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Mercoledì 19 Settembre 2018

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CREMONA

Marenzi, sopravvissuto al campo di Hagerwelle: 'Io sono uno schiavo di Hitler'

Sala Manfredini gremita per la presentazione del libro di Lucilla Granata

Marenzi, sopravvissuto al campo di Hagerwelle: 'Io sono uno schiavo di Hitler'

La presentazione del libro Lo schiavo di Hitler

CREMONA - Una Sala Manfredini gremita in ogni ordine di posto ha accolto, sabato 17 dicembre, la presentazione del libro "Lo schiavo di Hitler" di Lucilla Granata, ed edito da Santi Editore, che narra la vicenda del deportato cremonese ad Hagerwelle Antonio Marenzi, unico italiano dei dieci sopravvissuti. "Io sono uno schiavo di Hitler", sono queste le parole con le quali il signor Marenzi, oggi novantenne ma ancora lucido nel ripercorrere i ricordi che ne hanno segnato l'esistenza, ha esordito raccontando come lo status di schiavo di Hitler se da un lato ha tormentato molte notti della sua esistenza, dall'altro è stato il perno di una battaglia legale durata oltre trent'anni all'interno della quale molti sono gli attori che per lungo tempo non hanno riconosciuto la sua prigionia e, dunque, tale status.

Una testimonianza importante per Cremona e per le generazioni future che solo grazie ad esempi come quello del signor Marenzi possono ripercorrere gli anni bui della storia cercando di farne tesoro per quelli a venire. "Nei lunghi pomeriggi estivi passati a raccogliere la testimonianza del signor Marenzi, cugino di mio padre - ha aggiunto l'autrice Lucilla Granata - ho pensato che questa storia dovesse essere messa nero su bianco, che fosse fatta per restare".

Alla presentazione sono intervenuti come relatori anche il giornalista Matteo Ferrari e la professoressa Ilde Bottoli, ideatrice del Progetto della Memoria che ogni anno porta gli studenti cremonesi nei luoghi dello sterminio nazista. "Il dottor Marenzi ha una forza espositiva impressionante - ha aggiunto Ilde Bottoli - e questo è fondamentale per insegnare ai giovani cosa voleva dire essere un deportato nazista. Il campo di Hagerwelle non è mai stato riconosciuto ufficialmente ma era un campo della Gestapo per punire i traditori. Un campo tra i più duri di tutta la Germania. E ci tengo a ricordare che i campi erano più di 10000, 3000 nella sola Berlino".

A suggellare la presentazione del libro è stata la violinista di fama internazionale Alessandra Romano che ha eseguito due brani di Ernest Bloch (Nigun, una lamentazione ebraica, e Simchat Torah, un inno alla gioia della Torah) con il Violino della Shoah gentilmente concesso dall'Ing. Carutti che ne ha raccontato la storia introducendo l'esecuzione della musicista.

Il libro si troverà in edizione cartacea presso la libreria Giunti del Cremona Po e in versione digitali in tutti gli store online.

17 Dicembre 2016