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Sabato 03 Dicembre 2016

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Lotta alle nutrie: 'Potenziare gli abbattimenti'

Due nutrie

 

CREMONA - La lotta alle nutrie prosegue - tra proposte, difficoltà e perplessità - nel tentativo di contenere un fenomeno che ha già assunto dimensioni preoccupanti. Nella mattinata di lunedì amministratori e associazioni di categorie si sono incontrati in prefettura per fare il punto della situazione.
Nel corso dell’incontro sono state elencate tutte le iniziative promosse dall’Amministrazione provinciale volte a favorire azioni concrete per contentere le nutrie. Tra queste sono state citate quelle per la formazione e l’addestramento di numerosi operatori destinati a dare attuazione ai piani di abbattimento; le attività di trappolaggio condotte anche da personale ingaggiato direttamente dalla Provincia; e le iniziative per favorire il censimento della popolazione delle nutrie attraverso anche la mappatura delle colonie più numerose.
L’attività di censimento, però ha dato scarsi risultati e per questa ragione l’Amministrazione provinciale, di recente, ha deciso di attivarsi autonomamente per il censimento in questione - utilizzando fondi messi a disposizione della Regione - nonché per l’acquisto delle cartucce necessarie ai cacciatori per l’abbattimento, con fucile, dei roditori in parola.
Nel corso dell’incontro, peraltro, sono state avanzate ulteriori proposte per l’adozione di soluzioni alternative, come la sterilizzazione dell’animale, l’uso di veleni o la diffusione controllata di specifici agenti patogeni atti a colpire la specie in argomento. Soluzioni che però non hanno trovato accoglimento in altri contesti sia in ragione delle difficoltà di carattere pratico sia in relazione ai rischi - anche per la salute dell’uomo - che possono derivare dalla loro attuazione.
Certo il fenomeno delle nutrie, come hanno sottolineato le associazioni agricole è preoccupante per rilevanza dei danni arrecati alle colture, alle opere idrauliche ed alla rete stradale e hanno lamentato l’assenza di interventi sinergici sull’intero territorio regionale.
I rappresentanti delle Consulte territoriali hanno, anch’essi, manifestato il proprio disagio e sconforto rispetto alle azioni di contenimento realizzate in ambito locale perché la creazione di apposite squadre di volontari sono state talora oggetto di ricorso al TAR competente da parte delle associazioni ambientaliste. Altro motivo di sconforto è dovuto al fatto che spesso dette azioni risultano inefficaci in quanto mancano iniziative analoghe nei comuni limitrofi.
CREMONA - La lotta alle nutrie prosegue - tra proposte, difficoltà e perplessità - nel tentativo di contenere un fenomeno che ha già assunto dimensioni preoccupanti. Nella mattinata di lunedì amministratori e associazioni di categorie si sono incontrati in prefettura per fare il punto della situazione.

 

Nel corso dell’incontro sono state elencate tutte le iniziative promosse dall’Amministrazione provinciale volte a favorire azioni concrete per contentere le nutrie. Tra queste sono state citate quelle per la formazione e l’addestramento di numerosi operatori destinati a dare attuazione ai piani di abbattimento; le attività di trappolaggio condotte anche da personale ingaggiato direttamente dalla Provincia; e le iniziative per favorire il censimento della popolazione delle nutrie attraverso anche la mappatura delle colonie più numerose.

L’attività di censimento, però ha dato scarsi risultati e per questa ragione l’Amministrazione provinciale, di recente, ha deciso di attivarsi autonomamente per il censimento in questione - utilizzando fondi messi a disposizione della Regione - nonché per l’acquisto delle cartucce necessarie ai cacciatori per l’abbattimento, con fucile, dei roditori in parola.

Nel corso dell’incontro, peraltro, sono state avanzate ulteriori proposte per l’adozione di soluzioni alternative, come la sterilizzazione dell’animale, l’uso di veleni o la diffusione controllata di specifici agenti patogeni atti a colpire la specie in argomento. Soluzioni che però non hanno trovato accoglimento in altri contesti sia in ragione delle difficoltà di carattere pratico sia in relazione ai rischi - anche per la salute dell’uomo - che possono derivare dalla loro attuazione.

Certo il fenomeno delle nutrie, come hanno sottolineato le associazioni agricole è preoccupante per rilevanza dei danni arrecati alle colture, alle opere idrauliche ed alla rete stradale e hanno lamentato l’assenza di interventi sinergici sull’intero territorio regionale.

I rappresentanti delle Consulte territoriali hanno, anch’essi, manifestato il proprio disagio e sconforto rispetto alle azioni di contenimento realizzate in ambito locale perché la creazione di apposite squadre di volontari sono state talora oggetto di ricorso al TAR competente da parte delle associazioni ambientaliste. Altro motivo di sconforto è dovuto al fatto che spesso dette azioni risultano inefficaci in quanto mancano iniziative analoghe nei comuni limitrofi.

Al termine, il prefetto ha confermato il proprio impegno ad intervenire «con azioni ad ampio spettro» e, in primis, a sostenere l’iniziativa parlamentare in atto affinché la nutria sia inserita tra le specie cacciabili. Già nei prossimi giorni sarà diramata un’apposita circolare per sensibilizzare i sindaci sulla necessità di continuare e potenziare le campagne di abbattimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

22 Aprile 2013

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