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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Pendolari, domenica da incubo e inizio di settimana di ritardi

Problemi anche ai nuovi Vivalto mentre la rabbia dei viaggiatori corre sui social network

Pendolari, domenica da incubo e inizio di settimana di ritardi

Il Vivalto arrivato a Cremona mercoledì 4 giugno

CREMONA - Era domenica e quindi, vista la presenza ridotta di passeggeri, le ripercussioni sono state minime. Lungo la linea ‘Mantova-Cremona-Milano’ i treni nuovi si sono fermati a causa degli ennesimi guasti e la circolazione è andata ancora una volta in tilt. In entrambe le direzioni di marcia. Convogli in ritardo - sia pur contenuti entro i 25 minuti - anche lunedì 9 giugno e il martedì 10 è iniziato con un deficit di 24 minuti nel treno che raggiunge Milano alle 8.40.

La domenica nera: regionale ‘2661’ delle 18,20, di ritorno dal capoluogo meneghino, cancellato; il ‘2662’ delle 18,50, sulla direttrice contraria, soppresso; e infine il ‘2664’ delle 20,50 a destinazione con 65 minuti di ritardo. Causa comune: problemi ai locomotori.

Da incubo quanto subito da chi doveva salire in carrozza a Piadena: «Tre ore di attesa: arriviamo - si ripercorre l’odissea sul profilo Facebook dei pendolari - e nessuno dice nulla. Passano le 19.12, chiediamo e la risposta è ‘soppresso’. Ma dirlo prima? Un annuncio? Sconsolati, imprecando, ci facciamo coraggio e attendiamo nervosi il mezzo successivo, il regionale delle 21.12. Peccato si annunci con ritardo: prima dieci minuti...poi venti...poi trenta...cresce il sospetto che non ci siano più convogli ma alla fine ne compare uno, 65 minuti dopo il cartellone. E la cosa bella è che si tratta di un Vivalto, nuovo e vuoto. Peccato si fermi solo per far salire un dipendente Trenord e se ne vada. Ma si può? La vera tragedia è che ormai anche il personale non ha più il coraggio di dare informazioni e il bigliettaio sul treno ci ha detto che mancava il macchinista. Scusate: ma non ci sono dipendenti con reperibilità».


10 Giugno 2014

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