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Domenica 23 Settembre 2018

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CREMA

Carlo Lucarelli presenta il suo nuovo romanzo: torna il commissario De Luca

Caffè Letterario di Crema: lunedì 10 aprile al teatro San Domenico, inizio ore 20,45- ingresso libero. Intervista di Girolamo Lacquaniti e colonna sonora di Imparerock

Carlo Lucarelli presenta il suo nuovo romanzo, intervista di Girolamo Lacquaniti e colonna sonora di Imparerock

La copertina del libro

CREMA - Bentornato commissario De Luca, Achille per per la serie tv della Rai, De Luca e basta per il suo creatore, Carlo Lucarelli. Che vent’anni dopo ha riportato in vita il protagonista di una fortunata trilogia giallo-storica dei primi anni Novanta nel nuovo lavoro ‘Intrigo italiano’. E che per la gioia dei tanti fans del personaggio, annuncia di stare scrivendo un nuovo romanzo ancora incentrato su quello che durante il fascismo era osannato come il ‘migliore poliziotto d’Italia’, poi condannato all’inattività con la caduta del regime: rinchiuso in una scuola di polizia senza fare nulla, devastato dai suoi foschi pensieri, prigioniero senza essere stato condannato. Insomma, politicamente impresentabile.

A dare il bentornato a De Luca potranno essere anche gli appassionati cremaschi della letteratura gialla: Carlo Lucarelli sarà ospite del Caffè Letterario la sera di lunedì 10 aprile, al teatro San Domenico, con inizio alle 20,45 e ingresso libero. A intervistarlo sarà un personaggio che la 'vita da noir' la vive veramente: il poliziotto scrittore Girolamo Lacquaniti. La classe Imparerock del Folcioni eseguirà brani citati nel libro.

Anche questa serata è resa possibile grazie al fondamentale contributo degli sponsor che sostengono l'attività del Caffé Letterario di Crema: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca, Fapes di Sergnano, Comitato Soci Coop di Crema, libreria Il Viaggiatore curioso di Crema, Icas di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

De Luca, dunque, ricompare nel Natale del 1953, In piena guerra fredda, ci pensano i servizi segreti a sdoganarlo. «Io non sono un cane bastardo. Sono un cane da caccia. Sono un poliziotto», spiega al boss degli 007, che replica «Sciocchezze». Un romanzo lungo appena due settimane in una Bologna coperta dalla neve che rinasce dopo la guerra e la Resistenza, che cerca di risorgere al ritmo delle canzoni del Festival di Sanremo e dei locali dove si suona il jazz, ma anche una città in cui si combatte a colpi di morti e misteri la battaglia per il controllo del Sifar tra i democristiani Piccioni e Fanfani nella quale il ‘Nostro’ rischia di venire stritolato. Lucarelli fa la cosa che gli riesce meglio: descrivere un ‘epoca, farne sentire i profumi e gli umori, parlare di umanità. Quando il commissario De Luca, appena richiamato in servizio dopo cinque anni di quarantena, si sveglia da un incidente quasi mortale, non gli occorre troppo tempo per mettere in fila le tante cose che non tornano. Da lunedí 21 dicembre 1953 a giovedí 7 gennaio 1954, mentre la città intirizzita dal gelo scopre le luci e le musiche del primo dolcissimo consumismo italiano, tra errori, depistaggi, colpi di scena il mosaico dell'indagine, scandita come un metronomo, si compone. E ciò che alla fine ha di fronte non piace affatto a De Luca. Per il ritorno del suo primo personaggio, amatissimo dai lettori, Lucarelli ha saputo evocare una Bologna che non avevamo mai visto cosí. E ha saputo tessere un imprevedibile, misterioso e per certi versi divertente romanzo, dove la verità profonda di un’epoca che non è mai interamente finita emerge nei sentimenti e nella lingua dei personaggi. C'è stato un omicidio a Bologna, una città coperta di neve in cui i tram scampanellano sulle rotaie e la gente affolla i ristoranti per i tortellini di Natale: la bella moglie di un professore universitario è stata annegata nella vasca da bagno del ‘trappolone’, l’appartamento da scapolo del marito. Il Servizio vuole sapere chi è stato, e per questo c’è bisogno di un cane da tartufi come De Luca, che sembra finalmente trovarsi alle prese con un’indagine da giallo classico, fatta di indizi, tracce, impronte e orari. Ma non è cosí, naturalmente. Perché anche nell’incidente d’auto in cui un paio di mesi prima è morto il marito professore – dongiovanni, esistenzialista e appassionato di jazz – c’è qualcosa di molto strano. E cosí De Luca si ritrova in un’indagine ambigua e pericolosa, dove quello della vita è soltanto uno – e neppure il peggiore – dei rischi che corre. Alla fine, dopo essersi innamorato di una giovanissima cantante di jazz meticcia e bravissima – la Dorothy Dandridge bolognese – il cui passato di mondina e staffetta partigiana è l’esatto opposto del suo, e dopo essere sopravvissuto a un attentato, De Luca sarà costretto a scegliere se seguire il suo vecchio cuore di cane da caccia o quello nuovo, di cane bastardo.

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05 Aprile 2017