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Farmaci e droghe nelle acque del Po

Contaminanti emergenti: anche disinfettanti, caffeina e nicotina, una ricerca dell'istituto Mario Negri

Farmaci e droghe nelle acque del Po

Nel fiume Po finiscono ogni anno quasi 2,5 tonnellate di farmaci

CREMONA - Farmaci, ormoni, droghe d’abuso, disinfettanti e cosmetici, fino a caffeina e nicotina. Sono i ‘contaminanti emergenti’, sostanze estranee che sempre più si trovano nelle nostre acque. Solo nel Po finiscono ogni anno quasi 2,5 tonnellate di farmaci. A riportarlo sono gli esperti dell’Istituto Mario Negri, in una ricerca co-finanziata dalla Fondazione Cariplo: gli esperti però specificano che al momento non ci sono pericoli per la sicurezza dell’acqua potabile. Questi dati estendono il quadro della situazione delle acque italiane: da diverso tempo, infatti, il Negri monitora i consumi di droga nelle principali città del Paese attraverso l’analisi delle acque reflue. 

I ricercatori, in collaborazione con la società Metropolitana Milanese che gestisce il Servizio idrico, hanno studiato i contaminanti emergenti sia nelle acque sotterranee (fra cui quelle potabili), sia in quelle superficiali, come i fiumi, nella Provincia. Il Lambro, in particolare, dopo aver attraversato il territorio milanese e fino allo sbocco nel Po «presenta un altissimo carico inquinante a cui si aggiungono questi contaminanti». Le concentrazioni al momento non sono a una soglia pericolosa, «ma non bisogna abbassare la guardia perché non esistono ancora norme che le controllino».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

08 Giugno 2014

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