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Domenica 04 Dicembre 2016

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La città del futuro bocciata da Regione e Provincia

La città del futuro bocciata da Regione e Provincia

Cremona vista dall'alto

CREMONA - La Regione sottolinea incongruenze fra obiettivi e progettualità, la Provincia osserva incoerenze; la prima critica la scarsa attenzione riservata alla protezione ambientale e alla valorizzazione turistica del Po, la seconda muove appunti alla limitata considerazione dei fattori di rischio idreogeologico e all’eccessiva cementificazione di aree di pregio naturalistico come quella del Morbasco; l’una e l’altra avanzano perplessità all’elevato consumo di suolo agricolo: è una bocciatura complessivamente pesante, significativa anche dal punto di vista politico visto che arriva da amministrazioni dello stesso colore, quella che le giunte di Roberto Maroni e Massimiliano Salini contrappongono al Piano di governo del territorio elaborato dal Comune. La città del futuro descritta nel prospetto urbanistico pensato prima da Carlo Malvezzi e poi dal suo successore, Federico Fasani, supera solo parzialmente la verifica di compatibilità eseguita da Pirellone e corso Vittorio Emanuele.
La difesa di Fasani. “Dal raffronto tra le linee strategiche del Piano comunale e il quadro programmatico di livello regionale emerge tra il Documento di piano del PGT e il disegno di sviluppo territoriale per la Lombardia definito dal Piano Territoriale Regionale, una condizione di coerenza generale e le azioni di PGT risultano complessivamente adeguate al raggiungimento degli obiettivi del Piano regionale”. Questo è il giudizio complessivo che Regione Lombardia formula nelle sue conclusioni rispetto alla Variante generale al PGT e che l’articolo non riporta. In più parti il documento della Regione infatti sottolinea la bontà del lavoro svolto evidenziando l’approfondimento delle analisi e la coerenza delle scelte effettuate. Nel dettaglio, a dimostrazione di quanto sopra affermato, si evidenzia che la Variante generale restituisce agli ambiti agricoli circa 600.000 m2 di aree. Rispetto agli ambiti di trasformazione previsti dalla Variante generale pari a circa 1.258.000 m2 ben 1.035.000 m2 (82%) derivano dalla conferma di ambiti preesistenti nel piano previgente che prevedeva circa 2.684.000 m2 di aree edificabili. La Regione sottolinea quindi la “effettiva contrazione del consumo di suolo attuata attraverso la presente variante rispetto ai previgenti piani” con una “contrazione del 19% di utilizzo di aree agricole”. Le volumetrie edificabili per le diverse funzioni (residenza, produttivo, commercio e terziario, servizi) sono significativamente diminuite rispetto alle previsioni del piano previgente in oltre 300.000 m2 pari ad 1.000.000 di metri cubi. Per quanto concerne l’ambito di trasformazione di via Mantova la Regione prende atto che si tratta di un ambito derivante dal previgente piano, non ne prescrive l’eliminazione o la riduzione ma si limita ad indicare la necessità di approfondire il tema della viabilità con uno studio apposito nulla rilevando in merito ai possibili mix funzionali ipotizzati. Peraltro in tema di politiche commerciali la Regione evidenzia “una pianificazione e programmazione, corredata da numerose analisi della rete distributiva comunale, degli insediamenti di media e grande distribuzione al di fuori del Sistema Commerciale del centro abitato al fine di garantire la presenza degli esercizi di prossimità nel centro storico e nel contempo di non aumentare i livelli di inquinamento ambientale e di congestionamento del traffico. In particolare si prevedono, per la realizzazione di medie e grandi strutture di vendita nelle aree periurbane, dei criteri di coerenza e qualità progettuale a tutela del territorio e dell'ambiente”. Anche il documento della Provincia, che costituisce parere favorevole alla variante al PGT, contiene alcune prescrizioni che portano un affinamento allo strumento adottato senza peraltro modificarne alcuna scelta sostanziale. Alla luce delle considerazioni sopra esposte si può affermare che il giudizio complessivo e generale sulla Variante dei due enti è senz’altro positivo e costruttivo, non costituisce alcuna bocciatura ma favorisce il completamento positivo della Variante stessa.

 
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06 Giugno 2013

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