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Mercoledì 25 Aprile 2018

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CREMONA

Stagione d'opera 2018 al Ponchielli: sei i titoli in calendario

Stagione d'opera 2018 al Ponchielli: sei i titoli in calendario

Il Teatro Ponchielli

CREMONA - La Stagione d’Opera 2018 del Teatro Ponchielli propone ben sei titoli (di cui due in abbinamento all’interno dello stesso spettacolo) del grande repertorio operistico del nostro paese. Completa il cartellone un’opera in lingua francese che testimonia l’attenzione posta dal nostro Teatro al principale repertorio straniero. Vengono proposte Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più amati del compositore toscano, Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini, capolavoro mai eseguito nel nostro Teatro, Rinaldo di Georg Friedrich Händel, opera barocca in continua riscoperta, Falstaff di Giuseppe Verdi, ultima opera del massimo autore del melodramma italiano; infine avremo due opere in abbinamento: La voix humaine di Francis Poulenc, tragédie lyrique in atto unico, e Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, prima opera dell’autore che ancora oggi non smette mai di emozionare e attrarre il pubblico. 

  • TOSCA di Giacomo Puccini 
    • Venerdì 5 ottobre, ore 20.30 (turno A)
    • Sabato 6 ottobre, ore 20.30 (turno B)
    • Domenica 7 ottobre, ore 15.30 (fuori abbonamento)
  •  IL VIAGGIO A REIMS di Gioachino Rossini
    • Venerdì 19 ottobre, ore 20.30 (turno A)
    • Domenica 21 ottobre, ore 15.30 (turno B)
  • RINALDO di Georg Friedrich Händel
    • Venerdì 23 novembre, ore 20.30 (turno A)
    • Domenica 25 novembre, ore 15.30 (turno B)
  • FALSTAFF di Giuseppe Verdi
    • Venerdì 30 novembre, ore 20.30 (turno A)
    • Domenica 2 dicembre, ore 15.30 (turno B)
  • LA VOIX HUMAINE di Francis Poulenc CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni
    • Giovedì 6 dicembre, ore 20.30 (turno A)
    • Sabato 8 dicembre, ore 15.30 (turno B)

TOSCA Considerata l'opera più drammatica di Puccini, Tosca è ricca di colpi di scena e di trovate che tengono lo spettatore in costante tensione. Il discorso musicale si evolve in modo altrettanto rapido, caratterizzato da incisi tematici brevi e taglienti, spesso costruiti su armonie dissonanti, come quella prodotta dalla successione degli accordi del tema di Scarpia che apre l'opera. La vena melodica di Puccini ha modo di emergere nei duetti tra Tosca e Mario, nonché nelle tre celebri romanze, una per atto (Recondita armonia, Vissi d'arte, E lucevan le stelle), che rallentano in direzione lirica la concitazione della vicenda. L'acme drammatico è invece costituito dal secondo atto, che vede come protagonista il sadico barone Scarpia, nel quale l'orchestra pucciniana assume sonorità che anticipano l'estetica dell'espressionismo musicale tedesco. Il Teatro Grande di Brescia sarà capofila di questo titolo pucciniano, nuova produzione a cura di Andrea Cigni, regista toscano che negli ultimi anni si è imposto come uno dei più interessanti registi italiani anche nel panorama internazionale. La concertazione musicale è affidata a Valerio Galli, cresciuto nella terra in cui Puccini ha scritto la maggior parte dei suoi capolavori e non a caso Tosca è il suo titolo d’esordio avvenuto nel 2007.

IL VIAGGIO A REIMS L'Opera giocosa di Gioachino Rossini Il viaggio a Reims è un dramma in unico atto basato sul libretto di Luigi Balocchi ispirato da Corinne ou l'Italie di Madame de Stael. Il Viaggio a Reims, opera composta come omaggio celebrativo per l'incoronazione di Carlo X, fu per la prima volta rappresentato a Parigi nel 1825. In sostanza però l'opera non è un inno al Re, ma piuttosto un malinconico addio all'opera italiana. Capofila del capolavoro rossiniano sarà il Teatro Sociale di Como, nuova produzione anch’essa affidata al regista polacco Michał Znaniecki e sotto la direzione musicale del giovanissimo Michele Spotti. Gli impegnativi ruoli de Il viaggio a Reims sarranno affidati ai vincitori del Concorso As. Li. Co 2018.

RINALDO Nell’autunno 1710 Georg Friedrich Händel, all’epoca maestro di cappella del principe elettore di Hannover, si recò per la prima volta a Londra, dove il 24 febbraio 1711 avrebbe avuto luogo la prima rappresentazione della sua opera Rinaldo (HWV 7a) presso il Queen’s Theatre di Haymarket. Con questa prima rappresentazione, e le repliche successive, il compositore di Halle raccolse un successo artistico e sociale strepitoso. A fare da capofila di questo titolo barocco sarà il Teatro Ponchielli, ancora una nuova produzione, affidata alle sapienti mani del regista Jacopo Spirei e alla bacchetta di Ottavio Dantone che dirigerà l’Accademia Bizantina.

FALSTAFF Cos’è che rende Falstaff di Verdi un’opera d’arte straordinaria? Probabilmente la circostanza che l’ultima opera verdiana resuscita un genere, quello comico, che era se non morto almeno in agonia. Ovviamente Verdi non è Rossini ma rivisita e reinventa il genere come artista del suo tempo e, soprattutto, come uomo giunto ormai quasi alla fine della parabola terrena. Ritorna così sul palcoscenico del Ponchielli, dopo dieci anni dall’ultima messa in scena, l’opera di Giuseppe Verdi, titolo che già dalla prima rappresentazione ebbe un successo straordinario. Ad interpretare i ruoli shakespiriani di Verdi saranno i vincitori del 69° Concorso As. Li. Co. e saranno concertati da Marcello Mottadelli. L’allestimento è stato affidato a Roberto Catalano, regista che ha già lavorato per i teatri di tradizione lombardi ma mai all’interno della stagione lirica di OperaLombardia.

LA VOIX HUMAINE e CAVALLERIA RUSTICANA Una donna è sola nella sua stanza. Squilla il telefono: è lui. Il colloquio telefonico, spesso interrotto, ma sempre ripreso perché nessuno dei due amanti trova il coraggio di dire la parola fine. Circa cinquanta minuti tra tenerezze e rancori, rimpianti, menzogne e verità. Sentiamo solo la voce della donna, mentre la presenza dell'amante all'altro capo del filo è suggerita dai silenzi e dalle pause. La drammatica conclusione è scontata: stringendo fra le braccia il telefono, esiguo filo che la lega all'amato, la donna esausta si butta sul letto scongiurando l'amante di troncare il disperato colloquio: «Forza, taglia svelto! Ti amo, ti amo...» E su queste parole cala il sipario. Questa è La Voix Humaine, definita dal suo autore tragédie lyrique, opera in atto unico del compositore francese Francis Poulenc. La voce umana, Elle per eccellenza, sarà Anna Caterina Antonacci. Il 17 maggio del 1890 il Teatro Costanzi di Roma registra il grandissimo successo di Cavalleria Rusticana, opera in atto unico, nonché debutto assoluto del compositore livornese Pietro Mascagni. Si trattava del lavoro vincitore di un concorso dedicato a giovani compositori e organizzato dall'editore milanese Edoardo Sonzogno due anni prima del debutto romano. La regia sarà affidata a Emma Dante che riprenderà il lavoro svolto al Comunale di Bologna nella scorsa stagione lirica, riportando l’allestimento bianco/nero che ha tanto caratterizzato questi due titoli, apparentemente molto diversi fra loro. Sul podio salirà Francesco Cilluffo, bacchetta ormai nota al nostro pubblico per aver diretto A Midsummer Night's Dream nella nostra stagione del 2016.

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16 Aprile 2018