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Benzinai, settore senza via d'uscita

Self service chiusi per crisi

Self service chiusi per crisi
CREMONA - «Siamo al lumicino. Ci sono gestori che spengono i self service: non incassano abbastanza per pagare la corrente elettrica che consumano le macchine, a fronte di un erogato che è in caduta libera». Per i benzinai cremonesi il 2013 è all’insegna di una crisi che più nera non si può. Il comparto non riesce neppure a intravedere una via d’uscita per rialzare la testa.
Questo lo scenario emerso dalla riunione degli associati Figisc-Confcommercio. L’intervento del responsabile provinciale, Graziano Bossi, è il passaggio da una nota dolente all’altra. «L’ulteriore calo dell’erogato mette i brividi: il raffronto tra i primi due mesi del 2013 e lo stesso bimestre del 2012 in alcune aree di servizio tocca il 45 per cento. Male anche le novità (obbligatorie da fine maggio, ndr) sulla cartellonistica: le prime tre cifre del prezzo devono essere alte 12 centimetri mentre dal terzo decimale la cifra è meno visibile e di altro colore, così da non evidenziare differenze che possono essere anche di 9 millesimi, dunque non irrilevanti. Ogni benzinaio ha in cisterna carburante per 20-40 mila euro ma gli sconti decisi dalle compagnie li paga per la metà. E tutto questo sulla base di un introito di quattro cent lordi a litro, che diventano due se c’è lo sconto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

09 Aprile 2013

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