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Domenica 11 Dicembre 2016

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MANTOVA CAPITALE DELLA CULTURA 2016

Brian Eno dipinge Giulio Romano

Fino al 2 luglio Palazzo Te ospiterà l’opera '77 Milion Paintigs'

Brian Eno dipinge Giulio Romano

Palazzo Te illuminato da Brian Eno

MANTOVA — Che ci fa Brian Eno a Palazzo Te? Che ci fa il musicista, compositore, cantante inglese a Mantova? Il tutto rientra in un davvero esclusivo progetto artistico per la città, capitale italiana della cultura 2016, firmato dal principale innovatore della musica ambient, dopo un'intelligente proposta di Francesca Colombo, membro del Comitato Scientifico del Centro Internazionale d’Arte e Cultura di Palazzo Te, in collaborazione con Comune e sponsorizzata da Eni. La facciata dell’Esedra è d’altronde il simbolo di questa capitale, che Brian Eno veste di luce, restando, però, molto rispettoso del capolavoro cinquecentesco di Giulio Romano. E’ proprio un dialogo, quello che si instaura tra i due artisti, tra arte rinascimentale e arte contemporanea.

Il visual artist inglese, che utilizza il medium luminoso per esprimersi da oltre trent'anni e praticamente in tutto il mondo, da Tokio a Cape Town, da Rio a New York, porta la sua opera 77 Milion Paintings in Italia dopo che nel 2009 aveva esposto sulle vele della Sidney Opera House e due anni dopo a Rio de Janeiro sull’ acquedotto Acros da Lapa. Un computer che sceglie tra più di 70 milioni di diverse combinazioni di immagini quella da proiettare, creando così, quadri astratti in tre dimensioni, ancora una volta un omaggio al grande maestro, che all'interno del palazzo, cinquecento anni prima, faceva risplendere le stanze proprio con quella pittura, definita tridimensionale, che fa di Palazzo Te uno dei principali tesori del patrimonio culturale mondiale. Se questa operazione ha il merito del rispetto, a volte, almeno agli occhi di chi scrive, si rifugia nell'omaggio, rinunciando a dialogare alla pari col maestro. Ma questa è solo un’impressione superficiale, che decade all'istante appena si entra nella seconda installazione, The Ship. Le Fruttiere del Palazzo sono invase da sorgenti di audio e luci , con altoparlanti che diventano vere e proprie sculture, un’opera d’arte davvero complessa e a più strati. Sembra di camminare in una canzone, ma anche di scorgerne le ombre, l’ombra di una ragazza che danza sul muro davanti ai divanetti in cui ti siedi e sei circondato, con lei , da casse che emettono suoni e voci penetranti a livello cutaneo. Mentre sulle sedute al tuo fianco Amore e Psiche si scambiano oscure carezze illuminati solo dalle note del compositore inglese in uno spazio e in un tempo che non esistono o semplicemente non hanno importanza. Da una parte, l’ombra di una ragazza, dall'altra la passione di due amanti, Eros e Thanatos, The Ship, affronta la prospettiva della morte, ma crea l’adagio per una passione; nel frattempo gli altoparlanti, anche quelli rotti, osservano immobili come statue antiche.

Il disegno di Giulio Romano e quello di Brian Eno, saranno fruibili insieme fino al prossimo 2 luglio, mentre la sua sonorizzazione estesa continuerà ad emozionare per le prossime tre settimane, il prezzo, davvero abbordabile va dai 12 euro per l’intero fino ai 4 per gli studenti.

L’autore, a cui durante la serata di inaugurazione è stato assegnato il premio Arlecchino d’Oro per la sua ‘multiforme esplorazione del mondo contemporaneo’, si pone l’obbiettivo di dimostrare come, lasciandosi catturare dalla magia dell’arte, si possa conoscere un mondo diverso da quello reale, questo mondo è l’immaginazione; e la bravura di dipingerci questo sentimento accomuna il visual artist ai maestri rinascimentali.

30 Giugno 2016

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