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Venerdì 18 Gennaio 2019

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LECTIO MAGISTRALIS A PALAZZO CITTANOVA

Sgarbi: «Cremona è la città del desiderio, circondata da bellezza»

Il critico ha parlato dell'arte del Novecento italiano, poi al Museo Civico per la mostra 'Il regime dell'arte'

Sgarbi: «Cremona è la città del desiderio, circondata da bellezza»

CREMONA - E’ arrivato con solo pochi minuti di ritardo, sorridente e disponibile a stringere mani e a salutare, perché a Cremona Vittorio Sgarbi è di casa da anni.

Questa sera, giovedì 10 gennaio 2019, Sgarbi è stato mattatore di una lunga maratona d’arte che lo ha visto protagonista prima al Cittanova — posti esauriti da giorni — dove ha tenuto una lectio magistralis sull’arte del Novecento italiano, e poi al Museo Civico in occasione dell’apertura straordinaria della mostra ‘Il regime dell’arte. Premio Cremona 1939-1941’ di cui il critico è curatore insieme a Rodolfo Bona.

Al Cittanova il critico ha raccontato la sua lunga storia d’amore con la città del Torrazzo, per cui prova «una sotterranea attrazione». Da adolescente, passava da Cremona per raggiungere in treno una fidanzatina di Poggio Rusco. Intorno ai vent’anni, fu ospitato in maniera squisita a palazzo Cavalcabò e per lui da allora Cremona divenne «la città del desiderio, circondata da bellezza» e «prima che Bossi ne facesse un concetto politico, il simbolo della meravigliosa identità della Padanìa», rigorosamente con l’accento sulla ‘i’. Sgarbi ha poi ripercorso la genesi della mostra all’Ala Ponzone, raccontando di una cena con Rodolfo Bona e il sindaco Gianluca Galimberti («un eterno adolescente»): «Ho chiesto di non avere né limiti né condizioni, credendo che non si sarebbe fatto nulla e invece è nata la prima mostra sull’arte fascista che non si dichiara antifascista. E’ un atto di coraggio», ha sostenuto.

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10 Gennaio 2019