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L’epistolario del musicista regalato alla Biblioteca dalla famiglia Gnocchi

Quelle lettere di Ruggero Manna dimenticate in cantina

Quelle lettere di Ruggero Manna dimenticate in cantina
CREMONA — «Erano casse che giacevano in cantina, appartenute a mio padre Alberto. Nel riordinare mi sono reso conto di un album rilegato che conteneva le lettere di Ruggero Manna alla madre Carolina Bassi e alle sorelle Claudia ed Erminia, ordinate cronologicamente dal 1854 al 1863», spiega Mario Gnocchi che insieme al fratello Lucilio e alle sorelle Anna Maria e Gabriella ha deciso di farne dono alla Biblioteca Statale. Raggianti ovviamente il direttore Ste fano Campagnolo con formazione di musicologo e Raffaella Barbierato. «Si tratta di una donazione importante sia dal punto di vista documentale e di valore economico—sp ie ga Stefano Campagnolo —. Se documenti simili fossero arrivati al mercato antiquario questo epistolario sarebbe andato disperso in mille rivoli. Anche per questo l’atto della famiglia Gnocchi è meritevole e lodevole. Questi documenti costituiscono chiaramente una parte di un carteggio molto più ampio, che ha trovato collocazione nella raccolta musicisti del museo civico che a breve sarà depositato con tutto il materiale presso la nostra biblioteca ».
Ad entrare nel merito della donazione è Raffaella Barbierato che afferma: «le lettere contenute nel volume sono state oggetto di studio negli anni Trenta del Novecento da parte di Alberto Gnocchi, padre dei donatori che ne pubblicò alcuni stralci sulla rivista Cremona inunaserie di articoli dedicati al musicista. Questa donazione consegna agli studiosi uno strumento importante per la ricerca, considerato non solo l’ampio spazio temporale di dieci anni di scambio epistolare, a soprattutto per il fatto che, oltre agli aspetti più familiari, le lettere contendono molte notizie e riflessioni sul mondo musicale ottocentesco italiano e non solo. In queste lettere il Manna scrive anche da Parigi e da Londra, oltre che da Venezia, Bologna, Trieste, Torino e Firenze. Considerato poi che le sorelle erano esperte musiciste e che la madre in gioventù fu un famoso contralto stimatissima da musicisti come Rossini e Meyerbeer si capisce che anche lo scambio epistolare in tema musicale sia di alto livello e non solo familiare ».
A fianco delle lettere dell’epistolario la famiglia Gnocchi ha inoltre donato «la lettera cartella di Tito Ricordi a G uglielmo Reggiani che raccoglie all’interno il manoscritto della biografia di Amilc are Ponchielli , redatta quando il compositore era ancora in vita —spiega Stefano Campagnolo —e apparsa a puntate sul Corriere cremonese di cui è inserita la copia che ne riporta l’appendice. Anche in questo caso si confermano carte interessanti, importanti per lo studio della cultura musicale cittadina nel XIX secolo. Insomma la donazione della famiglia Gnocchi è un gesto importante, lodevole e che permette a chi si occupa della storia della musica di avere fonti di prima mano da studiare e consultare. In tempi in cui fare acquisti per le Biblioteche Statali doni come quelli della famiglia Gnocchi non sono solo importanti ma testimoniano come il ruolo di conservazione e di trasmissione del sapere giocato dalle istituzioni come la Biblioteca Statale sia riconosciuto e ritenuto valido per la valorizzazione del patrimonio culturale della comunità».
«In accordo con mio fratello e le mie sorelle mi è parso doveroso cedere questi documenti alla biblioteca perché possano essere al servizio degli studiosi — spiega Mario Gnocchi —. Non è dato sapere come mio padresia venuto in possesso di queste carte, certo è stata una grande sorpresa quando ho capito di cosa si trattasse. Mi è parso inoltre importante mettere a disposizione questi materiali degli altri e di chi si occupa della storia della musica non solo di respiro locale». l Oggi alle 16,30 in biblioteca si terrà la presentazione dei restauri di importanti opere librarie curate da Cr.Forma in collaborazione con la Biblioteca Statale.
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13 Marzo 2014