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CASTELLEONE

Difende i clienti taglieggiati, barista ferito a bottigliate

Tre stranieri volevano la vincita al videopoker di due ragazzi di cui uno disabile

Difende i clienti taglieggiati, barista ferito a bottigliate

L'esterno del bar

CASTELLEONE — Prima le minacce a un ragazzo disabile, poi il litigio con altri avventori e infine, dopo essere stati cacciati dal locale, l’agguato al barista. Colpito al volto con due bottigliette di birra avvolte in un sacchetto di plastica. Beppe Bellani, ferito in fronte e al mento, è stato trasportato in ospedale, mentre i suoi aggressori, tre stranieri con accento dell’est Europa, sono filati via in auto in direzione Soresina. E’ finito nel sangue il sabato sera del Ninfa Cafè. E a pagare per tutti è stato il 47enne castelleonese: «Mio fratello — racconta Cristiano Bellani, titolare del locale — era fermo davanti alla porta per impedire a quei tre tizi di rientrare. Aveva già chiamato i carabinieri e li stava aspettando, poi all’improvviso si è visto arrivare addosso una busta di plastica e dentro, nascoste, c’erano le bottiglie di vetro. Che gli hanno aperto la fronte: per far chiudere la ferita, i medici hanno dovuto applicargli i punti. Tutto questo per aver difeso un paio di clienti che erano stati minacciati».

 L’alterco, infatti, è nato all’interno del bar, dove gli stranieri intorno a mezzanotte e mezza hanno preso di mira due ragazzi (di cui uno diversamente abile) che avevano giocato e vinto ai videopoker.

«Dammi i soldi se no ti succede qualcosa». La frase, dal chiaro intento intimidatorio, ha suscitato l’immediata reazione di alcuni clienti e del barista. Sono volati insulti e spintoni, ma alla fine, non senza fatica, i tre sono stati allontanati dal locale. Per impedire il loro rientro, Bellani si è sistemato davanti alla porta in attesa dell’arrivo dei carabinieri, ma prima che gli agenti del nucleo Radiomobile di Crema raggiungessero Castelleone, il 47enne si era già visto costretto a chiamare il 118 per farsi accompagnare in ospedale.

Dei suoi aggressori, al momento, non si conosce l’identità. Non sono clienti abituali del Ninfa, ma nel borgo girano spesso. Un elemento utile potrebbe essere il numero di targa dell’auto sulla quale sono scappati via, che potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di un negozio di via Solferino puntate proprio di fronte al bar. «Appena possibile — conclude Cristiano Bellani — girerò le immagini ai carabinieri e formalizzerò la denuncia. Mi auguro che vengano identificati perché dopo quello che hanno fatto, non devono passarla liscia».

21 Luglio 2014

Commenti all'articolo

  • Giuseppe

    2014/07/22 - 11:11

    ...ma con le leggi che ci sono in italia (la i minuscola non è un errore),se li prendono oggi ,domani sono liberi ...o forse dopo solo 2 ore...

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