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CREMONA

Via Riglio discarica a cielo aperto

Tra l’erba le tracce di un bivacco

Via Riglio discarica a cielo aperto

I rifiuti abbandonati a terra dopo un bivacco

CREMONA - Via Riglio una discarica a cielo aperto. Saccchi dell’immondizia, sacchetti e piatti di carta, rifiuti: sono le tracce di un bivacco lasciate da ignoti maleducati, come testimoniano le fotografie scattate da un passante. E non è la prima volta che l’area boschiva che costeggia il fume Po sia utilizzata come una discarica ‘illegale’. Per fare un esempio, in passato furono trovati interi cumuli di rifiuti, tra cui molti scarti di lavorazione edile, e batterie d’auto abbandonate a terra. C’è ancora chi lascia lattine e bottiglie di vetro, bottigliette, borsine, resti di confezioni alimentari. «E’ una situazione già nota — afferma Alessia Manfredini, assessore all’Ambiente —. Il Comune, tramite l’Aem, era già intervenuto nei giorni scorsi per rimuovere una cinquantina di televisori. Riattiveremo i controlli e stiamo valutando la competenza sull’area della Regione Lombardia». L’assessore Manfredini spiega che «un incontro c’è già stato tra i vari enti, ossia Regione Lombardia, Aipo, Provincia e Comune» e che «a settembre è volontà di convocare gli enti per arrivare ad una soluzione e per capire chi deve fare che cosa». Nella mappa dei rifiuti abbandonati, via Riglio non è l’unica ‘discarica illegale’. Da un monitoraggio fatto in passato, le situazioni più critiche sono quelle di via Vulpariolo, via San Rocco, via Marasca Bassa, via Acquaviva, via Picenengo, via San Rocco e via Castelverde.

04 Agosto 2014

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