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Domenica 11 Dicembre 2016

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CORTE DE' FRATI

Stabilimento Corticella, 'evitare i 70 licenziamenti'

Appello dei sindacati alla politica: commessa Coop, stop ingiustificato

Stabilimento Corticella, 'evitare i 70 licenziamenti'

Protesta dei lavoratori

CORTE DE’ FRATI — Cresce la preoccupazione tra i settanta dipendenti dello stabilimento Corticella, ex Pasta Combattenti. Nei giorni scorsi si sono susseguite riunioni anche a livello nazionale per scongiurare la chiusura prevista per aprile. «Le rappresentanze sindacali unitarie dell’attività produttiva Newlat di Corte de’ Frati — spiegano i sindacalisti Fabio Singh e Roberto Bonfatti Sabbioni — unitamente ai delegati della Flai Cgil e Fai Cisl manifestano una crescente preoccupazione in relazione all’apertura della procedura di licenziamento collettivo. La dichiarazione dell’azienda con cui si spiega che «la decisione unilaterale, imprevista, imprevedibile e non giustificata, comunicata dal cliente Coop Italia di terminare definitivamente, a partire da aprile, tutte le forniture di produzioni a proprio marchio effettuate nello stabilimento Corticella», necessita di approfondimenti. Il nostro impegno, in uno stretto rapporto con i lavoratori dello stabilimento sarà quello di individuare nella trattativa con l’azienda una prospettiva industriale che eviti il drammatico impatto sociale dei licenziamenti e che garantisca una salvaguardia dei livelli occupazionali».


Proprio per questo è stato chiesto da parte dei sindacalisti un interessamento di tutte le istituzioni locali a partire dall’amministrazione comunale. Il sindaco Rosolino Azzali, già nei giorni scorsi, ha contattato i consiglieri regionali per cercare un ‘aiuto’ politico per risolvere questa difficile situazione. Uno dei primi passi da parte delle organizzazioni sindacali sarà quello di attivare tutte le procedure necessarie per richiedere la cassa integrazione straordinaria di un anno. Nel frattempo però l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i dipendenti, mossa indispensabile per poi ottenere la mobilità che varia da 18 a 24 mesi in base all’età dei lavoratori. Questi ammortizzatori sociali saranno un paracadute indispensabile nel caso in cui non sia possibile recuperare la commessa persa o trovarne di nuove che consentano di coprire quel 60 per cento di produzione che al momento è stata annullata.

18 Marzo 2015

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