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Sabato 18 Agosto 2018

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Geppetto e Geppetto

Diritto di critica RECENSIONI gepp

CREMONA - Geppetto e Geppetto al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci e VOTA il sondaggio: resta aperto fino a lunedì 19 febbraio.

ARDIGO’ MARTINA (2°A LICEO ARTISTICO STRADIVARI) - L’amore tra un genitore e il proprio figlio è il più grande, puro e forte sentimento che esista: è la storia d’amore più importante della vita di ognuno di noi, l’unica che non finisce mai. Ecco il tema dell’opera portata in scena da Tindaro Granata, al Teatro Ponchielli, il 1 febbraio di quest’anno. Questa è la storia di Tony (Paolo Li Volsi) e Luca (Tindaro Granata), coppia di uomini alla ricerca di un figlio, che vede i due fronteggiare numerose difficoltà: dal concepimento alla crescita del bambino, dai problemi connessi ai diritti dei genitori alle ripercussione date dai pregiudizi della società. Tony e Luca da anni hanno intenzione di formare una famiglia e, come Geppetto, protagonista della nota storia di Collodi, non senza preoccupazioni, dubbi o ripensamenti. Decidono quindi di “dar vita” al proprio di figlio, ricorrendo alla pratica della gestazione per altri, il cosiddetto utero in affitto. Arriva così Matteo (Angelo Di Genio), il quale viene allevato con amore, l’unico elemento che pare davvero essere importante per la coppia. I due si troveranno ad affrontare, però, persone contrarie alla loro decisione. Per prima la madre di Tony, Roberta Rosignoli, che cercherà di distogliere il proprio figlio da una decisione come questa. Anche Franca (Alessia Bellotto), amica dei due, è inizialmente contraria, ma poi imparerà ad accettare la loro famiglia. Tra momenti ironici e momenti di riflessione, Tindaro Granata ha saputo ridisegnare con semplicità e immediatezza l’immaginario della famiglia contemporanea, indagandone le peculiarità e le contraddizioni con garbo, ironia e leggerezza “calviniana”. Gli spettatori in sala hanno riempito il teatro con un lungo e caloroso applauso agli attori, che hanno saputo interpretare con notevole capacità i personaggi. Geppetto e Geppetto è in fondo una semplice storia d’amore, senza effetti speciali, fatta di momenti felici, emozioni forti e momenti difficili e dolorosi, che la rendono unica come solo le storie d’amore possono essere.

ARTEMI ALICE (4 LICEO ANGUISSOLA) - “Se ci sarebbe più amore nel mondo”, esordisce così Luca, uno dei protagonisti della storia intitolata “Geppetto e Geppetto”. Narra della famiglia formata da due giovani compagni, Luca e Toni, la cui vita viene stravolta dall’arrivo voluto del piccolo Matteo, nato in America mediante la pratica della “madre surrogata”. Matteo è biologicamente figlio di Toni per cui Luca non ha nessun diritto su di lui. I due padri si troveranno ad affrontare numerose difficoltà come: il crescere un figlio in una società che lo rifiuta, compresa sua nonna la madre di Toni, e i compagni di classe di Matteo che lo prenderanno in giro per la sua situazione famigliare; ma passeranno anche momenti felici come un Natale con la migliore amica dei due genitori, e molti altri. Quando Toni muore il tribunale dei minori è costretto a prelevare Matteo e ad affidarlo alla nonna perché unica con un legame di sangue, ma vivrà comunque con suo padre Luca. Qualche anno dopo il genitore dovrà affrontare i momenti difficili dell’adolescenza come i segreti che il figlio gli nasconde, delle litigate che avvengono in modo continuo e sempre più incandescenti. Matteo ribadirà a Luca tutti i suoi sentimenti riguardo la loro situazione famigliare e sfogherà tutta la sua rabbia su su di lui, per poi scomparire. Lo spettacolo si conclude con una scena commuovente ovvero gli ultimi istanti di vita di Luca, dove Matteo cercherà il perdono del padre e gli racconterà della sua storia da quando è andato via di casa, concludendo con una frase che gli disse il padre durante una litigata: “per crescere bisogna essere coraggiosi”. Uno spettacolo allegro, ironico e commovente che fa riflettere sulle condizioni di alcune famiglie come quella di Lucia un’amica di Matteo la cui madre single l’ha cresciuta da sola, oppure la famiglia di Walter dove i genitori si sono imposti per decidere il futuro di loro figlio senza curarsi delle sue passioni e delle sue idee; uno spettacolo che fa riflettere sia gli adulti che gli adolescenti, cercando di modificare la mentalità della società odierna.

BERTINI SABINI (2°BLSU DEL LICEO ANGUISSOLA)  È il titolo dello spettacolo di prosa andato in scena giovedì 1 febbraio al Teatro Ponchielli di Cremona. Lo spettacolo, scritto, diretto ed interpretato da Tindaro Granata, ha come tema principale l'omosessualità e la difficoltà dell'essere figli di una coppia di gay. È la storia di due giovani padri, Tony e Luca che, essendo gay, non possono avere un figlio ma, nonostante tutto riusciranno ad avere Matteo. Matteo vivrà con l'amore dei suoi papà che cercheranno di non fargli mai mancare nulla e di farlo sentire “normale” in un mondo in cui era visto come “diverso”. Passano alcuni anni e, il giorno dell'anniversario della morte di Tony, Matteo rinfaccia a Luca di non essere mai stato presente come padre, di non averlo mai ascoltato ed aiutato, lo accusa che gli è sempre mancato qualcosa. Luca cerca di difendersi, ma per Matteo il ‘padre’ non biologico è sempre stato un estraneo, una persona che lo ospitava a casa, che cercava di essergli vicino, ma non un padre. Matteo dopo qualche tempo lontano da Luca, avvisato da Franca, un'amica dei genitori e di Matteo, tornerà dal padre dopo che egli ha avuto un infarto. Franca accusa Matteo, dicendo che è stato lui a provocare il malanno al padre, poiché da quando se n’è andato, l'uomo ha iniziato a soffrire anche fisicamente. Matteo decide allora di entrare a salutare il padre, che purtroppo non gli risponderà, chiedendogli scusa per ogni suo errore e cercando di rimediare tutti i suoi sbagli. Lo spettacolo si conclude con una scena molto forte, in cui Matteo saluta per un'ultima volta Luca, prima di uscire di scena. Una cosa singolare dello spettacolo è stata la scenografia: tutti i personaggi erano in scena, al centro era collocato un tavolo con delle sedie, ed era il punto focale dello spettacolo, in quanto inizialmente era il tavolo dell'agenzia per “costruire” Matteo, che poi diventerà quello della cucina della casa di Luca e Tony, e infine sarà il parapetto tra la stanza d'ospedale di Luca e Matteo. Molto interessanti sono stati gli abiti di scena, composti da un completo nero con il nome del personaggi scritto sopra, evitando fraintendimenti e confusione, poiché alcuni attori rappresentavano più personaggi. Complessivamente è uno spettacolo molto interessante ed emozionante, con alcuni momenti comici ed altri di riflessione.

BERTONI FRANCESCA (2 LICEO ANGUISSOLA) Giovedì 1 Febbraio presso il Teatro Ponchielli è andato in scena "Geppetto e Geppetto", scritto e diretto da Tindaro Granata. Lo spettacolo narra la storia di Toni e Luca, una coppia gay che vuole avere un figlio. In Italia, però, per una coppia come loro non è possibile nè adottare, nè avere un figlio attraverso l'utero in affitto. Cosi i due si affidano a un'agenzia e progettano di andare in America per riuscire ad avere un bambino. Luca, però, non è molto d'accordo sull' avere un figlio "fatto in laboratorio" e cosi vuole aspettare. Anche la mamma di Toni non appoggia la scelta del figlio, poiché teme la reazione della gente e i possibili problemi che in futuro potrà avere un figlio di una coppia gay. Anche Franca, un'amica dei due, non è d'accordo sul "fabbricare" un figlio, ma comunque li appoggia. La coppia va in Canada e riesce ad avere il figlio, Matteo. I due lo crescono dandogli molte attenzioni e tanto amore. Matteo a scuola viene preso in giro, ma non da molto peso a quello che gli viene detto. La nonna, madre di Toni, proprio perché non è mai stata d'accordo sull'arrivo di Matteo, è assente e per un motivo o per l'altro non va mai a trovare Matteo e quest' ultimo ne risente molto. Toni si ammala e muore. Passano vent'anni dalla morte di Toni e Matteo decide di sfogarsi con Luca dicendogli che nella sua vita gli era sempre mancato qualcosa, che il fatto di essere figlio di una coppia gay lo aveva reso vittima di pregiudizi e prese in giro. Matteo accusa Toni e Luca di averlo voluto senza pensare alle conseguenze e pensa di più a quanto possano aver speso per farlo nascere piuttosto che ai sacrifici fatti e all'amore che gli hanno dato. Matteo sfogandosi con Franca afferma che avrebbe voluto una mamma e che se fosse nato in una famiglia "normale", non avrebbe avuto tutti questi problemi. Franca gli risponde dicendo che i problemi in una famiglia, normale e non, ci saranno sempre. Lo spettacolo termina con una scena molto commuovente in cui Matteo parla con Luca e gli chiede scusa per tutto quello che aveva detto e lo ringrazia per tutto ciò che aveva fatto per lui, anche dopo tutte le forti parole che gli aveva detto. Gli strumenti usati in scena erano molto semplici, anche l'uso delle luci è stato moderato in modo da permettere allo spettatore di concentrarsi sugli attori.

BOLDORI SOFIA (4 LICEO ARTISTICO STRADIVARI) - Giovedì 1 febbraio è andato in scena, al teatro Ponchielli, Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata. Con uno scambio di dubbi, paure e l'entusiasmo di diventare padre inizia la storia di Luca e Tony, una coppia gay che decide di avere un figlio in un'Italia che non permette loro di adottare un bambino né tanto meno di averne uno proprio. Così decidono di andare in Canada per ottenere “l'affitto” di un utero da cui poter far nascere il proprio bambino, Matteo. Tuttavia, tornati in Italia, solo Tony, donatore del seme e quindi padre biologico, detiene tutti i diritti di tutela sul figlio. La famiglia di Matteo vive all’insegna dell’amore: i suoi papà non gli fanno mancare niente, Franca, amica di Tony e Luca, è una figura importante nella crescita del bambino, così com’è significante la mancanza della nonna che non ha accettato la decisione del figlio Tony di diventare genitore. A vent'anni dalla morte di Tony, interpretato da Paolo Li Volsi, Matteo rinfaccia a Luca tutti i problemi che gli ha creato crescere in una famiglia gay mentre Lucia, figlia di Franca, rimprovera alla madre il disagio causato dall’assenza di un padre nella sua vita. A sua volta Walter, amico di Matteo, si rende conto che i genitori hanno tarpato le ali al suo sogno di diventare musicista. È così che Granata spazia nelle problematiche famigliari trattando diversi temi: la complessità di essere genitori in una famiglia gay, la sfida che un genitore single deve affrontare per educare un bambino e la difficoltà che un figlio riscontra nel vedersi sfumare davanti agli occhi i propri sogni, costretto a dover fare quel che i genitori scelgono per lui. Non sembra essere il favoritismo o la contrarietà ciò che Granata, nei panni di Luca, vuole comunicare ma bensì l'importanza dell'amore, elemento fondamentale alla creazione di una famiglia. Un tavolo e delle sedie sono gli unici oggetti presenti nell'allestimento di Margherita Baldoni in perfetta sintonia con le semplici magliette nere indossate dagli attori. Efficace uso delle luci e del suono di Cristiano Cramerotti. È con un monologo toccante sull'importanza del rapporto tra genitori e figli che Angelo Di Genio, nel ruolo di Matteo, conclude uno spettacolo che ci lascia molti spunti su cui riflettere ma soprattutto ci lascia un grande messaggio d’amore.

BONAZZOLI ALESSANDRO (3BL DEL LICEO LINGUISTICO DANIELE MANIN) - “Geppetto e Geppetto” è una commedia di Tindaro Granata, che parla di una famiglia di due omosessuali,Toni e Luca, che desidera fortemente avere un figlio. Questo sogno viene ostacolato da molti fattori, tra cui la legge che in Italia proibisce l’adozione di un bambino da parte di una coppia gay, il mancato appoggio della famiglia e degli amici e la decisione riguardante chi sarà il vero padre del bambino. Nonostante tutti questi problemi, i due si trasferiscono all’estero e riescono ad ottenere un figlio, Matteo. La sua infanzia è molto felice, caratterizzata dal sentimento dell’amore per i suoi genitori e dalla loro costante presenza positiva. La morte di Toni, il vero padre di Matteo, è un evento che spacca in due la sua vita: prima era amore, ora è rancore; prima erano momenti felici passati tutti insieme, ora sono litigi, che avvengono tra Matteo e suo padre o con i suoi amici. Infatti lui, Lucia e Walter (i suoi migliori amici) si dividono quando litigano duramente. Subito dopo, Matteo fa capire a Luca che non è disposto ad accettarlo come padre in quanto il vero genitore è il defunto Toni, poi esce di casa. Un taglio dunque ci proietta ad alcuni anni dopo, all’ospedale. Luca ha avuto un infarto e Matteo, Lucia e Walter si incontrano proprio lì. In quel momento si buttano alle spalle i diverbi che avevano avuto da adolescenti e parlano delle loro vite. Lo spettacolo si conclude con il tipico discorso sdolcinato che Matteo fa al padre, dove si scusa per ciò che ha fatto. In questa commedia ci sono lati positivi e lati negativi. I pro dello spettacolo sono le battute che fanno gli attori per gran parte dello spettacolo e la chiarezza del messaggio che voleva essere mandato allo spettatore. Al contrario, i lati negativi sono la scenografia troppo semplice (un tavolo con delle sedie, un water finto e gli attori “in pausa” seduti ai lati del palcoscenico) e la scontatezza degli argomenti trattati. Nella discussione tra Luca e Toni all’inizio dello spettacolo emergevano temi alquanto ovvi: il riscontro con la legge e l’insicurezza dell’azione che si stava per compiere. Alcune banalità della trama sono state perfettamente stemperate dalle battute dei due personaggi. In fondo non era facile far emergere altri argomenti in un racconto del genere quindi questa decisione è accettabile. Gli attori sono stati molto bravi nell’interpretazione dei loro personaggi e nella trasmissione delle emozioni.

BONVISSUTO VALENTINA (2LICEO ANGUISSOLA) - Sono le 20.30 del 1 Febbraio 2018 e al Teatro Ponchielli va in scena Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata; le luci si spengono e il silenzio del pubblico viene interrotto da delle voci che esprimevano la loro contraria opinione alla legge sulla adozione di bambini alle coppie gay. Quindi due faretti illuminano il tavolo posto al centro della scena su cui sono affissi tre cartelli con i luoghi su cui si sviluppa lo spettacolo. Al tavolo sono seduti Toni e Luca, Paolo Li Volsi e Tindaro Granata, due dei protagonisti che formano una coppia gay ormai da molti anni unita. Toni ha il forte desiderio di avere un figlio e cerca quindi di convincere Luca, molto insicuro sull’argomento. Non sono pienamente d’accordo con questa scelta l’amica Franca, interpretata da Alessia Bellotto, e la madre di Toni, Roberta Rosignoli, che addirittura non vorrà riconoscere il nipote. La coppia, dopo essesi recati in Canada per l’adozione, tornano in Italia in compagnia del piccolo Matteo, Angelo Di Genio, riempito d’amore ma senza l’amore della nonna. Purtroppo il piccolo Matteo e il suo “Papi” Luca rimarranno presto soli, perché Toni muore per malattia. Questo evento fa soffrire molto Matteo nella sua crescita, tanto che dopo molti anni ne sente ancora la mancanza e è sempre causa del suo nervosismo e delle litigate con il padre, gli amici Lucia e Walter (Lucia Rea e Carlo Guasconi) e con se stesso. Gli anni passano e tutti si perdono di vista ma si ritrovano al capezzale di Luca, nei suoi ultimi giorni di vita. Lo spettacolo termina con un lungo monologo di Matteo verso Luca in cui gli rivela tutte le sue emozioni e le sue scuse. Il pubblico è molto emozionato ed estasiato e ciò si percepisce dal lungo applauso che si genera in teatro. Questo è uno spettacolo che fa molto pensare, in cui viene affrontato un tema molto attuale e dove è esposta molto bene la vicenda da entrambi i punti di vista: genitori e figlio. La particolarità del racconto è proprio la semplicità con cui è rappresentato: un tavolo, tre sedie, semplici vestiti neri con stampato il nome del ruolo e tanta fantasia. Infine con questo spettacolo Tindaro Granata ha vinto il premio UBU 2016 Miglior novità drammaturgica e Angelo Di Genio ha vinto il Premio ANCT 2016 per l’interpretazione di Matteo.

BRAGADINI MATTEO (3 LICEO MANIN) - La sera del 1 febbraio al Teatro Amilcare Ponchielli è stato recitato lo spettacolo “Geppetto e Geppetto”. Scritto da Tindaro Granata, narra di una coppia di uomini omosessuali che desiderano un figlio. Questi due ragazzi si chiamano Toni e Luca e devono superare non poche difficoltà per ottenere Matteo, bambino che crescerà dovendo affrontare disgrazie, ignoranza e delusioni. Nonostante la prima parte di spettacolo sia infatti di stampo comico, il resto dello spettacolo si snoda e si basa su una serie di “disavventure” che questa famiglia un po’ diversa dalle altre deve lasciarsi alle spalle. Il materiale scenico, rappresentato da un tavolo e delle sedie, e quindi molto semplice, aiuta a concentrarsi sugli argomenti affrontati sul palco, senza distrarre inutilmente lo spettatore. La storia però, prevede un futuro lungo varie decine di anni, e la semplicità del materiale scenico, fa gravare tutte le variazioni di ambientazione sulla fantasia dello spettatore. Lo spettacolo ad un certo punto cerca di mettere in contrasto la famiglia di Franca, amica cara dei protagonisti, con quella degli ultimi. Franca ha infatti una figlia dell’età di Matteo; lei è cresciuta senza padre, lui senza una madre. Il dubbio che sorge spontaneo però è: se l’autore vuole sensibilizzare il pubblico sull’adozione di bambini da parte degli omosessuali, e quindi dimostrare che due padri possono dare l’amore che possono dare una madre e un padre, perché mettere a confronto una famiglia gay con una senza un genitore? Facendo così, non si riescono a confrontare equamente le due famiglie, dato che nella società odierna questi due tipi di famiglie sono inconsuete (la seconda è un po’ più frequente). Geppetto e Geppetto, pur essendo uno spettacolo abbastanza impegnativo per i temi trattati, se guardato con leggerezza e superficialità, non lascia il segno nella mente dello spettatore e difficilmente fa riflettere, proprio a causa del modo in cui sono trattati gli argomenti.

BRIANZI LARA (3 LICEO DANIELE MANIN) - Geppetto e Geppetto, andato in scena al teatro Ponchielli di Cremona il giorno 1 febbraio 2018, è il racconto di una storia d’amore, fatta di momenti felici, difficili e dolorosi, che la rendono unica come solo le storie d’amore possono essere. Tindaro Granata in questo spettacolo mette al centro della propria ricerca la famiglia. La scenografia è povera, composta solo da un tavolo dal quale pendono tre cartelli che nominano la funzione dell’oggetto: agenzia, scuola, cucina. Si riconoscono i personaggi grazie ai nomi scritti sulle magliette nere che gli attori indossano. Come Geppetto, protagonista della nota storia di Collodi, decide di fabbricarsi un bambino da sé, così Toni (Paolo Li Volsi) e Luca (Tindaro Granata), coppia di omosessuali, decidono di ricorrere alla pratica dell’utero in affitto per “dar vita” al proprio figlio: arriva quindi Matteo (Angelo Di Genio). Nei primi anni di vita del bambino l’amore della coppia, che mai manca, riesce a preservarlo dall’omofobia e dalla cattiveria, dal momento che la società non è ancora in grado di accettare e non giudicare, fino a quando Luca, padre biologico di Matteo, muore; a questo punto il figlio inizia a disprezzare Toni, accusandolo di non averlo fatto crescere in una famiglia normale. Le difficoltà del rapporto genitore/figlio si accentuano anche con la storia dell’amica Franca (Alessia Bellotto) e la figlia Lucia (Lucia Rea), cresciuta solo dalla madre e della nonna del bambino (Roberta Rosignoli) che non accetta la famiglia per lei anormale, dato che senza “mamma”. La prima parte dello spettacolo è genuina di sentimenti e molto ironica, al contrario nella seconda il ritmo della narrazione tende ad essere più veloce, grazie ad una serie di eventi. Gli interpreti sono convincenti e mai banali; la loro intenzione non è quella di essere un manifesto politico, bensì cerca di smontare sia la morale conservatrice che quella progressista e di sensibilizzare ad una problematica che riguarda di fatto tutti, orientamento sessuale a parte. “Se ci sarebbe più amore”, come dice Luca, forse ci sarebbero meno pregiudizi e problemi di incomprensione.

CAMBIATI REBECCA (2 LICEO S. ANGUISSOLA) - «Geppetto e Geppetto», scritto e diretto da Tindaro Granata, presentato al Teatro Ponchielli il 1 febbraio, narra la storia di Luca e Toni, una coppia gay che vuole un bambino. In Italia non è possibile per loro adottare un bambino, così Tony trova una soluzione: affittare un utero e fare il loro bambino. Luca è spaventato, Franca la loro amica li persuade a cambiare idea e la mamma di Tony è estremamente contraria. Nonostante tutto i due decidono di intraprendere questo percorso e fanno nascere il loro bambino. Matteo cresce con due papà che non fanno altro che amarlo, insieme all'amica Franca e alla zia Maria, sorella di Tony. Il bambino sente però una grande mancanza: la nonna, che non gli ha mai fatto visita. Tony si ammala di tumore, e la madre, preoccupata, entra a far parte della vita della famiglia Salvini rendendo felice il nipote. Alla morte di uno dei suoi papà, quello biologico, il bambino viene portato via dai servizi sociali e Luca lotta con tutte le sue forze per riavere suo figlio. Matteo cresce, diventa un giovane uomo, ma con un grande peso dentro che poi sfoga sul padre Luca: gli vomita addosso tutto ciò che non è andato nella sua vita a causa della sua famiglia non «normale», attribuendo a lui tutte le colpe. Alla fine della storia troviamo Luca in ospedale, in fm di vita e Matteo che, tornato da Zurigo per vedere il padre, si scusa a modo suo e lo ringrazia: lui diventerà presto padre, e spera di essere bravo quanto lo è stato il suo. La scenografia era semplice: un tavolo, delle sedie; fungevano da cucina, da agenzia e da scuola. La compagnia Teatro Stabile di Genova, composta da Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Carlo Guasconi, Paoli Li Volsi, Lucia Rea e RobertaRosignoli, ha così dimostrato che anche senza grandi effetti speciali, si può incantare il pubblico. Lo spettacolo tratta di un tema molto attuale, ovvero le coppie gay e la loro lotta per poter avere figli. Gli abilissimi attori sono riusciti a trattare una tematica così delicata con grande maestria: sono stati capaci di far commuovere per l'intensità di ciò che rappresentavano e di come lo rappresentavano, ma non sono certo mancate grandi risate strappate da grande ironia.

CARBONI ALICE (2 GHISLERI) - Giovedì 1 Febbraio è stato rappresentato al teatro Ponchielli di Cremona 'Geppetto e Geppetto'. Questo spettacolo originale, scritto e diretto da Tindaro Granata, è riuscito a conquistare il pubblico, provocando sia risate che lacrime. Il tema centrale di questa rappresentazione è la famiglia, forse non nel modo in cui siamo abituati a vederla. Tony e Luca sono una coppia da molti anni e vogliono avere un figlio, ma non possono farlo in Italia: qui, solo uno di loro potrà essere riconosciuto come padre del bambino, mentre l'altro verrà considerato solo come compagno del padre e non avrà diritti su di lui. La coppia è costretta ad andare in Canada, dove 'farà' il loro bambino, Matteo. Sono una famiglia felice, come tutte le famiglie in cui i genitori amano i figli, a prescindere dal fatto che siano o no genitori biologici. Si tratta di una storia di paternità, che viene mostrata in modo crudo e realistico. Presenta anche le reazioni della gente ad una coppia gay con un figlio: le 'paure' generate dall'odio, il rifiuto di una madre, le difficoltà e dall'altra parte il supporto degli amici. Tutta la scena si svolge un ambiente molto semplice: un tavolo , posto al centro del palco, che a volte è agenzia, a volte è cucina e a volte è scuola e che nella sua semplicità riesce a creare un atmosfera intima e famigliare. Io penso che sia uno degli spettacoli più importanti del teatro contemporaneo, di cui l'Italia aveva bisogno. Non intende dare motivazioni per cui bisognerebbe essere pro o contro le adozioni da parte di coppie omosessuali, vuole mostrare solo la storia di una famiglia. In un ora e quarantacinque minuti ha affascinato il pubblico, ha fatto divertire e commuovere. Un'esibizione toccante, non solo a causa dell'attualità dei temi affrontati, ma anche per la sua sincerità e chiarezza. Grazie anche all'eccezionale interpretazione, e l' entusiasmo degli attori Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli del Teatro Stabile di Genova, che hanno già reso lo show vincitore di diversi premi per il teatro contemporaneo.

CARLINI MATTIA (3°B LICEO LINGUISTICO DANIELE MANIN) - Giovedì 1 febbraio al teatro Ponchielli di Cremona è andato in scena lo spettacolo “Geppetto e Geppetto”. La storia parla di una coppia di omosessuali che vuole avere un figlio, tema molto attuale di questi tempi. Tutto il racconto si svolge in famiglia o a scuola. La scenografia è solamente rappresentata da un tavolo, il quale simboleggia il centro e il punto degli incontri della famiglia. Dal tavolo pendono tre cartelli con scritto: scuola, cucina, agenzia. La prima parte dello spettacolo è incentrata sulla situazione di un vero e proprio scandalo familiare. Toni e Luca, i due protagonisti, vogliono diventare genitori, nonostante la mamma di Luca e la loro amica Franca si oppongano dicendo che vanno contro natura. Essi decidono di cercare una donna tramite un’agenzia che si presterà a portare in grembo il loro figlio e trovano una signora americana che realizzerà il loro progetto. Finalmente nasce Matteo che vive la sua infanzia come tutti gli altri bambini nati da una coppia eterosessuale. Quando inizia ad andare a scuola , cominciano a sorgere i piccoli problemi: viene preso in giro perché ha due papà anziché avere una famiglia come tutte le altre. Quando ritorna a casa Matteo ne parla con i suoi genitori, i quali lo rassicurano dicendogli di non preoccuparsi e lo sostengono. Nella seconda parte dello spettacolo, Matteo è un adolescente ribelle. Purtroppo vive un grave lutto perdendo prematuramente Luca, tutto questo crea in lui una destabilizzazione che lo porterà ad un conflitto importante con Toni e a dei litigi con i suoi amici Walter e Lucia. Crescendo Matteo decide di andare a lavorare all’estero e di tornare dal padre solo in punto di morte. Tutte queste tematiche, accadono similmente anche nelle famiglie dove i genitori sono di due sessi diversi e quindi non ci sono molte differenze. Lo spettacolo è stato molto piacevole e anche a volte divertente, pur toccando temi molto delicati e discussi. Merita di essere visto.

CESURA GIADA (LICEO SCIENTIFICO G. ASELLI 2CLIC) - Sorprendente ed innovativo. “Geppetto e Geppetto” potrebbe essere riassunto in queste due parole. Un sottile filo che separa l’umorismo dalla commozione ha condotto i dialoghi fra gli attori sul palco del Ponchielli. La storia di due padri che vorrebbero adottare un figlio, ma sono costretti ad andare all’estero, perché in Italia non sarebbe possibile. Prima di essere due padri sono due uomini che si amano veramente: un amore di quelli che si possono riconoscere al primo sguardo, tanto è forte. Il contorno della vicenda è costellato da stereotipi personificati da amici, compagni di classe e familiari. Matteo, figlio della coppia, è un ragazzo che cresce nell’amore ma non riuscirà a capire tutto ciò che gli è stato donato e trascorrerà momenti difficili nella sua giovinezza. Invidierà, diverrà depresso e soffrirà a causa della mancanza di una figura femminile nella sua famiglia. Uno spettacolo incentrato su temi di attualità, dalle scelte artistiche azzeccate fino all’ultimo particolare. Riflessioni sulle varie leggi italiane confrontate a quelle estere sono trasparite dai dialoghi tra i due compagni. Una struttura ben curata nel cercare di rappresentare le varie idee sull’adozione da parte delle coppie gay e quanto questi pensieri possano cambiare dinnanzi ad un amore così profondo. Un dibattito in forma molto diretta su stepchild adoption e su come la società odierna non voglia lasciare questo diritto. Una chicca l’ironia sul nome del ragazzo (Matteo Salvini). Spettacolo che ha superato di gran lunga le aspettative e ha regalato vari spunti di riflessione a tutto il pubblico. Una particolare menzione va a Toni, interpretato da Tindaro Granata, che ha saputo riscaldare il pubblico con le sue doti di grande attore. La frase rappresentante lo spettacolo racchiude un po’ tutto ciò che si è visto sul palco: “Se ci sarebbe amore”.

COPPIARDI PIETRO - Toni e Luca si amano e stanno insieme ormai da tanti anni ma per sentirsi davvero una famiglia vogliono un figlio. Così, non potendo adottare legalmente in Italia, vanno in un'agenzia americana dove a partire dal seme di uno dei due, dall'ovulo di una donatrice e da un utero in affitto “creano” il loro figlio, come Geppetto nel romanzo di Collodi, però... in due. Questa la storia di “Geppetto e Geppetto”, andata in scena al Ponchielli il primo febbraio 2018 su regia di Tindaro Granata. Il tema principale della rappresentazione è l'adozione di figli da parte delle coppie gay alla quale non tutti sono favorevoli, per prima la madre di Toni che non vuole accettare “anche” questo e rimarrà distante alla famiglia del figlio. Matteo, questo il nome del bambino, inizia a andare a scuola, dove il rapporto con i compagni è altalenante, nonostante le esortazioni della maestra ad amarlo perché vive in un ambiente “anomalo”. Ammalatosi di tumore Toni, il padre biologico, muore e l'affidamento non ricade su Luca che non ha “alcun legame col figlio” ma sulla nonna, la parente più stretta. Ha importanza solo il legame biologico. “I figli sono di chi li cresce” diceva Toni all'inizio, ma sarà smentito dallo stesso figlio che diventato adulto dirà che “i figli sono di chi li fa”, affermazione cinica ma realistica. Matteo cresce ma i rapporti col padre si fanno sempre più difficili nonostante l'amore che il genitore prova per il figlio. È sufficiente che ci sia amore perché un bambino cresca felice o è necessaria una figura femminile di riferimento? Lo spettacolo non si propone di fornire un giudizio pro o contro ma semplicemente di raccontare la storia di due uomini che vogliono formare una famiglia e diventare genitori. Ma viene prima il loro diritto ad avere figli o quello di quest'ultimi ad avere una madre? Questo non viene esplicitato benché lo spettacolo finisca per non risultare super partes tendendo a schierarsi a favore del’omogenitorialità. La figura della maestra incarna i pregiudizi che ancora persistono nella società mentre Toni e Luca l'amore che non sempre vince tutto: “se ci sarebbe più amore...” dicono i protagonisti. Uno spettacolo lineare e pulito ma allo stesso tempo coinvolgente. Uno spettacolo serio con, talvolta, venature di comicità. Uno spettacolo a tratti commovente, a tratti triste che ha saputo incantare il pubblico del teatro.

COZZI VALENTINA (4 LIUTERIA A. STRADIVARI) - Scritto e diretto da Tindaro Granata, “Geppetto e Geppetto” è uno spettacolo del Teatro Stabile di Genova andato in scena a Cremona al Teatro A. Ponchielli il primo Febbraio 2018. Lo spettacolo ha vinto il Premio Nazionale Franco Enriquez 2017 - Città di Sirolo “Teatro Contemporaneo, sezione Autori, Registi, Attori” e il premio Hystrio Twister 2017. Tindaro Granata ha vinto il Premio UBU 2016 Miglior progetto o novità drammaturgica e Angelo di Genio ha vinto il Premio ANTC 2016 per l’interpretazione del figlio Matteo. La storia di Geppetto e Geppetto si basa sull'amore, amore che non ha sesso e che crea una famiglia dove c’è felicità. E felicità, per Toni e Luca, è avere un figlio. Questa felicità che però è osteggiata dalla mamma di Toni, che non approva la decisione di mettere al mondo un bambino, da Franca, che si preoccupa delle conseguenze e dalla società, che non è pronta ad accettare la felicità di una famiglia considerata non tradizionale. Alla fine l’importante però è l’amore, in tutte le famiglie e in tutte le storie, come dicono i personaggi “se ci sarebbe più amore”. Lo spettacolo è intervallato da scene buie con frasi contro i matrimoni e le adozioni omosessuali in sottofondo che fanno pensare alla situazione che si è vissuta in Italia e che ancora oggi, purtroppo, si vive in molte case. La scenografia è molto semplice, solo un tavolo e delle sedie, e si adatta alla scena, passa da cucina, a scuola, a agenzia. Colpisce molto la dinamicità degli attori e la loro bravura nel passare da un personaggio all'altro. Adatto a tutti, dai più grandi ai più piccoli, tratta con estrema leggerezza e intelligenza argomenti molto importanti e pesanti, come la morte e la depressione, e li mette in chiave comica facendo ridere il pubblico, oltre che riflettere. Uno spettacolo che merita davvero di essere visto, che apre la mente e offre tantissimi spunti di riflessione.

DANZI ANITA (3 LICEO MANIN) - Giovedì primo febbraio, presso il Teatro Ponchielli è stato messo in scena lo spettacolo “Geppetto e Geppetto”, scritto e diretto da Tindaro Granata. Scelta scenografica estremamente minimalista. Tony e Luca sono una coppia omosessuale che convive da molti anni e desidererebbe avere un figlio. L’unico sistema che consente loro di “dar vita” al loro bambino è la pratica di procreazione GPA, poiché in Italia non è legale l’adozione di un figlio da parte di una famiglia gay. Il titolo della commedia nasce proprio dal fatto che, così come il falegname di Collodi, i due devono “realizzare” il loro bambino. Durante la prima parte dello spettacolo i due futuri padri affrontano le indecisioni rassicurandosi l’un l’altro. Si scontrano però con Franca, una loro cara amica che non concepisce la loro decisione in quanto secondo lei il bambino non vivrebbe in una famiglia “normale”. La discussione più animata avviene con la madre di Tony, la quale non accetterà mai il loro figlio. Nonostante le difficoltà Tony e Luca si recano in Canada per la pratica e riescono ad avverare il loro sogno. Matteo è un bambino speciale che vive la propria infanzia serenamente grazie al profondo e sincero amore dei genitori. Durante la sua fase di crescita Tony muore a causa di un tumore. Il ragazzo, divenuto adolescente, inizia a sentire la presenza di Luca troppo pressante. Passano gli anni e il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo si scontra duramente con il proprio padre; si chiede per quale motivo i suoi genitori abbiano deciso di averlo ed è turbato dal fatto di non avere mai avuto una madre. Durante questa fase dello spettacolo, alla storia di Matteo si sovrappone quella di Lucia, figlia di Franca. Lucia ha dovuto affrontare il dramma della morte del padre quando era ancora una bambina. La giovane non ha mai avuto un dialogo con la madre, che l’ha concepita per paura di invecchiare da sola. In definitiva la commedia, tra slanci ironici e momenti più drammatici, ci vuole far capire che non esiste la normalità quando si tratta di argomentazioni legate all’affettività. Infatti, la ragazza vissuta in una famiglia considerata “normale”, non ha mai ricevuto amore e comprensione dalla figura materna e vive in una situazione di disagio, così come il ragazzo, cresciuto in una famiglia considerata “anormale”, è stato molto amato, ma sente la mancanza di una madre.

DI PASQUALE AURORA (4 GHISLERI) - Le prime cose che il 1 febbraio, alle 20:30, il pubblico del teatro Ponchielli ha visto sono stati un tavolo, tre cartelli appesi al bordo di quest’ultimo e diverse sedie, alcune disposte ai lati del palco e altre intorno al tavolo. Una scenografia alquanto povera, eppure efficacie, che ha donato il libero arbitrio all’immaginazione di ognuno dei presenti. E la libertà di pensiero ha giocato un ruolo fondamentale durante l’esibizione degli interpreti dello spettacolo Geppetto e Geppetto. La trama è molto semplice e lineare: Toni (Paolo Li Volsi) e Luca (Tindaro Granada), fidanzati da dieci anni, vogliono avere un bambino. Ma una scelta del genere comporta grandi responsabilità e difficoltà, sia per i genitori che per il loro caro figlio. Possono un “papo” e un “papi” crescere un bambino? Oppure è necessaria la presenza di una “mami”? Secondo la madre di Toni, no; dal punto di vista dell’amica dei due Franca, forse. Ma alla fine, l’unico che può dirlo è la principale fonte delle preoccupazioni dei padri, della nonna e degli amici: il piccolo, e poi grande, Matteo (Angelo di Genio). La comicità della storia affianca una drammatica consapevolezza, la felicità di essere amati è manomessa dalla frustrazione di essere comunque diversi. Tindaro Granada, “padre” sia di Matteo che dello spettacolo, non ha prestato attenzione alla grammatica italiana, con la sua innocente ignoranza sull’uso dei congiuntivi; piuttosto ha preferito coinvolgere appieno tutti coloro venuti a vedere la sua creazione con interpretazioni profonde e piene di significato, riuscendoci egregiamente. Sia l’allestimento del palco, sia le voce piene di pregiudizi delle radio tra una scena e l’altra hanno reso lo spettacolo ancor più vicino alla realtà. “Se ci sarebbe più amore...”, come dice Luca. Se ci fosse più amore, magari non sarebbe nemmeno così strano avere un “papi” e un “papo”. L’unica pecca? Il finale: ben interpretato, ma scontato. Un happy end non avrebbe tolto nessun applauso allo spettacolo.

DIGIUNI PIETRO (5°LICEO ASELLI) - Giovedì 1 Febbraio, una famiglia poco tradizionale ha invaso il palco del Teatro Ponchielli di Cremona. Tindaro Granata è tornato al Ponchielli questa volta concentrandosi sulla tematica dell’ adozione per le coppie omosessuali. La scenografia è alquanto minimalista, gli attori indossano magliette con il nome del personaggio che interpretano, la scena è dominata da un tavolo a cui sono appesi tre cartelli che sottolineano la duttilità dell’ oggetto (che diventa, tramite le diverse illuminazioni, scuola, casa e agenzia). Da qui inizia la prima parte dello spettacolo nella quale Toni e Luca sostengono, con dubbi e indecisioni, un colloquio in un’agenzia di adozioni che opera negli Stati Uniti tramite il metodo dell’”utero in affitto”. La storia si protrae in un flashback nel quale Toni (Paolo Li Volsi) discute con la madre siciliana (Roberta Rosignoli) dalle ferree ideologie cattoliche impartite in giovinezza anche al figlio. Nella seconda metà dello spettacolo, Matteo, il figlio adottivo (interpretato da Angelo di Genio) diventa un adolescente che, avendo a che fare con la morte prematura del padre biologico Toni, discute con l’altro padre, Luca (Tindaro Granata) rinfacciandogli l’ arroganza di un capriccio da omosessuali, più che un serio desiderio di paternità, avuto anni prima. Come il Geppetto di Carlo Collodi, la coppia ha “creato” loro figlio scostandosi dai dogmi naturali. Il fine della pièce sembra quello di evidenziare la sussistenza di problematiche sia nella coppia omosessuale che in quella “tradizionale”. Questa direzione di pensiero è però mitigata da un’ ironia spesso puerile che rischia di sminuire il concetto di fondo. Battute e riferimenti scontati al mondo della politica con inserimenti anche di tracce audio selezionate appositamente per evidenziare l’assurdità di alcune “sentinelle in piedi” durante il “Family Day”, tenutosi in protesta della legge Cirinnà, che esprimono la propria opinione in materia. Sono inoltre evidenti le caratteristiche del melodramma che non rispecchiano di certo le aspettative di un regista che ha meritato il premio “FARSEN” come “Attore creativo”. Un’ opera tutto sommato piacevole, il tempo in sala sembra scorrere in un baleno ed il fruscio degli applausi non manca, ciò che manca è però quell’approfondimento argomentato su una tematica così tanto discussa, mancanza che sfocia nella facile satira da bar e nel melodramma.

FELLONI CHIARA (3 LICEO LINGUISTICO D. MANIN) - Il 1 febbraio è andato in scena, al teatro Ponchielli, lo spettacolo “Geppetto e Geppetto”, scritto e diretto da Tindaro Granata che porta in scena un argomento molto discusso, delicato e attuale: il diritto a crescere un figlio per le coppie omosessuali. I protagonisti Tony e Luca riescono ad avere un figlio tramite la pratica dell’utero in affitto effettuata in Amarica. Così nasce Matteo che nella prima parte, da bambino, si dimostra quasi fiero della sua famiglia “anormale”, tutto cambia quando cresce e comincia fare confronti con la situazione della amica Lucia che, nonostante sia nata da una coppia eterosessuale, ha problemi ben più gravi. La scenografia è molto spoglia è rappresentata principalmente da un tavolo -epicentro simbolico della vita famigliare- dal quale pendono tre cartelli con scritto le varie funzioni: azienda, cucina e scuola. Ai lati sono presenti due file di sedie dove assistono gli attori “fuori scena” ognuno dei quali porta una maglietta nera col nome del personaggio interpretato. La prima parte è molto divertente e leggera con un alternarsi tra passato e presente, mentre la seconda troppo drammatica: tutto decade nella tristezza e rabbia di Matteo, giovane adulto, che rinfaccia al genitore di non avergli dato una vita normale, un susseguirsi di urla e litigi. Bisogna dire che almeno non si ha avuto il classico spettacolo in cui tutto va bene e finisce bene: sarebbe stato scontato e banale; però il dramma è esagerato e quasi frettoloso fino agli ultimi minuti in cui Matteo, dopo anni, si scusa con il padre in punto di morte. A mio avviso questo spettacolo tenta di dimostrare che le famiglie omosessuali vivono le stesse problematiche di quelle eterosessuali e non possono essere giudicate né migliori né peggiori di quelle tradizionalmente considerate “famiglie normali”.

FIAMENI VIRGINIA (LICEO ASELLI) - Va in scena sul palco del teatro Ponchielli la vicenda di una famiglia contemporanea, quella di Luca e Toni. Il loro grande desiderio, dopo anni di convivenza, è avere un figlio, di fare come Geppetto e creare vita laddove non esisterebbe. E’ una storia inventata che sa molto di realtà, che rispecchia nelle sue affermazioni la nostra società, i nostri timori ed il pensiero radicalmente ottuso e chiuso al dialogo di una buona parte del nostro paese, come testimoniano le dichiarazioni sconcertanti dei protestanti al Family Day. La rappresentazione, parla di paternità, una paternità che supera l’intenso tema della genitorialità omosessuale, una paternità in cui ognuno si può rispecchiare perchè , come risalta in modo evidente nella rappresentazione, le emozioni e le paure legate al diventare genitore sono le stesse in ogni uomo, indipendentemente dalla sua famiglia. La storia di questi due uomini è di fatto una storia d’amore come tante le altre, segnata dall’alternanza di momenti felici e difficili, di entusiasmi e timori e, purtroppo, di dolorose perdite. La difficolta che Luca affronta dopo la morte di Toni nel dover crescere da solo un figlio non legalmente suo, non diverge molto ormai quotidiana esistenza di coppie separate , sfaldatesi dall’abbandono precoce di un genitore. Questa considerazione è percepibile nella coesistenza sul palco di entrambe le realtà, quella di Luca e di Franca, amica della coppia. Entrambi, sebbene parti di famiglie assai diverse, si ritrovano a combattere quei sentimenti di ribellione e rifiuto tipici dell’adolescenza che si manifestano egualmente sia in Matteo, figlio di Luca, come in ogni altro ragazzo. La straordinarietà della rappresentazione nell’affrontare il tema è l’imparziale oggettività che Tindaro Granata utilizza nel voler mostrare ogni posizione e idea riguardo la questoine, nel voler presentare le complessità che la figura genitoriale comporta in ogni situazione. Uno spettacolo carico di significato e di forte impatto emotivo, dove gli straordinari attori, fragorosamente applauditi dalla gremita platea, incarnano la quotidianità del nostro presente e ,perchè no, di un probabile nostro futuro.

FRUGONI MARTA (2 LICEO ARTISTICO) - Geppetto e Geppetto: in poche parole tanto amore e umorismo. Sono proprio questi, infatti, gli ingredienti dello spettacolo di Tindaro Granata, messo in scena il 1° febbraio al Teatro Ponchielli. Lo spettacolo del giovane regista siciliano, che ha già trattato in passato il tema della famiglia, affronta un argomento delicato come quello delle cosiddette famiglie arcobaleno con una modalità del tutto nuova. Questo non è un dramma in cui si parla solo di discriminazioni omofobe e problemi sociali, racconta la storia di una famiglia, una famiglia un po’ particolare. É la storia di Luca e Toni (rispettivamente Tindaro Granata e Paolo li Volsi), una coppia gay che, insieme ormai da tanti anni, decide di volere un figlio per essere una famiglia a tutti gli effetti. A causa delle leggi ostacolanti dello Stato, però, la coppia non può adottare e decide di usare il metodo dell’utero in affitto, affidandosi ad un’agenzia in Canada. Matteo, figlio di Luca e Toni, (interpretato da Angelo Di Genio) che vedremo crescere durante il corso dello spettacolo: da innocente e simpatico bambino si trasformerà in un problematico adolescente chiuso in se stesso, anche a causa della morte di Toni che segnerà la sua infanzia. Verrà inoltre affrontato il difficile rapporto tra Luca e Matteo, rimasti soli, e quindi il rapporto tra padre e figlio, non sempre così sincero e facile. Gli stessi protagonisti, a causa di un pesante litigio rimarranno lontani per molto tempo. É uno spettacolo incentrato sui dialoghi e sui personaggi a cui fanno da contorno un’essenziale scenografia, composta solo da un tavolo che “a volte è agenzia”, “a volte è cucina” e “a volte è scuola”, costumi costituiti da magliette nere con scritto sopra il nome del personaggio interpretato. Arricchito inoltre dalle ottime interpretazioni di Roberta Rosignoli, la madre di Toni, che non accetta il volere del figlio di avere a sua volta una famiglia e di Alessia Bellotto che interpreta sia la maestra del piccolo Matteo, sia Lucia, figlia di Franca (Lucia Rea), un’amica di famiglia. Geppetto e Geppetto è capace di farti ridere e riflettere allo stesso tempo trattando temi difficili senza prendere posizioni, dimostrando che non esiste una famiglia perfetta ma solo una piena d’amore.

GADESCHI RICCARDO (2 LICEO GASPARE ASELLI) - Giovedì 1 febbraio ho potuto assistere alla rappresentazione teatrale de “Geppetto e Geppetto”, si tratta di una vicenda formata da un piccolo susseguirsi di eventi che trattano un tema odiernamente molto discusso: la legalizzazione o no dell’adozione per le coppie omosessuali. La messa in scena parla in particolare della storia di una giovane coppia di uomini: Toni e Luca, che per coronare la loro vita di amore decidono di avere un figlio, ma non potendo adottarne uno a causa della legge del paese, si rivolgono ad una agenzia canadese la quale con una cospicua somma di denaro riesce a dare il piccolo Matteo alla coppia. Il bimbo cresce tra i suoi papà Papi e Papo che colmano la sua vita di amore e affetto, e lui con il passare del tempo accetta che i suoi genitori siano gay, nonostante le continue prese in giro dei suoi compagni a scuola. Dopo una malattia improvvisa Toni muore lasciando soli il padre ed il figlio, il quale diventa adulto e se ne va da casa. Dopo venti anni dall’accaduto torna da Luca che è in ospedale per un infarto. La rappresentazione pur descrivendo un tema delicato è per alcuni tratti divertente: forse per la bravura degli attori, forse per la bravura di Tindaro Granata, regista e autore dello spettacolo, alcune battutine hanno simpaticamente spiazzato il pubblico ritrovatosi divertito. Per quanto riguarda il mio personale commento posso dire che ho gradito molto la messa in scena, soprattutto mi è piaciuto il fatto che nonostante si parlasse di un problema attualissimo e molto delicato gli attori siano riusciti a avere un tono serio in alcuni momenti, ma anche divertente e distaccato in altri. Devo dire che inizialmente non sono riuscito a capire alcune frazioni dello spettacolo, che ho in seguito identificato come salti temporali, idea secondo me molto carina, ma poco chiara ai miei occhi durante la rappresentazione. Nonostante questo lo spettacolo è alquanto profondo e quasi commuovente verso il finire, lo consiglio vivamente.

GHINAGLIA FABIANA - Giovedì 1 febbraio 2018, al Teatro Ponchielli di Cremona, è andato in scena in scena “Geppetto e Geppetto”, scritto e diretto da Tindaro Granata. La scena si apre con Tony e Luca, i protagonisti della storia, nella cucina del loro nido d'amore mentre discutono una scelta che cambierà radicalmente le loro vite: partire per il Canada per “creare” un figlio tutto loro. Tra le preoccupazioni dell'amica Franca e il dissenso della madre di Tony, i due innamorati prendono una decisione: partire e tornare con il loro primogenito, Matteo. Matteo cresce con amore nonostante le persone che lo circondano al di fuori del cerchio familiare non capiscano la sua vita. Poi la morte di Tony sconvolge la vita di tutti. Tra le difficoltà della morte prematura di “papo” e quelle per l'affidamento si chiude la scena con l'immagine di un sogno di Matteo nel quale Tony gli parla: “Eravamo felici come Geppetto quando sei arrivato, noi siamo i tuoi Geppetto e Geppetto”. Dopo anni da questo straziante avvenimento Matteo è turbato e confida al padre, Luca, tutto ciò che negli anni lo ha sconvolto e reso “anormale”. Matteo capirà di non essere mai stato anormale e Luca capirà finalmente suo figlio. Le coppie omosessuali, la perdita di un genitore e le difficoltà familiari sono argomenti delicati da affrontare, principalmente in questo periodo di novità politiche e nuove percezioni della sfera privata, ma Tindaro Granata ci è riuscito e ne ha parlato con semplicità e soprattutto ironia, alleggerendo quello che potrebbe costituire una fonte di una nuova complessità e problematicità della famiglia moderna. La semplicità delle t-shirt di cotone nere con solo il nome del personaggio ha messo ancora più in risalto l'opera e la storia, evitando distrazioni. La prestazione degli attori Alessia Bellotto, Carlo Guasconi, Paoli Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli e lo stesso Tindaro Granata, è stata eccellente e ha toccato il cuore degli spettatori che, dopo svariati minuti di applausi, hanno continuato a commentare lo spettacolo durante l'uscita dal Teatro Ponchielli e, sicuramente, anche ben oltre quel momento. In particolare è stata ammirevole la performance di Angelo Di Genio che interpreta il ruolo di Matteo da bimbo, ragazzo e adulto.

GIZZI MARILENA (3BL LICEO CLASSICO/LINGUISTICO D.MANIN) - Le voci riprodotte dai megafoni dei protestanti per i diritti delle “coppie arcobaleno” hanno tagliato il silenzio alle 20:30 di ieri, giovedì primo febbraio, al teatro A. Ponchielli di Cremona. Questa è l'introduzione ideata e creata dal regista e attore Tindaro Granata per introdurre uno dei temi più scottanti di oggi: la legalizzazione della step-child adoption, ovvero la possibilità per le coppie omosessuali di adottare un bambino. E' questa la situazione al centro della quale Granata proietta la storia di Luca e Tony. I due vivono insieme da anni e si considerano ormai una vera e propria famiglia. Ma un giorno la coppia non basta più. Desiderano avere un figlio. Nascono la paura e l'indecisione sul volere un figlio che inoltre non sarà mai biologicamente di tutti e due. Ma l'amore vince su tutto e i due protagonisti riescono ad avere il figlio tanto voluto. Il piccolo Matteo cresce sereno i primi anni nell'affetto dei due padri e degli amici, fino all'arrivo a scuola. Qui il regista ci mostra le difficoltà in cui incorrono solitamente i figli di coppie “non convenzionali”: insinuazioni, battute, pregiudizi o anche insulti. La storia viene poi catapultata in avanti, fine adolescenza, periodo difficile, durante il quale Matteo e Luca subiscono la perdita di Tony, morto a causa di una malattia grave. Il trauma è forte per il figlio che scatena così una reazione a catena di problemi, con padre e amici. A vent'anni dalla morte del padre Matteo sfoga definitivamente tutto il rancore nei confronti del genitore rimasto, rinfacciandogli il danno morale subito a causa della crescita in una famiglia “anormale”; il rapporto si rovina e i due si allontanano per poi riavvicinarsi solo dopo che Luca riversa in condizioni critiche all'ospedale. Il figlio è ormai adulto, fidanzato e in procinto di diventare padre. “Ci vuole coraggio per crescere”. Queste parole dette in passato dal padre risvegliano in Matteo un senso di tristezza e commozione, che lo porta a scusarsi col padre e a riavvicinarsi a lui. Geppetto e Geppetto è una storia realistica, d'amore, di dolore, di crisi e di crescita che fa riflettere sulla difficoltà dell'essere genitori ma anche figli, in ogni famiglia.

LANFRANCHI LAURA (4 GHISLERI) - Il 1 febbraio il Teatro Stabile di Genova ha portato sul palco del Ponchielli lo spettacolo “Geppetto e Geppetto” scritto, diretto e interpretato da Tindaro Granata. Toni e Luca stanno insieme da più di dieci anni e ormai sono una famiglia; l’unica cosa che loro manca è un figlio. Tra pareri contrastanti, dubbi e incertezze di Franca, amica dei due, e della mamma di Toni, decidono comunque di diventare genitori, superando gli ostacoli dell’attuale legislazione italiana; vanno in Canada, dove possono disporre di un “utero in affitto” e, come Geppetto fece con Pinocchio, “costruiscono” Matteo, figlio “generato” da Toni, ma che sarà cresciuto con amore da tutti e due. La storia procede alternando sulla stessa scena, caratterizzata da un semplice tavolo corredato di sedie, le diverse relazioni tra i personaggi, rendendo i cambiamenti di tempo e di spazio attraverso un uso appropriato di luci e di ombre e trasformando il palco in soggiorno, agenzia, scuola e ospedale. Tutti gli attori appaiono con un look total black, interrotto solo con il loro nome scritto in bianco sulla maglietta, e sono sempre presenti sulla scena; entrano nei panni dei personaggi che rappresentano cercando di rendere al meglio il dramma che la storia narra. Con i loro dialoghi e i loro racconti, alternati anche da una registrazione dei commenti raccolti sull’argomento, emergono le difficoltà che una famiglia “diversa” potrebbe incontrare nella società dei nostri giorni: i problemi a scuola del bambino con i compagni, le relazioni con gli adulti di riferimento, i conflitti con gli amici nel periodo dell’adolescenza, la perdita di un genitore e i contrasti con l’altro. Emerge anche che la “diversità” non è altro che la “normalità”; non ci sono nuclei familiari uguali e ognuno di essi si trova ad affrontare qualche problema o qualche difficile situazione. Alla base ci devono essere l’amore e l’affetto, sentimenti che non hanno sesso o età, ma che permettono ai genitori di crescere i loro figli, indipendentemente dalla forma della loro famiglia. Questo spettacolo è la rappresentazione della società di oggi, divisa tra posizioni contrastanti sulla stepchild adoption e sugli "uteri in affitto". Non vengono espressi giudizi rispetto alla posizione conservatrice o quella ritenuta “progressista”, si vuol far riflettere e ripensare, magari con qualche informazione in più al riguardo.

MAINI GIADA (3 LICEO LINGUISTICO MANIN) - Lo scorso 1 febbraio il teatro Ponchielli di Cremona ha ospitato il Teatro Stabile di Genova con il suo spettacolo intitolato “Geppetto e Geppetto” scritto e diretto da Tindaro Granata. “Questa non è la storia universale di tutti i figli nati da coppie omosessuali” dice l’autore, infatti si racconta di una particolare relazione tra due uomini che vogliono un figlio pur sapendo che solo uno dei due avrà il riconoscimento di paternità e che non sarà sangue del loro sangue. La serata è stata un alternarsi tra testimonianze sul tema delle tendenze sessuali e situazioni della vita quotidiana della famiglia, mentre la scenografia si presentava molto semplice: un tavolo che “a volte è agenzia, a volte è cucina, a volte è scuola” e una decina di sedie. Toni e Luca (rispettivamente Paolo Li Volsi e Tindaro Granata) stanno insieme da diversi anni e il loro sogno è quello di poter avere un figlio ed essere quindi padre e padre, ma sul loro percorso incontrano persone a loro care con un’opinione diversa come la madre di Toni (Roberta Rosignoli) e la loro amica Franca (Alessia Bellotto). Nonostante questi pensieri decidono di andare lo stesso in Canada per creare il proprio figlio, Matteo (Angelo Di Genio). I suoi primi anni di vita scorrono tranquilli ed a proteggerlo dall’inevitabile punta di razzismo che serpeggia nella società odierna incapace di accogliere senza giudicare c’è la sua famiglia. Quando Toni, uno dei due Geppetto, muore, Matteo comincia a rifiutare Luca a causa della condizione di figlio “non riconoscibile”, la quale fa rinnegare l’amore che ha ricevuto e mette in crisi l’equilibrio tra i due. “pensa prima ad amare tuo figlio e poi gli altri” viene detto al padre che controbatte “abbiamo lottato contro tutti per averti, ci vuole coraggio per crescere”. Le vicende famigliari di Matteo e di Luca si intrecciano con quelle dell’amica Franca e della figlia Lucia (Lucia Rea) a causa della mancanza di uno dei genitori. Lo spettacolo viene chiuso da due frasi di Matteo pronunciate al padre quando stava male che ha riempito il suo cuore di gioia: “grazie papà!” e … “se ci sarebbe più amore”, ripetuta più volte nel corso della serata, che apre alla speranza di un amore possibile.

MORANDI SILVIA (2 LICEO “S .ANGUISSOLA”) - Il primo febbraio, è andato in scena con grande successo, presso il Teatro Ponchielli di Cremona, lo spettacolo “Geppetto e Geppetto” scritto e diretto da Tindaro Granata. Il riferimento alla fiaba di Collodi è immediato: un figlio, Matteo, che viene “forgiato” come un burattino, non da un falegname, ma da una coppia omosessuale, Toni e Luca. Questo, però, è solo un’allusione iniziale forse anche un messaggio implicito a considerare l’importanza di un rapporto intenso come quello tra un padre ed un figlio. Il resto della storia rimanda ad un’problema reale, concreto, vero ed attuale di Matteo che si scontra con i giudizi e i pregiudizi di chi incrocia la sua esistenza, soprattutto dopo la morte di uno dei genitori. Il ragazzo prova rabbia e, a tratti, anche odio, nei confronti di chi ha scelto per lui, di chi ha voluto un figlio a tutti i costi. Il tema è trattato a diversi livelli: inizialmente ironico, in un secondo momento più serio ma mai moralistico. Il messaggio infatti è chiaro, essenziale ed universale: solo uno sguardo carico di stupore e di rispetto verso l’altro, può aprire la mente ed il cuore. La chiusura e l’intolleranza portano alla distruzione e alla degradazione. Le cose sono molto semplici così come sono semplici gli oggetti (un tavolo e delle sedie) e i colori (il bianco e il nero) messi in scena, che aiutano a porre l’attenzione su ciò che è importante e lasciano i problemi sottesi ad altri ambiti. Contano solo le persone, uniche ed irripetibili, individuate dai nomi stampati sulle magliette degli attori. Chi sono io per giudicare un’altra persona? Questa è la domanda con la quale, dopo lo spettacolo, mi sono avviata a casa. Questo è l’interrogativo che ognuno di noi si deve porre nel momento in cui incontra l’altro per imparare ad amare “quello che c’è” e non guardare solo “quello che manca”. Tutti nella vita prima o poi ci sentiamo a disagio per qualcosa o rifiutati da qualcuno, forse proprio all’interno di una famiglia apparentemente “normale”. Il livello della rappresentazione, quindi, non è andato oltre a quello di valutare l’importanza dell’accoglienza, proprio come ha fatto Geppetto quando ha accettato il suo Pinocchio per quello che era, lo ha amato e lo ha accolto nonostante più volte si fosse allontanato da lui.

PACHE JAVIER GIORGIA (4 ASELLI) - In scena non ci sono i personaggi, ma il tema forte e denso della genitorialità tra una coppia di omosessuali volto a distruggere le barriere dei pregiudizi. Uniformi anonime, maglie nere con la scritta del nome del personaggio interpretato, sfondo scuro, un tavolo, tre cartelli con scritto “A volte è agenzia, cucina e scuola” sono gli unici elementi che danno vita alla scena. Il palco del Teatro resta però vuoto, privo di intensità nel raccontare un argomento scottante che non arriva con la giusta profondità al pubblico. Le aspettative non raggiungono dunque soddisfacenti risposte dal momento che lo spettacolo dall’accattivante titolo “Geppetto e Geppetto”, andato in scena il primo febbraio, scritto e diretto da Tindaro Granata, si sfuma in una storia stereotipata di due padri che, con amore, desiderano un figlio il quale, alla fine della storia, riversa delusioni e desideri mancati. La spirale drammatica proposta dagli attori rischia però di cadere nella banalità a causa di una scarsa capacità comunicativa che non fa emergere la forza emotiva delle preoccupazioni e delle speranze di un genitore deciso ad intraprendere questo percorso di vita. Il risultato allora di una recitazione poco coinvolgente, di un’ironia irritante e poco genuina, di scene apparentemente scollegate procurano una delusione. Va però apprezzata la capacità del regista di proporre un testo a tesi in grado di seminare spunti di riflessioni e suggerimenti al pubblico sollecitato al giudizio grazie anche a testimonianze attuali. Se si ha pazienza di sopportare alcuni dialoghi, talvolta meta teatrali, si colgono elementi del nostro quotidiano snodati tra i discorsi, conflitti, ribellioni e drammi. Costante allora resta la richiesta di normalità non solo nell’accettare realtà di famiglie omosessuali ma anche nel far convivere tale “diversità” con naturalezza. Ci si chiede allora cosa vuol dire essere genitori, quando lo si diventa, quali sono i giudizi delle persone riguardo le famiglie arcobaleno, le conseguenze dell’assenza di una madre o di un padre, la difficoltà e la richiesta di essere accettati, la capacità di far vivere al bambino la normalità affinché non diventi un “cittadino di serie b”. Resta allora drammatico il messaggio trasmesso: dobbiamo sempre cogliere la diversità? Dovremmo invece vivere il sentimento puro dell’amore comune ad ogni uomo e imparare ad accettarlo in ogni sua forma.

PENATI SABRINA (2° AFM, GHISLERI-BELTRAMI) - Il 1° febbraio, al teatro Ponchielli è andato in scena Geppetto e Geppetto. Lo spettacolo scritto e diretto da Tindaro Granata è la storia di una coppia di omosessuali e del bambino che hanno voluto avere. Alessia Bellotto, Angelo di Genio, Carlo Guasconi, Paoli Li Volsi, Lucia Rea e Roberta Rosignoli con la loro bravura hanno saputo mettere in scena un argomento che sta a cuore a molti. L’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali ancora oggi da molti è considerato un tabù. Questo spettacolo ha saputo raccontare in modo comico, sincero, commovente, ma soprattutto vero gli aspetti positivi e negativi dell’adozione da parte di coppie omosessuali. Toni e Luca sono una bellissima coppia e vogliono un bambino. Nonostante la mamma di Toni e l’amica Franca siano in disaccordo, loro decidono lo stesso di iniziare il duro percorso per diventare papà. Devono andare all’estero per poterlo fare e quando ritornano in Italia c’è un nuovo arrivato in casa. Il piccolo Matteo è un bambino vivace come tutti gli altri bambini e felice grazie all’amore che i suoi due papà sono in grado di dargli. Nel corso degli anni a Matteo vengono rivolti insulti, solo perché figlio di una coppia omosessuale. Gli anni passano fin quando succede una cosa che cambierà profondamente Matteo. Del piccolo e felice Matteo è rimasto solo il Matteo adolescente, ormai cresciuto e arrabbiato costantemente con tutti. Matteo riesce finalmente a parlare, o meglio urlare, col padre Luca di tutto ciò che prova. Secondo Matteo è stato uno sbaglio concepirlo, pensa che sia stato uno sbaglio crescere in una famiglia così, “non normale”. Infondo ha avuto tutto. L’amore da parte dei suoi papà non è mai mancato. A differenza della sua amica Lucia, figlia di Franca. Suo padre l’ha abbandonata quando lei aveva appena due anni. Perché la famiglia di Lucia è accettata, nonostante suo padre abbia rifiutato di essere padre? E perché la famiglia di Matteo è considerata “non normale” solo perché ha due padri? Sono queste le domande che sorgono spontanee mentre si guarda questo spettacolo. Consiglio vivamente a tutti di andare a vederlo perché secondo me trasmette qualcosa di bello. Sincerità, risate e momenti commoventi sono assicurati con questo spettacolo.

PICCIONI BIANCAMARIA (LICEO ANGUISSOLA) - Il pluripremiato spettacolo “Geppetto e Geppetto” scritto e diretto da Tindaro Granata, ha appassionato, commosso e emozionato la platea del teatro Ponchielli di Cremona lo scorso 1febbraio. Il regista, nei panni dell’insicuro e giovane Luca (Tindaro Granata), compagno di Toni (Paolo Li Volsi) e “papino” di Matteo (Angelo di Genio), ha portato in scena una storia originale con una tematica ricorrente racchiudibile nella frase (sgrammaticata e autentica) “Se ci sarebbe più amore…”. L’abilità di Granata infatti sta proprio qui: ideare una trama libera dal tema delle famiglie arcobaleno e dei loro diritti, concentrandosi maggiormente sulla paternità in tutte le sue forme e sulla narrazione di opinioni opposte, presenti all’interno del nucleo della “famiglia speciale” e delle sue amicizie. Apprezzabile anche la scelta di una scenografia semplice ed essenziale: con l’ausilio di un tavolo e qualche sedia, essa riesce infatti a esprimere bene il concetto di famiglia, spesso troppo radicata ad una normalità nociva. Lo testimonia Franca (Alessia Bellotto) alle prese con una figlia da educare e con l’obbiettivo di essere un buon genitore. I tre cartelli rappresentanti rispettivamente le scritte “A volte è agenzia” “A volte è cucina” e “A volte è scuola” hanno aiutato il pubblico a far capire la pluralità di luoghi ospitati dal palco, quasi per supplire ad una scenografia spoglia, ma significativa per lo scopo di Granata. A rendere “Geppetto e Geppetto” uno spettacolo emozionante e a tratti formativo, è stato determinante l’alternarsi di scene cariche di tensione a momenti rappresentanti l’intimità familiare, accompagnati da preziosi giochi di luce. Applausi meritatissimi dunque per una rappresentazione in grado di toccare il cuore.

PRADA COMBS INES (3B LINGUISTICO LICEO D.MANIN) - Per la stagione di prosa 2017/2018, la sera del primo febbraio, in un gremito Ponchielli, si apre il sipario con un’immersione totale nel buio. Di colpo l’attenzione viene richiamata dalle voci decise di chi manifesta in opposizione alle famiglie non tradizionali. Ritorna la luce, e appaiono due uomini seduti ad un tavolo, che come indicato dai cartelli, “a volte è agenzia”, “a volte è cucina”, e “a volte è scuola”. I due discutono e si consultano considerando la possibilità di adottare un bambino. Da qui in poi si svolge la vicenda di “Geppetto e Geppetto” parallelamente a quella della loro amica Franca ragazza madre, la quale anch’essa ha una figlia. Le due famiglie sono messe a confronto per le loro anormalità: Franca ha una figlia, che non ha mai avuto veramente un padre, poiché le ha lasciate quando Lucia, la figlia, aveva 2 anni. Mentre Matteo, il figlio dei due protagonisti, non ha mai avuto alcuna figura materna. Questa è l’opera di Tindaro Granata, che realizza l’intera vicenda servendosi di un organico ridotto, con il quale riesce comunque a dare un ritmo quasi cinematografico, merito anche di un sapiente lavoro di luci per conto di Cristiano Cramerotti. Granata trasmette, attraverso i personaggi, dubbi comuni riguardo un argomento delicato ed estremamente attuale, in modo diretto e alla mano che invita alla riflessione. Dopo una prima parte estremamente coinvolgente, che riesce a far convivere toni umoristici e drammatici, si perde però gradualmente il senso del messaggio. Si sono calati nei ruoli in maniera dinamica e scorrevole Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli, guidati tutti da Tindaro Granata, nella duplice veste di regista e attore. La serata si è conclusa con meritati applausi di un pubblico particolarmente giovane.

SCAGLIA ELEONORA (2A LICEO ARTISTICO STRADIVARI) - Un tavolo, qualche sedia, dei cartelli che indicano i luoghi dove si svolgono le scene, che sembra seguano il filone di un film, questo lo sfondo allo spettacolo “Geppetto e Geppetto” andato in scena al Teatro Ponchielli la sera del 1 febbraio. Scenografia semplice che non distoglie l’attenzione del pubblico, per lo più giovanile, ma lo porta a riflettere sui temi della stepchild adoption, della maternità surrogata e, primo su tutti, dell’omosessualità. I protagonisti, Tony (Paolo Li Volsi) e Luca (Tindaro Granata), convivono da dieci anni e sentono il desiderio di allargare la famiglia. Un desiderio molto più forte in Tony che in Luca. Il sogno di avere figli per essere una famiglia a tutti gli effetti si scontra con la realtà della società e le sue diverse opinioni. In primis la mamma di Tony che non è d’accordo che il figlio e il compagno abbiano un bambino con l’ausilio di un utero in affitto. Secondo lei dovrebbe essere figlio di un padre e di una madre, come natura vuole. Le opinioni della gente vengono ignorate, Tony e Luca partono per il Canada e lì iniziano un percorso che porterà la nascita di Matteo. Il bambino cresce amato da entrambi i papà, ma i problemi arrivano quando il figlio inizia a frequentare la scuola: viene deriso dai compagni perché figlio di una coppia gay. La società che all’apparenza è aperta, nella realtà non è preparata ad accogliere questo tipo di famiglia. Dopo la perdita del padre biologico, una volta divenuto adulto, Matteo vive una profonda crisi di identità e si scontra con gli amici e soprattutto con l’altro padre. Gli attori grazie a dialoghi e monologhi (particolarmente toccante quello finale di Matteo) hanno saputo trattare questa tematica secondo i punti di vista di chi è omosessuale e di chi è eterosessuale. La vita sarebbe più facile se ci fosse più tolleranza?

SPOTTI MICHELA (5 ISTITUTO STRADIVARI) - Un tavolo, delle sedie e un water. Questi sono i tre elementi che hanno caratterizzato lo spettacolo “Geppetto e Geppetto” andato in scena giovedì 1 febbraio al Teatro Ponchielli di Cremona. “Geppetto e Geppetto” scritto e diretto da Tindaro Granata, racconta di Toni e Luca una coppia omosessuale con il desiderio di allargare la famiglia attraverso la pratica dell'utero in affitto. Sarà un percorso tortuoso in cui Luca (Granata) sarà travolto da dubbi e preoccupazioni mentre Toni (Paolo Li Volsi) dovrà affrontare una madre “all'antica”. Nonostante le difficoltà arriva Matteo (Angelo di Genio) che passerà un'infanzia completamente felice e spensierata grazie all'amore sconfinato dei suoi genitori. Matteo cresce e con la crescita arrivano gli scontri tra padre e figlio al punto che il ragazzo si allontanerà sempre di più da Luca. Granata è stato in grado di mettere in scena non solo un bellissimo spettacolo ma anche un impegno civile, ha dato parole, battute e dialoghi ad un argomento ancora molto scomodo e che divide in due la società. Interessanti sono state le voci registrate dei cittadini italiani, che hanno espresso la loro opinione in merito a questo argomento tra una scena e l'altra, ma ancora più interessante è il parallelismo tra Geppetto, che noi tutti conosciamo come padre di Pinocchio, e la coppia. Il primo voleva un figlio e lo ha creato con un pezzo di legno, i secondi hanno affittato un utero. Questo spettacolo vuole trasmettere un grandissimo messaggio racchiuso in un'unica parola, “Amore”. Durante la recita tornava spesso la frase “se ci sarebbe più amore” (scorrettezza voluta di proposito da Granata), non importa se un figlio cresce in una famiglia di due papà o due mamme o un padre e una madre, un figlio ha solo bisogno d'amore, affetto e dedizione. Con questa rappresentazione ogni idea politica e religiosa si annulla, non si ha tempo per pensare a quello di cui siamo convinti, si è completamente travolti dalle dinamiche di una famiglia più speciale delle altre e che insieme affrontano la vita. Essenziale la scenografia e i costumi, t-shirt nere con solo i nomi dei personaggi sul davanti e pochi oggetti di arredamento. L'interpretazione è stata impeccabile e realistica da parte di tutti gli attori. Tanta semplicità per un messaggio così complesso. “Se ci sarebbe più amore” forse la vita sarebbe più semplice.

STERPILLA LISA (3B LINGUISTICO LICEO MANIN) - La sera del primo febbraio il teatro Ponchielli ha ospitato lo spettacolo di Tindaro Granata, “Geppetto e Geppetto”. É la storia di Luca e Toni, una coppia che si ama da diversi anni, una famiglia che sente il desiderio di avere un figlio: di “costruire” il proprio piccolo, come fece il primo padre single della storia di tutte le storie, Geppetto. La trama si incentra sul delicato dibattito della “stepchild adoption” e dell’ “utero in affitto”, insieme alle numerose difficoltà che ne derivano, dalla crescita del bambino, ai diritti dei genitori, ai pregiudizi della società, raccontati in maniera comica e drammatica, con una sfumatura tragica. Sul palco nudo c’è soltanto un tavolo, unico elemento scenografico, dal quale pendono tre cartelli che permettono agli spettatori di comprendere l’ambientazione: agenzia, cucina, scuola. Nonostante i dubbi e le insicurezze personali uniti alla disapprovazione della madre di Toni e dell’amica Franca, Luca e Toni si recano in Canada e ne ritornano insieme al figlio Matteo. I due lo crescono con amore, non gli fanno mai mancare una virgola; l’unica cosa che manca nella vita del bimbo è la presenza della nonna, la quale non riesce ad accettare la situazione. A scuola viene spesso deriso dai compagni, che lo trovano “diverso”, ma le provocazioni sembrano non avere effetto su Matteo, che si dice abituato. Quando il padre Toni viene a mancare, la famiglia è stravolta e Luca deve farsi carico di nuovi problemi, finché il giorno del ventennale di Toni, un Matteo adolescente sputa in faccia al padre una serie di rimproveri per tutto ciò che gli ha causato crescere in una famiglia “non normale”. Solo trentenne, Matteo capirà le difficoltà affrontate dai suoi genitori e che anche nelle famiglie “normali” che tanto invidiava, esistono i problemi. Riprendendo le parole di Luca: “se ci fosse più amore” probabilmente ci sarebbero meno incomprensioni, meno problemi, meno odio.

TESTA MATTEO (3 LICEO LINGUISTICO DANIELE MANIN) - “Se ci sarebbe più amore” dicono i personaggi dello spettacolo “Geppetto e Geppetto” presentato al teatro Ponchielli di Cremona giovedì 1 febbraio in occasione della stagione di prosa 2017/18. Nell’opera teatrale a cura di Tindaro Granata la tematica principale è l’adozione da parte di genitori omosessuali e la comparazione tra famiglia arcobaleno e famiglia “tradizionale” In entrambe non mancano i problemi, che, crescono e annientano la felicità mano a mano che la storia procede. Lo spettacolo inizia con un dibattito tra i fidanzati Toni e Luca che discutono sul fatto di prendere in considerazione l’idea di diventare padri per essere una famiglia “davvero” felice. La madre di Toni è profondamente contraria a questa decisione poiché ritiene che il mondo e in particolar modo l’Italia non siano ancora pronti ad accettare questo tipo di modernità; inoltre Franca, l’amica di famiglia, non concepisce come sia possibile compiere un’azione di tale importanza con così tanta facilità. Toni e Luca nonostante le opinioni contrastanti delle persone a loro più care decidono di proseguire per la loro strada e adottare il piccolo Matteo. La vita dopo l’adozione trascorre serenamente fino al tragico avvenimento della morte di Tony, che dà inizio ad una serie ininterrotta di sventure che porteranno l’ormai cresciuto Matteo a sfogare contro il padre tutto quello che gli ha causato crescere in una famiglia inusuale. Il titolo della rappresentazione teatrale rimanda al concetto metaforico della favola di Pinocchio nella quale Geppetto crea con le proprie mani una marionetta per amarla ed essere “davvero” felice nonostante il burattino non sia e non sarà mai unito a lui tramite un legame di sangue. Così come nella favola, i due Geppetto nell’opera teatrale sono disposti ad utilizzare ogni mezzo e ogni risorsa per ottenere una fonte di felicità ed esserne orgogliosi nonostante le critiche e le cattiverie che il mondo esterno li attende. In conclusione lo spettacolo non parteggia per nessun tipo di opinione ma insegna che ogni famiglia ha i suoi problemi e che “se ci sarebbe più amore” le avversità si affronterebbero con più spensieratezza.

VECCIA LUCIA - “Geppetto e Geppetto” è il terzo lavoro scritto e diretto da Tindaro Granata, dopo “Antropolaroid” e “Invidiatemi come io ho invidiato voi”. Sul palco del Teatro Ponchielli di Cremona la scenografia è costituita da un tavolo che “a volte è agenzia, a volte è cucina, a volte è scuola” come recitano i tre cartelli appesi; delle sedie e un gabinetto, spazio nel quale i personaggi si concedono attimi di dubbio, rabbia o paura. Tutti gli attori indossano abiti neri con il proprio nome scritto sulla maglietta, con del nastro adesivo. Quello che propone Granata è un argomento molto attuale e decide di farlo attraverso la narrazione di una storia densa e contemporanea, raccontata con un linguaggio semplice e diretto. Lo spettacolo parla dell’avventura dei due papà, del figlio e di tutte quelle figure che girano intorno alla loro vita; dolcezza, ironia, nervosismo e talvolta disperazione, sono solo alcuni degli elementi che fanno da contorno alla vicenda. I due protagonisti Luca (Tindaro Granata) e Toni (Paolo Li Volsi) sono due omosessuali che decidono di “dar vita” al proprio figlio, proprio come Geppetto, attraverso la “stepchild adoption”. Arriva così Matteo (Angelo Di Genio), il bambino allevato con tanto affetto e amore dai due genitori. Essi cercano di proteggerlo da una società non capace di accogliere senza giudicare e in cui la “diversità” viene criticata sempre. Alla morte di Toni, padre biologico di Matteo, tutta la “magia” della famiglia, viene quasi completamente distrutta. Il ragazzo, crescendo, comincia a rifiutare l’altro padre, Luca, con il quale per legge non ha nessun grado di parentela; quindi Matteo entra in una condizione di figlio “non riconoscibile” e questo porterà alla crisi di un equilibrio delicato, che gli farà rinnegare tutto l’amore che ha ricevuto. Le complesse vicende di Matteo e Luca si intrecciano a quelle dell’amica di famiglia Franca (Alessia Bellotto), della figlia (Lucia Rea), della mamma di Toni (Roberta Rosignoli) che non accetta una famiglia senza la presenza di una mamma, e dell’amico Walter (Carlo Guasconi). Granata vuole raccontare l’amore, il coraggio, la dedizione che servono per essere genitori. “Se ci fosse più amore” ripetono spesso i personaggi, tra cui Matteo in un finale davvero commovente e delicato, che ci fa scoprire la bellezza di un legame che si percepisce solo tra genitore e figlio.

VEDOVATI RICCARDO - Le controversie riguardo all’adozione da parte di genitori omosessuali oggigiorno sono numerose; Tindaro Granata con la rappresentazione del suo spettacolo “Geppetto e Geppetto”, messo in scena il primo febbraio al teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, è riuscito a riunirle divertendo, commuovendo e facendo riflettere il pubblico. Attraverso un linguaggio semplice viene raccontata la storia di due genitori che, come fece Geppetto nella favola di Collodi, ottengono un bambino; non costruendolo, ma attraverso l’inseminazione artificiale. Una dura e costante lotta di due uomini che, nel tentativo di amare un figlio, si trovano costretti a dover oltrepassare ogni tipo di ostacolo: problemi burocratici, pregiudizi e lutti familiari. Una sfida che si rovescia completamente, che dal desiderio dei genitori di poter amare un figlio, muta nel bisogno di essere amati dal figlio che, dopo numerosi drammi subiti, odia la sua vita e la sua famiglia. La scenografia è composta da un tavolo, che “a volte è agenzia, a volte è cucina e avvolte è scuola” come viene scritto sui tre cartelli posti davanti. Intorno a questo elemento scenico si svolge l’intera vicenda, ciascuna condita con un umorismo semplice, ma per nulla banale, e caratterizzata una narrazione coinvolgente. Gli attori, che interpretano personaggi comuni, riescono a proiettare alla perfezione una realtà che oggi è piuttosto complicata e discussa, nella quale non è difficile immedesimarsi. Perciò Tindaro Granata è riuscito a trasportare gli spettatori nella vita di due genitori omosessuali che desiderano solamente una famiglia al completo, e di un bambino che, divenuto uomo, realizza l’importanza dell’amore ricevuto dai suoi familiari. “Se ci sarebbe più amore” recitano i personaggi, “se ci sarebbe più amore”, come dice Granata è la storia di “Geppetto e Geppetto”.

VOLPI MARTA (4 LICEO STRADIVARI) - Il 1 febbraio al Teatro Ponchielli, Tindaro Granata ci porta il suo Geppetto e Geppetto, coproduzione di Teatro stabile di Genova, Festival delle colline torinesi e Proxima res. La storia parla di Luca (Tindaro Granata) e Toni (Paolo Li Volsi) che, proprio come Geppetto, decidono di crearsi un figlio, ma attraverso l’utero in affitto. Nonostante la madre di Toni (Roberta Rosignoli) e l’amica Franca (Alessia Bellotto) provino a fermarli, e anche lo stesso Luca abbia dei dubbi, alla fine, lo fanno: partono per il Canada e ritornano con il piccolo Matteo (Angelo Di Genio). L’infanzia è felice, ma come ogni cosa bella, ha presto fine: Toni muore, e la mancanza di un padre, la mancanza di amore, porterà Matteo a scagliarsi contro Luca vent’anni dopo. I problemi che ha questa famiglia sono uguali a quelli di una qualunque famiglia. Infatti non si parla di una famiglia “strana” e, a parte qualche commento dei compagni di classe di Matteo sui suoi due padri, non è la discriminazione il tema principale. I pregiudizi della gente, vere registrazioni dritte dritte dal Familiy day e dalle sentinelle, interrompono in due occasioni la narrazione, sotto forma di voci esterne ed estranee, che non toccano minimamente i protagonisti. È solo la storia di un padre e di un figlio, che è di base uguale a quella di una madre, Franca, e di sua figlia, Laura (Lucia Rea): “se ci sarebbe più amore”, intorno a quell’unico tavolo, che a volte è un’agenzia, a volte è una cucina e a volte è una scuola, non si arriverebbe al terribile litigio tra Luca e Matteo o alla discussione tra Toni e sua madre, che segnano la fine di una fase, del legame tra genitore e figlio. Anche se Luca, continuerà ad aiutare in ogni modo suo figlio poiché “un genitore potrebbe anche morire per suo figlio”, diceva la madre di Toni. E, proprio come Luca aveva predetto, quando Matteo sarà sul punto di diventare genitore, capirà quanto sbagliate fossero le accuse rivolte al padre, e proverà all’ultimo a chiedere perdono.

ZAMBELLI ALESSIA (1 LICEO ARTISTICO “A. STRADIVARI”) - “Agenzia, cucina e scuola” è scritto sui cartelli con calligrafia infantile, appesi al grande tavolo posto al centro del palcoscenico; ai lati una serie di sedie accolgono nell’ombra gli attori non in scena, quasi ad essere loro stessi spettatori: questo l’allestimento scenico di Margherita Baldoni per lo spettacolo Geppetto e Geppetto che si è tenuto al Teatro Ponchielli di Cremona la sera del 1 febbraio, scritto e diretto da Tindaro Granata. Gli attori indossano una semplice t-shirt nera con il nome del personaggio interpretato, scelta fatta forse per non distogliere l’attenzione dalla trama, estremamente didattica. Lo spettacolo si apre con la voce delle interviste di persone partecipanti al Family Day, a sottolineare quelle che sembrano le origini siciliane dei due protagonisti: Tony e Luca, una famiglia felice, ma non davvero. “Portatori sani di gioia”, questo è quello che manca. Tony, interpretato da Paolo Li Volsi, desidera diventare padre. Luca, lo stesso Granata, non è sicuro di volerlo. La decisione viene presa: andranno in Canada per fabbricare, costruire, creare il loro piccolo, come per il falegname di Collodi, primo papà single della storia. La coppia decide quindi di contravvenire a quelle leggi tanto discusse al momento, e creano la vita dove non esiste; inoltre un’amica dei due e la madre di Tony, esprimendo la loro disapprovazione alla decisione di intraprendere la difficile strada della genitorialità con maternità surrogata, toccano anche l’idea biblica di famiglia e natura. Geppetto e Geppetto tornano in Italia con loro figlio Matteo, interpretato da Angelo Di Genio. Matteo cresce circondato da amore, ma crescendo i problemi affiorano. A scuola, ad esempio. Tony e Luca non hanno mai fatto mancare nulla a loro figlio, ma il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo vomita in faccia al padre quello che ha provato in tutti quegli anni, com’è stato veramente crescere in una famiglia come la loro. La verità è che si sbaglia, si sbaglia sempre con i figli, questa la risposta non risposta che si danno Luca e l’amica Franca, Alessia Bellotto, anche lei alle prese con una figlia nel momento della ribellione. La tesi, infatti, fornisce molti spunti di riflessione, senza sbilanciarsi su cosa sia giusto o sbagliato.

15 Marzo 2018