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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Cellulare nascosto nelle scarpe per un detenuto: terzo episodio in tre mesi

Gli addetti della polizia penitenziaria hanno scoperto il telefono completo di sim all'interno di un pacco destinato ad un carcerato

Cellulare nascosto nelle scarpe per un detenuto: terzo episodio in tre mesi

Il carcere di Cremona

CREMONA - Hanno tentato di introdurre un telefono cellulare (completo di carica batteria e sim card funzionante e celato all'interno di un paio di scarpe da ginnastica) in carcere a Cremona, ma l’attenzione degli appartenenti alla polizia penitenziaria lo ha impedito. E’ accaduto alcuni giorni fa in via Cà del Ferro ed è la terza volta che succede begli ultimi tre mesi.

A darne notizia è il segretario generale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) Donato Capece. “Il rinvenimento è avvenuto con le analoghe modalità delle volte precedenti: ovvero lo si è occultato in oggetti (in questo caso, un paio di scarpe da ginnastica) contenuti in un pacco postale indirizzato a un detenuto, con posizione giuridica definitivo e di nazionalità italiana. Lo scrupolo e l’attenzione dei poliziotti addetti ai controlli ha immediatamente rilevato l’anomalia e sono ora in corso le indagini per risalire al vero mittente del pacco”.

“E’ un episodio inquietante, essendo il terzo caso in altrettanti mesi: un arco temporale assai ristretto - sottolinea il leader dei baschi azzurri - tali situazioni dovrebbero far riflettere la nostra amministrazione circa la vulnerabilità del nostro sistema penitenziario: eppure, poco o nulla viene fatto dal Dap, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Basti pensare ad alcune soluzioni rapide ed efficaci, come la possibilità di schermare gli istituti penitenziari per neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e la possibilità di dotare tutti i reparti di polizia penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari, vengono trascurati dall’attuale dirigenza del Dap".

A tal proposito il primo sindacato della polizia penitenziaria annuncia che il prossimo 20 maggio scenderà in piazza a Roma per chiedere di avere un nuovo Capo della polizia penitenziaria e nuovi vertici al Dap: “Saremo sotto il Dipartimento per manifestare contro il capo dipartimento e questa politica assurda che anziché mettere mano a delle riforme del mondo penitenziario del carcere e rendere le carceri vivibili, si nasconde dietro un dito. E' necessaria una rivoluzione pacifica del carcere - ha concluso Capece - andando ad individuare, attraverso delle riforme strutturali, un carcere che sia più vivibile sia per coloro che sono ristretti sia per gli stessi detenuti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

12 Maggio 2014

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