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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Magistrati onorari in rivolta: sciopero dal 3 al 7 giugno

Astensione contro la riforma del ministro della Giustizia

Magistrati onorari in rivolta: sciopero dal 3 al 7 giugno

CREMONA - Quattromila circa in Italia, tredici a Cremona: otto giudici onorari e cinque vice procuratori onorari. Nonostante lavorino da anni "a cottimo" con abnegazione e smaltiscano una elevata percentuale di fascicoli senza alcuna tutela né previdenziale né assicurativa, sono la colonna portante di ogni tribunale e procura. Sono i magistrati non togati (Mot, magistrati onorari di tribunale) che hanno aderito all’astensione dalle udienze, da martedì 3 giugno fino a sabato prossimo, indetta dalla Federmot (Federazione magistrati onorari di tribunale) e da quasi tutte le associazioni di categoria (Anmo, Cogita,Conamo e Mou)) per protestare contro la riforma della magistratura onoraria prevista dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il quale vuole eliminare la loro figura e far svolgere l’attività a stagisti e tirocinanti. Al fianco dei giudici non togati si è schierata la presidente del Tribunale, Ines Marini, che scriverà una lettera al ministro. La missiva sarà firmata anche dal presidente di sezione, Pio Massa. Già ieri alcune udienze sono saltate. E in settimana salterà, oltre alle udienze penali, anche molto contenzioso civile (gli sfratti, ad esempio).

"I magistrati onorari sono davvero la colonna portante di ogni tribunale. Tra l’altro, abbiamo investito sulla loro formazione e questo significherebbe buttare via anche dei soldi. Ed è anche grazie ad un utilizzo spinto dei giudici non togati, che sono riuscita a fare l’accorpamento dei tribunali", spiega la presidente Marini. I tirocinanti? "Intanto non è semplice trovarli e anche in questo caso bisognerebbe spendere altri soldi per la loro formazione. La giustizia non è un’azienda e non può essere amministrata con criteri aziendali". Per fare un esempio, se passasse la riforma Orlando, delle amministrazioni di sostegno se ne dovrebbero occupare i giudici togati che dovrebbero andare in giro per gli istituti e le case di riposo con l’impossibilità a tenere l’udienza e accumulare arretrato.

Nel "manifesto" di Federmot, firmato dal presidente Paolo Valerio e dal segretario generale, Giovanni Pomarico, si ricorda come solo tre anni fa, Orlando, all’epoca presidente del Forum Giustizia del Pd, disse: "Siamo sensibilissimi, innanzitutto, e non solo da oggi, rispetto ai problemi sollevati dalle organizzazioni rappresentative dei magistrati onorari, dei quali riconosciamo, senza riserve, il contributo indispensabile di professionalità e di laboriosità offerto generosamente nell’attuale situazione di profonda crisi della giustizia italiana, sia civile che penale. Siamo perciò favorevoli, e lo abbiamo espresso più volte in varie sedi, alla piena stabilizzazione di questi giudici, che pensiamo anzi non debba limitarsi a un episodico provvedimento di riconferma, ma debba piuttosto tradursi in una riforma generale del loro status....". Tre anni dopo, Orlando ministro "ha cambiato idea, annunciando, avanti alla commissione Giustizia del Senato, senza consultarsi con la categoria interessata, l’istituzione presso le procure della Repubblica e i tribunali ordinari una nuova magistratura onoraria nella quale giudici onorari di tribunale e giudici di pace sono accorpati e decadono dall’incarico dopo 12 anni; le competenze, al di fuori delle materie già devolute ai giudici di pace e salvo qualche aggiunta ulteriore, sono limitate all’assolvimento di compiti meramente preparatori all’esercizio della funzione giurisdizionale o all’attività del pubblico ministero di ruolo, con legittimazione ad assumere esclusivamente provvedimenti endoprocessuali (segue punto di domanda) , sulla base di direttive impartite dal giudice o dal pm di ruolo e applicazione solo residuale a funzioni che comportino titolarità di ruoli; la retribuzione è vincolata al raggiungimento di obiettivi predefiniti (...da chi?, è scritto nel manifesto), senza riconoscimenti assicurativo-previdenziali". Circa stagisti e tirocinanti giudiziari, "il ministro con i primi si è impegnato a reperire risorse finanziarie per retribuirne l’attività formativa; a favore dei secondi si stanziano nel 2014 ben 14 milioni di euro, il 40% della spesa annuale per giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari. Si alimenta e promuove, quindi, altro precariato non qualificato".

Federmot inoltre evidenzia che i giudici non togati "hanno un’altra idea della giustizia" ed anche se "i loro modici compensi sono fermi da anni", ciò tuttavia "non ha impedito loro di sostenere, unitamene alla magistratura di pace, il peso di oltre la metà del contenzioso civile e penale. Ritengono quindi di poter dire qualcosa sul rilancio della giustizia ordinaria, se sarà concesso loro di essere ascoltati. Vagheggiano la creazione di una figura di magistrato onorario che possa essere uno stabile supporto per il magistrato di ruolo, senza invaderne le prerogative esclusive., ossia titolare di quelle funzioni giudiziarie concorrenti, complementari e di supporto consentite dalla Costituzione. Non quindi un burocrate, ma un professionista del diritto, come tale considerato anche relativamente a quegli aspetti retributivi, previdenziali, assicurativi e di stabilità del rapporto che distinguono un magistrato onorario indipendente da un lavoratore precario". I giudici non togati si sentono e vogliono continuare ad essere "servitori dello Stato e della funzione giurisdizionale", mentre "non siamo e non saremo mai persone disponibili a servire altri padroni o altre funzioni". Fino a sabato, dunque, sciopero "per difendere non tanto la propria dignità, ma l’indipendenza della funzione giurisdizionale e di chiunque concorra al suo esercizio, nel prevalente interesse dei cittadini e degli utenti della giustizia ordinaria".

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03 Giugno 2014

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