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MALAGNINO

Opere trafugate, ritrovate e mai restituite

L'appello di don Pagliari: se qualcuno sa dove si trovano lo faccia sapere

Opere trafugate, ritrovate e mai restituite

Don Eugenio Pagliari

MALAGNINO — La pazienza è una virtù biblica, ma don Eugenio Pagliari, parroco di S. Giacomo del Campo, pensa di averla esercitata per un bel pezzo. E ora vuole delle risposte. Vuole sapere dove sono finite le opere d’arte trafugate nel 2000 dalla chiesa e dalla casa parrocchiale e, in particolare, vuole sapere perché non riesce a rientrare in possesso almeno dell’unico ‘pezzo’ che è stato individuato e che giace sequestrato dal 2011 nei magazzini del tribunale di Reggio Calabria.

«Sono ormai più di quattro anni che pazientiamo. Chiedo alle autorità dello Stato — domanda con mitezza don Pagliari — come devo comportarmi, a chi rivolgermi per una giusta soluzione del caso». Si tratta di un dipinto ad olio su tavola raffigurante il volto del Cristo, cosiddetto Ecce Homo, di proprietà personale del parroco. L’opera d’arte è stata sequestrata nell’abitazione di un avvocato di Reggio Calabria dove si trovava sin dal 2001, quando era stato donato al figlio del padrone di casa da uno zio, come regalo di battesimo. E poiché il minore risulta possessore in buona fede del quadro, i genitori ne chiedono la restituzione. Da allora la tavoletta giace dimenticata negli archivi, nonostante l’istanza presentata da don Pagliari nell’agosto del 2012. «Non abbiamo mai avuto — sottolinea il parroco — neanche una risposta». E anche i carabinieri della stazione di Sospiro, a cui il sacerdote fece denuncia nel 2000, confermano di non avere ricevuto notizie da Reggio Calabria.

E non è l’unica beffa di questa vicenda. Dalla chiesa fu rubato, infatti, fra le altre cose anche un dipinto ad olio raffigurante «Il martirio di San Pietro martire», una copia Seicentesca dell’opera originale del Tiziano andata perduta in un incendio a Venezia. Un dipinto identico — «uguale anche nelle macchioline di sporco», spiega don Pagliari — è stato messo all’asta a San Francisco nel 2007. «Sono stati i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale ad avvisarmi. Io e don Achille Bonazzi, conservatore per i beni culturali della diocesi, andammo allora a Monza, sede del comando del nucleo, e insieme ai carabinieri chiamammo quella casa d’aste negli Usa. Ma loro ci risposero che non si trattava dello stesso quadro e rifiutarono ogni proposta di perizia. Fatto sta che l’opera uscì dal catalogo e non ne sappiamo più nulla. Anche in questo caso non siamo più stati contattati e ignoro se vi sia un’indagine ancora in corso».

Don Eugenio, 69 anni, assistito da Pierfrancesco Pianu, è malato: «Non ho più le energie per seguire questa vicenda e a Reggio Calabria non riesco ad andare. Chiedo quindi di riportare il mio appello: se qualcuno sa dove si trovano le opere d’arte trafugate lo faccia sapere».

05 Ottobre 2014

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