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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Doppio raid in casa, anziana 'immobilizzata dalla ladra'

Incursione odiosa e preoccupante in via Vittori, quartiere Po, la vittima ha deciso di raccontare tutto per mettere le persone sull'avviso

Doppio raid in casa, anziana 'immobilizzata dalla ladra'

Via Vittori a Cremona

CREMONA - Doppio raid a casa di una una donna di 83 anni che vie sola in un appartamento di via Vittori, quartiere Po. E stavolta a rendere tutto più odioso e preoccupante non è l’entità del bottino ma l’aggressione della quale l’anziana è stata vittima nel corso della seconda incursione. Nell’attesa di formalizzare la denuncia, la donna ha deciso di raccontare quanto accaduto per mette sull’avviso il massimo numero di persone. 

"Venti giorni fauna ragazza ha suonato il campanello. Mi ha detto che doveva parlare con un vicino, che non c’era, e che voleva lasciarli un biglietto. Mi ha chiesto della carta ed è salita fino al mio appartamento. mentre eravamo in un angolo della cucina, ho notato che cercava di chiudermi la visuale sull’ingresso. Poi ho capito che era entrata un’altra ragazza e che qualcosa non tornava. Quando se ne sono andate, ho visto trovato vari cassetti aperti nelle camere ma non mi pareva fosse sparito qualcosa"

Il secondo episodio lunedì 22 settembre. "Verso le 16, quando sono tornata a casa, una ragazza (che non ha nulla a che vedere con le autrici del primo tentativo di furto, ndr) è entrata nel palazzo e ha preso l’ascensore insieme a me. Le ho chiesto dove stesse andando. Lei ha sorriso senza rispondere. Sembrava non capire. A un tratto si è messa a telefonare con il cellulare. Appena ho aperto la porta, con un movimento fulmineo, è entrata pure lei. E’ scattata di nuovo la richiesta di un foglio di carta per lasciare un biglietto a un altro inquilino. Appena fatta quella richiesta, la ragazza ha iniziato a muoversi per la casa, ad aprire le porte, a guardare ovunque. Io non ci ho più visto e mi sono messa ad urlare nella speranza che qualche vicino accorresse. La giovane però non se ne andava, allora ho provato ad allontanarla. E’ stato a quel punto che mi ha bloccato le braccia. Mi ha immobilizzato. Aveva molta forza. Ho temuto il peggio. Ho pensato: ecco, adesso mi scaraventa per terra e per me finisce male. Dopo altre urla a squarciagola (‘Vattene!’, ‘Vai fuori!’, ‘Chiamo i carabinieri!’) la ragazza si è dileguata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

23 Settembre 2014

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