDITO IVA - Per dare un aiuto subito alle imprese agricole, un aiuto concreto e immediato, ma pesantissimo nei numeri, la Regione Lombardia sta valutando un piano per un anticipo del credito Iva. Ad annunciarlo, alla platea di Confagricoltura Lombardia, è stato l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, che ha spiegato: «Stiamo studiando come intervenire e dare una mano, con modalità semplici ma efficaci e importanti nelle dimensioni per aiutare le nostre imprese agricole. Per questo, insieme al presidente Roberto Maroni e all'assessore all'Economia Massimo Garavaglia, stiamo studiando un meccanismo, tramite Finlombarda, per anticipare il credito dell'Iva, che lo ricordo sono soldi che lo Stato deve alle imprese. Si tratta di un credito strutturale per il settore agro-alimentare, in particolare per il settore latteario-caseario dove tutti gli imprenditori comprano con l'Iva al 10% e vendono al 4%, ci vuole poco ad accumulare crediti importanti. Per esempio c'è un'importante azienda cremonese che vanta 23 milioni di credito di Iva e un'altra di Milano che ne vanta 18. «Comprenderete che parliamo di cifre impressionanti e se lo Stato continua a non fare il suo mestiere vorrà dire - ha concluso l'assessore Fava - che lo farà la nostra Regione ed è quello che stiamo facendo, stiamo lavorando per ridare liquidità alle imprese lombarde, incluse queste imprese del comparto agro-alimentare».

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19 Luglio 2013

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