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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

'Contabili del clan Mangano', sequestrati beni e conti per 5 milioni

Colpiti due professionisti, uno da tempo residente del Cremasco: tra le società sequestrate due di Palazzo Pignano e spunta anche una 'fazenda' con animali esotici

'Contabili del clan Mangano', sequestrati beni e conti per 5 milioni

Gianfranco Zarro e Naiqué Palla

CREMONA - Sequestrati 124 immobili, 3 società (di cui 2 a Palazzo Pignano) e 81 conti correnti (per un valore superiore a 5 milioni di euro) a due professionisti legati alla criminalità organizzata nelle province di Cremona, Milano, Biella e Bergamo. E tra i beni sequestrati è spuntata anche una 'fazenda' con animali esotici come zebre e cammelli (GUARDA LE FOTO). Il sequestro, ad opera della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Milano, che ha interessato il nostro territorio, è stato eseguito dalla polizia e dai carabinieri di Milano e dalla guardia di finanza di Cremona.

I due professionisti -  indagati per associazione per delinquere di stampo mafioso - sono due fratelli di origine calabrese titolari di due studi di consulenza contabile a Milano e in provincia di Cremona e sono sospettati di essere i contabili del sodalizio criminale che faceva capo alla famiglia Mangano, duramente colpito dagli arresti perfezionati nei mesi scorsi dalla squadra mobile di Milano.

Il blitz delle fiamme gialle cremonesi è scattato nella mattinata di lunedì 14 luglio. Da alcuni mesi, la finanza - hanno spiegato il capitano della tenenza cremasca Naiqué Palla e il comandante del nucleo di polizia tributaria Gianfranco Zarro - teneva sotto controllo un consulente finanziario originario di Isola di Capo Rizzuto (Crotone), ma da anni residente nel Cremasco. L'uomo, un 47enne, manteneva un tenore di vita decisamente alto rispetto all'attività lavorativa e per questo è finito sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri. Nel frattemo, la squadra mobile del capoluogo meneghino seguiva il fratello, sospettato di essere legato alla mafia. La Direzione distrettuale antimafia ha avuto l'intuizione di unificare le inchieste e grazie al reciproco scampio di informazioni si è giunti alla conclusione delle indagini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

15 Luglio 2014

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