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Giovedì 08 Dicembre 2016

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SPINADESCO

C'è un salva-vita in dono ma nessuno lo ritira

Era destinato alla Polisportiva, ora potrebbe essere assegnato ad altri

C'è un salva-vita in dono ma nessuno lo ritira

Un defibrillatore

SPINADESCO — Cinque defibrillatori donati a oratori e società sportive, ma quello destinato alla Polisportiva di Spinadesco, che avrebbe dovuto installarlo nella palestra comunale, è rimasto sul tavolo: nessuno infatti si è presentato sabato sera a ritirarlo e ora potrebbe essere destinato ad altri. Nel frattempo due gruppi di volontari hanno seguito il corso per l’utilizzo dello strumento. C’è amarezza nelle parole di Liliana Sassi e Cinzia Brescianini, dell’associazione nata tre anni fa a Dovera per ricordare il giovane calciatore Diego Riviera morto a 16 anni per una malformazione cardiaca dopo un malore sul campo da gioco. «Ogni anno — spiegano — doniamo lo strumento a chi è interessato. Le uniche condizioni che poniamo è che i consegnatari abbiano seguito il corso di formazione per l’utilizzo dei dispositivi e che si presentino a ritirarlo alla serata di gala annuale per ricordare Diego. Dal 2012 ne abbiamo donati 11 e quest’anno dovevamo consegnarne 5. Abbiamo convocato ad aprile per una riunione tutti i dirigenti interessati ma quelli di Spinadesco non si sono presentati. Siamo comunque stati contattati in seguito dal sindaco che ha confermato l’interesse e la presenza alla cena. Tuttavia sabato sera abbiamo ricevuto una telefonata alle 19.00 con cui i dirigenti ci avvisavano che non sarebbero potuti arrivare».
 «Le regole — sottolinea Sassi — vanno rispettate, mi pare che la Polisportiva di Spinadesco non abbia dimostrato molto interesse per questo nostro dono. Ogni apparecchiatura costa, salvo sconti, dai 1.500 ai 2mila euro e noi facciamo molte iniziative tutto l’anno per raccogliere i fondi e dotare di defibrillatore quanti più impianti sportivi possiamo. Adesso stiamo decidendo se assegnare ad altri la macchina salva-vita e una società sportiva di Rivolta d’Adda si è già fatta viva per chiedere il defibrillatore non ritirato». «E’ vero — replica il presidente della Polisportiva Fabio Lazzari — che non siamo andati alla serata. Ma a portare avanti la società siamo rimasti solo in tre, io Fabrizio Bertoglio e Nicola Cavalli, e purtroppo mentre uno di noi era reperibile sul lavoro, io e l’altro dirigente abbiamo avuto entrambi un imprevisto che ci ha impedito di essere presenti alla serata all’oratorio di Dovera. Ci siamo scusati e anzi, ci siamo offerti di pagare eventuali spese sostenute. Non abbiamo voluto prendere in giro nessuno. Se daranno ad altri il defibrillatore vorrà dire che ci autotasseremo e l’anno prossimo ci penseremo da soli».
Il sindaco Roberto Lazzari, fratello di Fabio e a sua volta a lungo nella Polisportiva del paese, ha preso il telefono e ha chiamato l’associazione Diego Riviera, cercando di intercedere. «Ci ha spiegato — spiega Cinzia Brescianini, la mamma di Diego Riviera — che il defibrillatore potrebbe essere installato nella palestra comunale ed essere messo a disposizione dei bambini autistici o con disabilità intellettive del vicino ambulatorio per minori della Fondazione Sospiro. Siamo rimasti d’accordo che ci risentiremo prima di settembre per fare insieme un’iniziativa di raccolta fondi a favore dell’associazione, magari un torneo di calcio. Ne parlerò con le altre componenti dell’associazione e decideremo insieme cosa fare».

01 Luglio 2014

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