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Domenica 04 Dicembre 2016

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SORESINA

Perquisizione illegale e falso verbale: condannati tre poliziotti

Gli agenti fanno parte della polizia stradale di Crema

Perquisizione illegale e falso verbale: condannati tre poliziotti

Pio Massa

SORESINA - L’11 settembre del 2012 una pattuglia della polstrada del commissariato di Crema notò due stranieri ai giardini di Soresina che si stavano passando una modesta quantità di hascisc ed eroina. Controllati, i due fecero il nome ‘dello spacciatore’: un 25enne residente nel comune. Ma quando gli agenti Cristian Turri e Daniele Pingaro si presentarono a casa del giovane, che abitava con la mamma presente in quel momento, ed entrarono nell’abitazione, di droga non ne trovarono. Di più. Per il pm Francesco Messina e per il tribunale, i poliziotti vi entrarono, violando il domicilio e facendo una perquisizione illegale. Per il pm, «gli hanno intimato di cacciar fuori la droga, lo hanno minacciato di sbatterlo in galera». Per il pm e i giudici, Turri e il collega Salvatore Esposito poi fecero un falso verbale.

Martedì 10 giugno il presidente di sezione, Pio Massa, con i giudici Andrea Milesi e Francesco Sora, ha condannato a un anno e due mesi di reclusione Turri e a nove mesi di reclusione ciascuno Pingaro ed Esposito. Pena sospesa per tutti. Turri e Pingaro sono stati condannati a risarcire, in solido, 8mila euro alla mamma del giovane, che nel processo si era costituita parte civile attraverso l’avvocato Luca Landi spinta da un solo motivo: voleva che fosse restituita dignità a quel figlio amato e che alcuni giorni dopo si è tolto la vita. I tre poliziotti, il loro collega Massimo Tomasoni e il loro comandante Mario Crotti sono stati assolti dall’accusa di sequestro di persona; Crotti anche dall’accusa di rivelazioni di atti di ufficio a una giornalista. «Attendiamo di leggere la motivazione della sentenza (tra novanta giorni, ndr), ma siamo soddisfatti», ha detto l’avvocato Landi. Soddisfatti anche l’avvocato Massimiliano Cortellazzi, difensore del comandante, e il collega Marco Simone, legale di Tomasoni, «il quale, su richiesta di Turri e a titolo di cortesia, accompagnò in auto al commissariato il giovane». E’ stato dimostrato che nei confronti del 25enne non vi fu alcuna coartazione. Da qui l’assoluzione dal sequestro di persona, chiesta anche dai legali Roberta Manclossi, Massimo Martelli e Fulvio Pellegrino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

10 Giugno 2014

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