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Sabato 03 Dicembre 2016

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SPINADESCO

Braccio amputato sul lavoro, muore caporeparto di 44 anni

I sindacati hanno deciso otto ore di sciopero per giovedì 5 giugno

L'acciaieria Arvedi

Marco Rezzani, originario della provincia di Pavia, lavorava da Arvedi da pochi mesi
Nel corso del sopralluogo, il pm Fabio Saponara si è procurato una brutta ferita alla testa

SPINADESCO - Marco Rezzani, caporeparto della verniciatura (44 anni originario della provincia di Pavia) ha perso la vita sul lavoro, poco prima delle 5 di mercoledì 4 giugno. L'incidente è avvenuto all'Acciaieria Arvedi. Sul posto vigili del fuoco e sanitari del 118. Quando l'ambulanza è giunta in via Acquaviva, allertata dai colleghi del 44enne, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.

Stando ad una prima ricostruzione, alcuni colleghi avrebbero trovato l'uomo a terra con il braccio amputato (probabilmente da un macchinario a rulli) e che tra l'incidente e il ritrovamento siano passati diversi minuti, tanto la che la morte sarebbe sopraggiunta per dissanguamento. Sembrerebbe inoltre che nemmeno Rezzani sia riuscito a chiamare immediatamente aiuto, a causa dello svenimento provocato dallo choc per la ferita. I carabinieri stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto.

E nel corso del sopralluogo nell'area in cui si è verificato l'infortunio mortale, il pm Fabio Saponara, il magistrato che ha la titolarità del caso, si è procurato una brutta ferita alla testa. Mentre si avvicinava al nastro trasportatore in cui ha perso la vita Marco Rezzani, il magistrato ha urtato una lastra e nell’impatto ha rimediato un taglio. Immediati i soccorsi al pm da parte del personale del 118.

Sciopero di otto ore giovedì 5 giugno. FIM CISL FIOM CGIL UILM UIL, congiuntamente a CGIL CISL UIL territoriali nell'annunciare la decisione di proclamare otto ore di sciopero per la giornata di giovedì 5 giugno "esprimono forte dolore per l’incidente mortale che ha coinvolto Marco Rezzani, dipendente dell’Acciaieria Arvedi, area nord reparto verniciatura, ed esprimono condoglianze e vicinanza alla famiglia. La vita e la salute di tutti i lavoratori, la loro tutela e salvaguardia - dichiarano i sindacati - rappresentano un bene da perseverare superiore a qualsiasi logica di mercato. Di fronte a tali e devastanti accadimenti vi è prima un sentimento di solidarietà e di commozione, che, successivamente, deve lasciare lo spazio a corrette ricerche sulle dinamiche dell’incidente. Si invita, pertanto tutti, a non trovare affrettate e rischiose conclusioni, rimandando agli organi competenti il compito ed il dovere di fare luce sull’accaduto. FIM CISL FIOM CGIL UILM UIL unitamente a CGIL CISL UIL proclamano una fermata di tutti i lavoratori per sensibilizzare gli attori coinvolti a trovare soluzioni che, oltre a risultare applicative alle norme vigenti in tema di sicurezza, definiscano percorsi formativi ed operativi di tutti attraverso la definizione di un protocollo di azione e di intervento condiviso".

Chi era. Marco Rezzani era originario di Lambrinia (frazione di Chignolo Po, in provincia di Pavia). Aveva lavorato per vent’anni alla Alusteel di Somaglia (Lodi) e, poco prima di Natale, aveva lasciato l'azienda per la nuova avventura all'Acciaieria Arvedi di Cremona. 

La nota dell'azienda. "In relazione all’infortunio mortale - spiegano dall'Acciaieria attraverso una nota - il presidente Giovanni Arvedi, la direzione dell’Acciaieria ed i lavoratori esprimono profondo dolore per il tragico evento unitamente al cordoglio e vicinanza alla famiglia del signor Marco Rezzani alla quale vanno le più sentite e sincere condoglianze. Presso l’Acciaieria Arvedi questa mattina intorno alle ore 5.00 si è verificato infatti un grave infortunio nel reparto verniciatura 1, nel complesso ove avvengono le lavorazioni a freddo dei coils, che ha causato la morte del capo turno signor Marco Rezzani. Da una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto sembrerebbe che il signor Rezzani, per motivazioni da appurare, avrebbe oltrepassato un’area delimitata da protezioni ove il personale di norma non deve accedere, venendo a contatto con un macchinario a rulli e innescando così il tragico incidente. In questo momento il gruppo Arvedi, attraverso le proprie strutture di controllo, sta fattivamente collaborando con le autorità preposte che sono prontamente intervenute unitamente ai soccorsi che, purtroppo, si sono rivelati inutili, collaborando nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertarne le cause".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

04 Giugno 2014

Commenti all'articolo

  • Roberto

    2014/07/01 - 16:04

    Un così grave incidente occorso ad un tecnico di esperienza ventennale, impone non soltanto di verificare che siano soddisfatte tutte le norme vigenti nel campo della sicurezza, ma anche di provvedere ad una rapida installazione di dispositivi tecnologici di prevenzione destinati ad evitare il ripetersi di simili terribili incidenti, come, ad esempio, delle barriere IR per la disattivazione automatica dell'impianto in caso di superamento accidentale del perimetro di sicurezza.

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  • roberto

    2014/06/06 - 20:08

    Non riesco a capire chi abbia votato che questo articolo gli provoca gioia(e quando sto scrivendo sono gia otto),io non conoscevo il povero Marco e non lavoro da Arvedi,però provo solo tristezza...capisco chi prova rabbia o stupore,ma gli idioti che hanno votato gioia mi fanno pena.

    Rispondi

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