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Martedì 06 Dicembre 2016

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AGRICOLTURA

Prezzo del latte, centinaia di agricoltori al presidio di Confagricoltura

Il ministro Martina: 'Ora è l'industria che deve intervenire'. L'assessore regionale Fava: 'Il prezzo va fatto in Lombardia dove si produce il 40% del latte'

Prezzo del latte, la protesta entra nel vivo a Corteolona

CORTEOLOLNA (Pavia) - A Corteolona, lunedì 9 novembre, presso lo stabilimento Galbani del Gruppo Italatte sono arrivati centinaia di agricoltori aderenti a Confagricoltura per manifestare, come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, il malumore e l'impossibilità di continuare a produrre latte a questi prezzi.

La sintesi sul significato della protesta è stata fatta dai presidenti di Confagricoltura nazionale Mario Guidi e Lombardia Matteo Lasagna, che hanno illustrato le ragioni della vibrante protesta al ministro dell'agricoltura Maurizio Martina e all'assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava.

Alle sollecitazioni il ministro Martina ha risposto ribadendo il grande sforzo compiuto dal Governo negli ultimi mesi per sostenere il settore del latte ed i produttori. Ha ricordato le misure prese con la legge di stabilità, il parziale recupero dell'iva per la categoria, l'abolizione dell'Imu e le agevolazioni sull'Irap ed ha ribadito ancora una volta che adesso è l'industria che deve intervenire se vuole mantenere una filiera nazionale del latte e se vuole continuare a fregiarsi del tricolore sui loro prodotti e a reclamizzare la produzione di formaggi legati al territorio. Martina ha ricordato che martedì 10 novembre è previsto un incontro con una delegazione degli industriali per cercare di sbloccare la situazione.

L'assessore all'agricoltura Gianni Fava dal canto suo ha ribadito il concetto che il prezzo del latte deve essere fatto in Lombardia, dove si produce il 40% del latte nazionale e che già durante lo scorso mese di luglio c'era stata la possibilità di intavolare una trattativa. Entrambi, ministro e assessore, hanno concordato sulla necessità di lavorare sull'indicizzazione quantomeno come strumento in grado di indicare l’andamento del mercato. In ogni caso è stato ribadito che comunque questa deve essere collegata ai prodotti nazionali e non al mercato tedesco. L’assessore Fava ha concluso ribadendo come ad oggi, nell'aprire le diverse misure del Psr, regione Lombardia non ha ancora attivato quella dell'agroindustria e non ha intenzione di farlo finché non si sbloccherà questa situazione.

Il presidio di Confagricoltura continuerà anche il 10 e l'11 novembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

09 Novembre 2015

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