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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Viola Stradivari all'asta: base record, 45 milioni di dollari

L'eccezionale strumento costruito a Cremona nel 1719 verrà venduta a giugno da Sotheby's

Viola Stradivari all'asta: base record, 45 milioni di dollari

David Aaron Carpenter suona la viola Macdonald di Stradivari

NEW YORK - In giugno a New York con offerte a buste chiuse Sotheby's e Ingles & Hayday metteranno in vendita la più importante viola al mondo, la cosiddetta 'Macdonald’ del 1719 prodotta da Antonio Stradivari. La base d’asta è di 45 milioni di dollari (quasi 33 milioni di euro) ed è il record per uno strumento musicale: il precedente era del violino 'Lady Blunt' sempre del liutaio di Cremona, Stradivari, venduto nel 2011 per 15,9 milioni di dollari. Nel mondo sono rimaste 10 viole Stradivari, a fronte di 600 violini prodotti.

GUARDA IL VIDEO DEL VIRTUOSO DAVID AARON CARPENTER CHE SUONA LA VIOLA MACDONALD

La viola ‘Macdonald’ del 1719 è uno dei due unici esemplari di questo genere prodotti durante il 'Periodo d’Oro' di Stradivari (1700-1720), durante il quale il maestro produsse i suoi strumenti più pregiati. In termini di stato di conservazione, bellezza e qualità del suono, la viola ‘Macdonald’’ non ha eguali.

David Redden, vice presidente di Sotheby’s, commenta: “In ogni settore esistono capolavori eccezionali, che esercitano la loro influenza ben oltre i confini del loro ambito. Gli strumenti di Stradivari appartengono a una classe di capolavori artigiani di cui la viola ‘Macdonald’ rappresenta l’apice indiscusso". Tim Ingles, direttore di Ingles & Hayday, illustra: “La viola ‘Macdonald’del 1719 è universalmente riconosciuta come la più importante delle viole prodotte da Stradivari. È perfettamente conservata. Nessuna viola di Stradivari è apparsa sul mercato negli ultimi cinquant’anni, e questa vendita rappresenta perciò un’opportunità unica e irripetibile per tutti i collezionisti". David Aaron Carpenter, il virtuoso del violino che suonerà lo strumento da Sotheby’s a New York, commenta: “Questa viola rappresenta l’acme assoluto della sapienza umana nella creazione di strumenti musicali, ed è ottimamente conservata. È come se una viola commissionata direttamente a Stradivari ti fosse consegnata 300 anni più tardi".

LA STORIA DELLO STRUMENTO - La viola ‘Macdonald’ fu acquistata per Peter Schidlof del Quartetto Amadeus nel 1964e proviene dalla famiglia del musicista, scomparso nel 1987. La viola ‘Macdonald’ vanta una lunga e prestigiosa storia di passaggi collezionistici, e fu acquistata da Godfrey Bosville, terzo Barone di Macdonald – da cui la viola prende il nome – negli anni Venti dell’Ottocento. Solamente due viole prodotte da Stradivari, tra cui la Viola ‘Macdonald’, sono oggi in collezioni private**. La maestria artigiana nella produzione della viola ‘Macdonald’ è di qualità incomparabile. La parte frontale è realizzata in abete rosso, mentre il retro totalmente in acero, ed è rivestita quasi per intero dalla caratteristica vernice di colore arancio-bruno di Stradivari, perfettamente conservata. La fiammatura caratteristica del legno d’acero discende da sinistra verso destra, creando una magnifica trama cangiante che si intravede sotto la verniciatura. A partire dalla fine del XVIII sec, quando la fama di Stradivari iniziò a crescere, i collezionisti cominciarono a ricercare quartetti d’archi prodotti da Stradivari (due violini, una viola e un violoncello). Oggi, è praticamente impossibile riuscire ad assemblare un quartetto simile per via dell’estrema rarità delle viole di Stradivari. Per questo motivo, l’affacciarsi sul mercato della Viola ‘Macdonald’ rappresenta un evento storico. La reputazione di Stradivari si ulteriormente è rafforzata nel corso del XIX sec grazie all’opera di leggendari virtuosi, come ad esempio il violinista Niccolò Paganini (1782 – 1840).  

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

26 Marzo 2014

Commenti all'articolo

  • Carlo

    2014/03/26 - 16:04

    Da cremonese penso invece che coltivare il sogno di formare un quartetto stradivari presso il nostro museo sia da coltivare. Sarebbe una grande sfida e difficilmente ci si riuscirà. Ma in questi tempi abbiamo bisogno anche di sfide grandi in campo culturale! Bisognerebbe unire gli sforzi: imprenditori, cittadini, stato e istituzioni locali per quello che possono fare. Chi verrà dopo di noi ne sarebbe orgoglioso!

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  • Antonio

    2014/03/26 - 16:04

    Con questa base d'asta di sicuro non è un affare,meglio farsi un panino Macdonald.

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