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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

Microcredito, convenzione tra Banca Cremonese e Caritas

Un sostegno a famiglie e persone in difficoltà a causa della crisi economica

Microcredito, convenzione tra Banca Cremonese e Caritas

Il presidente di Banca Cremonese Antonio Davò con il direttore di Caritas Cremonese, don Antonio Pezzetti

CREMONA - Con l’inizio del 2015 è stata rinnovata, per il sesto anno consecutivo, la convenzione tra Banca Cremonese e Fondazione San Facio per sostenere, attraverso il micro-credito, famiglie e persone in difficoltà a causa della crisi economica.

Dal 2009 sono stati erogati oltre 360mila euro. Il numero dei prestiti erogati dal 2012 al 2014 è gradualmente calato: dai 45 interventi del 2012 si è passati ai 32 del 2013 e ai 14 del 2014, con la cifra complessiva passata da 70mila euro a 15.300 euro. Questo non a motivo di un minor numero di situazioni di criticità sul territorio, ma per il fatto che il micro-credito è attivato solo a fronte di situazioni per le quali sia realmente presumibile un rientro del prestito. I prestiti, infatti, non sono a fondo perduto, ma concessi dopo una precisa indagine che mira a capire l’effettiva situazione dei richiedenti, con un piano di rimborso adeguato alle loro possibilità. Il rientro delle somme di denaro permette di continuare l’azione di aiuto nei confronti di nuovi soggetti.

Per tale motivo, da quest’anno si vuole rafforzare il lavoro di “accompagnamento” delle persone che avranno accesso al microcredito, soprattutto coinvolgendo di più le loro comunità parrocchiali. «Per fare ciò la Caritas diocesana – spiega il direttore, don Antonio Pezzetti – proporrà anche cammini di formazione per quelle persone che, all’interno delle comunità, si impegneranno in questo compito fondamentale che è “l’accompagnamento”, cioè seguire la persona per tutto il tempo che serve per la restituzione del credito ricevuto».

Tra le centinaia di richieste che giungono in Caritas per alcuni casi è stato possibile fornire una liquidità immediata con finalità di restituzione. Una boccata di ossigeno che ha permesso di superare difficoltà temporanee molto pesanti. In certi casi il prestito è servito a non perdere, o a poter iniziare, un lavoro, fonte di sostegno per l’intera famiglia. Si tratta spesso di persone in situazioni già al limite che, a causa di un imprevisto, si trovano in stato di estrema necessità: il piccolo prestito consente di ripianare la difficile situazione che si è venuta a creare dando una nuova speranza per il futuro.

«La forza del microcredito – dichiara il presidente di Banca Cremonese Antonio Davò – sta proprio nella dignità che si riconosce alla persona in difficoltà di poter accedere ad un prestito che, diversamente, in banca gli sarebbe negato, con la consapevolezza di poterlo restituire. Al di là dell’importo, di per sé contenuto, rappresenta una mano tesa per tornare a guardare al futuro con più serenità».

«Questa concreta modalità di finanziamento, resa possibile grazie alla disponibilità di Banca Cremonese, ha una forte valenza educativa – continua don Pezzetti – perché responsabilizza chi chiede un aiuto: i nostri volontari, tra cui ex impiegati di banca, seguono passo dopo passo la persona che ha ricevuto il prestito, indirizzandola verso un oculato utilizzo della somma. In secondo luogo attraverso il micro-credito, il beneficiario si sente investito di nuova fiducia da parte della società che è ancora intenzionata a scommettere su di lui. Nel persistente buio della crisi economica il micro-credito è ancora uno dei pochi segni di speranza».

01 Aprile 2015

Commenti all'articolo

  • Massimo

    2015/04/12 - 13:01

    Le banche hanno contribuito a causare la crisi e sono pure la salvezza contro la crisi. Viva le Banche.

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