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CREMONA

Tamoil, le parti civili chiedono il risarcimento danni: un milione e 660mila euro di provvisionale

Tamoil, le parti civili chiedono il risarcimento danni: un milione e 660mila euro di provvisionale

CREMONA - Processo Tamoil. Un milione e 660mila euro. E' il totale della provvisionale immediatamente esecutiva chiesta oggi dagli avvocati di parte civile nel processo con rito abbreviato sull'inquinamento della falda e sulla presunta omessa bonifica per l'accusa causati dai cinque manager della società petrolifera, ora diventata deposito.

In particolare, gli avvocati Marcello Lattari e Annalisa Beretta, che rappresentano il Dopolavoro ferroviario con i suoi 1800 soci effettivi, hanno chiesto una provvisionale di 70mila euro,su un totale di 150mila. Gli avvocati Gian Pietro Gennari, Claudio Tampelli e Vito Castelli, hanno chiesto una provvisionale di 20mila euro ciascuno per i 26 soci della canottieri Bissolati e tre della canottieri Flora. L'avvocato Alessio Romanelli, parte civile per il cittadini Gino Ruggeri, in rappresentanza del Comune di Cremona, ha chiesto una provvisionale di un milione di euro. Infine, l'avvocato Sergio Cannavò di Legambiente Lombardia (5mila iscritti) ha chiesto una provvisionale di 70mila euro (200 mila il totale) e che l'eventuale concessione della sospensione condizionale della pena sia subordinata alla bonifica e al ripristino dei luoghi. In mattinata aveva parlato Claudio Tampelli, l'ultimo degli avvocati di parte civile: 'Ho rimarcato che i ritardi nel procedimento in conseguenza di intervenute omissioni da parte di Tamoil, abbiano comunque determinato l'impossibilità di arginare il fenomeno in tempi ristretti, esponendo in tal modo a maggior rischio i frequentatori delle canottieri. In tutta la vicenda sono riscontrabili elementi di fatto individuati nei capi di imputazione e configurabili la responsabilità degli imputati'.

Il professor Riccardo Villata - insigne cultore del diritto amministrativo, docente all'Universita degli Studi di Milano, difensore di Enrico Gilberto, uno dei manager di Tamoil - ha avuto "il compito non facile di inquadramento generale delle procedure amministrative con puntualizzazioni delle fasi e delle sub-fasi del procedimento amministrativo, con lo scopo di smentire alcune affermazioni inappropriate da parte dell’accusa". Villata ha concluso, chiedendo l’assoluzione "per insussistenza del fatto".

Le prossime udienze dedicate alle difese dei manager Tamoil si terranno giovedì e venerdì prossimi (26 e 27 giugno), quindi il 3 luglio. La sentenza, inizialmente prevista per il 4 luglio, slitterà: la data è da fissare.


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23 Giugno 2014

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