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CREMONA

La 'velutina' forse è già arrivata

Fotografata in un giardino in città, ora si attende la parola degli esperti

La 'velutina' forse è già arrivata

Esemplare fotografato in un giardino a Cremona

CREMONA - La ‘vespa velutina’ sarebbe stata avvistata in un giardino di Cremona. La segnalazione arriva da un lettore, Pier Luigi Galloni, che ha anche fatto le fotografie agli insetti. «Il 21 agosto mentre raccoglievo dei frutti nel giardino di casa decine di insetti, che mi sembravano ‘vespe velutine’ mi ronzavano attorno, le ho fotografate, se sono loro si può dire che sono arrivate anche in Lombardia».

Le foto sono state girate al professore Riccardo Groppali che le sta analizzando e nei prossimi giorni darà il responso. Intanto, anche se senza allarme, ci si sta organizzando all’arrivo di questo insetto di origine asiatica. Finora sembra che il migliore mezzo per difendersi è scovare i nidi e distruggerli. Ma gli esperti sostengono che innanzi tutto non dovrebbero resistere agli inverni rigidi della Pianura Padana e che poi anche le altre vespe, di cui la ‘velutina’ si ciba, svilupperanno un qualche sistema di difesa.

La ‘vespa velutina’ è arrivata in Italia attraverso la Francia e da qui si è spostata in Liguria e poi in Toscana. Ma sempre da Oltralpe è stato facile per questi esemplari nidificare anche in Piemonte. E’ logico pensare che adesso toccherà alla Lombardia. «Nessun allarme, ma prepariamoci — aveva precisato Groppali, uno dei massimi esperti della fauna padana, soprattutto di insetti (famosi i suoi studi sui ragni dell’Isola del Deserto). E se gli arrivi di nutrie, siluri, aspi e lucciperca, sono da imputare all’uomo, che ha importato queste specie per allevamento o per la pesca artificiale, in questo caso l’insetto ha fatto tutto da solo. 

«Le api sono animali molto intelligenti, ci vorrà un po’ di tempo ma poi troveranno il modo di difendersi, ne sono sicuro, anche perché in altre situazioni è già successo». Se questo vale per i piccoli animali sembra non vale per quelli più grossi. Per quanto riguarda le nutrie ad esempio le sue abitudini anfibie non consentono ai predatori di catturarle: una volpe o un falco non riesce a nuotare sotto acqua, dove questi roditori hanno le tane. E stesso discorso vale per i siluri: nel Po non esiste una specie che riesca a predarli, sono ai vertici della catena alimentare. Anche se, secondo gli esperti, fanno più danni i lucciperca e gli aspi.

25 Agosto 2014

Commenti all'articolo

  • Roberto

    2014/08/25 - 12:12

    Presente anche nel mio giardino che "svolazza" da un fico all'altro. Grossa quanto un calabrone e con colori tipici giallo nero. Per ora si e disinteressata a me durante la raccolta, ma magari è solo una coincidenza. Ne girano 3/4 esemplari.

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