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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Un cellulare per un detenuto, era cucito in un paio di scarpe

Scoperto da una agente della polizia penitenziaria grazie ai raggi x

carcere di cremona

CREMONA - Un telefono cellulare è stato trovato nel carcere di Cremona. A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.

Un episodio analogo si era già verificato lo scorso febbraio.

“Ancora una volta le medesime modalità dell'ultimo rinvenimento, ovvero all'interno di un paio di scarpe ben occultato nella suola vi era nascosto il telefonino con caricabatteria e sim card. Era nella disponibilità di un detenuto bulgaro del 1986, giudicabile. Il cellulare è stato notato dalla medesima poliziotta che ha operato la scorsa volta, tramite macchinario raggi x. Il tutto è stato ritirato e segnalato ai superiori uffici dipartimentali e regionali nonchè all'autorità giudiziaria. Al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai reparti di polizia penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani".

"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Capece - grazie all'attenzione, allo scrupolo ed alla professionalità di personale di polizia penitenziaria in servizio". Il Sappe ricorda che "sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la polizia penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo".

"A nostro avviso - conclude il leader dei baschi azzurri - appaiono pertanto indispensabili, nei penitenziari per adulti e per minori, interventi immediati compresa la possibilità di "schermare" gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di polizia penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati ed urgenti stanziamenti finanziari".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

17 Aprile 2014

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