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Sabato 03 Dicembre 2016

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LA PROTESTA DEI PENDOLARI

Malfunzionamento dell'aria condizionata, piove negli scompartimenti dei treni

La soluzione per i passeggeri è stata di proseguire la tratta dentro vagoni bollenti

Malfunzionamento dell'aria condizionata, piove negli scompartimenti dei treni

Uno scompartimento sovraffollato

CREMONA - E adesso sul treno ‘piove’. Si arricchisce anche di questa stravaganza il lungo elenco dei disagi subiti dai pendolari della linea ‘Mantova-Cremona-Milano’. 

 ‘Doccia rinfrescante’ con doppio teatro: prima il regionale 2655 di venerdì 18 luglio, partito ‘asciutto’ alle 14,20 dalla stazione Centrale e approdato ‘bagnato’ in via Dante senza contare la mezz’ora abbondante di ritardo, e poi la corsa ‘2654’ di giovedì 17 luglio, scattata dal centro virgiliano con i sedili già umidi e giunta a destinazione con il soffitto e le pareti degli scompartimenti simili ai finestrini di un’auto esposta ad un acquazzone. Così va sulla direttrice dei tartassati. La causa, ammesso ci fosse bisogno di chiarirla visto che che tutti i passeggeri avevano già facilmente intuito la ragione di un fenomeno comunque insolito nelle sue dimensioni, l’ha rivelata il controllore: chiamato ad una verifica, ha confermato i sospetti spiegando come l’effetto condensa fosse frutto di un malfunzionamento agli apparati di distribuzione dell’aria condizionata. Guasto gestibile in un solo modo: spegnendo tutto il sistema. «Scegliete voi» avrebbe candidamente passato la palla agli utenti l’operatore di bordo. E così i ‘forzati del binario’, già impegnati ad asciugare le poltroncine con i fazzoletti provando contestualmente a scansare la ‘tortura’ delle gocce che cadevano su testa, spalle e pantaloni, si sono loro malgrado ritrovati a dover decidere se proseguire il viaggio inzuppato, magari spostandosi in vagoni meno colpiti dribblando le mini pozzanghere sul pavimento, o al contrario sorbirsi la restante parte di trasferta dentro un forno. Hanno optato per la seconda soluzione. E senza particolare sollievo. 

«Sono passati pochi minuti — riferisce uno dei presenti raccontando anche di aver visto «per la prima volta in vita mia gente con la camicia aperta» — e ci siamo scontrati con un caldo infernale. Sudati come mai. Non posso dirlo con certezza dal momento che non c’erano strumenti di rilevazione dell’esatta temperatura, ma non credo di sbagliare ipotizzando non meno di trenta gradi».

 E a quel punto, mentre la rabbia montante si allargava concentrandosi in una protesta inevitabilmente indirizzata sul per altro incolpevole dipendente di Trenord, a fronte della canicola insopportabile si è ingranata la retromarcia: aria condizionata riaccesa e ambiente di nuovo amazzonico. In prima come in seconda. Senza differenze di classe.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO


 

19 Luglio 2014

Commenti all'articolo

  • Antonio

    2014/07/21 - 12:12

    Basta mettere in ogni carrozza un nuovo membro della giunta, il fresco è assicurato dalle arie che si da.

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  • Andrea

    2014/07/20 - 12:12

    Lo schifo nello schifo. Oramai le parole per definire lo sfascio che sempre più ci sta soffocando sono finite.

    Rispondi

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