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CREMONA

'Bisnonno orco', condanna confermata in appello

L'ultraottantenne ha sempre negato l'accusa di aver violentato la nipote di otto anni, ma non gli hanno creduto nemmeno i giudici di Brescia

'Bisnonno orco', condanna confermata in appello

CREMONA - Un anziano di Cremona ha sempre negato l'accusa e cioè di aver violentato la nipote da quando lei aveva otto anni. La vicenda affiorò per caso, in classe, alle scuole superiori. Non gli avevano creduto i giudici di Cremona. Quattro anni dopo la sentenza di condanna a sei anni e sei mesi di reclusione, lunedì 19 maggio, non gli hanno creduto nemmeno i giudici di Brescia, che nei confronti di un bisnonno ultraottantenne (bisnonno acquisito, ndr) hanno confermato il verdetto di primo grado emesso il 26 aprile del 2010.

La storia di violenze emerse in classe, quando l'insegnante di un istituto professionale diede agli studenti una ricerca sulla pedofilia e sulle devianze sessuali. La ragazza scoppiò in lacrime. E pianse anche quattro anni fa, nel giorno della sentenza, tra le braccia dell'avvocato di parte civile, Maria Luisa d'Ambrosio, che allora commentò: «Non c'è mai stato alcun intento persecutorio né alcuna volontà di mettersi in mostra. Tutto il lavoro svolto per dimostrare la credibilità della ragazza è stato accolto».

Come nel primo grado di giudizio, anche in appello i difensori del bisnonno, gli avvocati Luigi Gritti e Alessia Vismara, avevano invece tentato di minare la credibilità della presunta vittima, una ragazza che da bambina, dopo la scuola, andava dai bisnonni, perché i genitori lavoravano fuori città. Con i bisnonni pranzava, faceva i compiti. Ma dopo pranzo, e prima di studiare, il bisnonno l'accompagnava sul lettone, ufficialmente per il riposino, non così per i giudici del tribunale prima e per quelli della corte d'appello dopo, che hanno creduto alla verità della ragazza, secondo la quale il bisnonno su quel lettone la toccò, si masturbò e quattro anni dopo la violentò.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

19 Maggio 2014

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