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Sabato 03 Dicembre 2016

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SAN BASSANO

Marito legato al letto dalla moglie 
'Nessun gioco sadomaso, dormivo'

Parla l'uomo immobilizzato dalla donna che voleva scappare in Marocco con la figlia: 'Mente, non l'ho mai picchiata'

Marito legato al letto dalla moglie 
'Nessun gioco sadomaso, dormivo'

Moustapha con il legale Gianluca Paquali

CREMONA - «Quello che ha detto mia moglie non è vero. Non è vero che mi ha legato, facendo finta di propormi un gioco sessuale, sadomaso. La verità è che lei mi ha intontito nella notte. E’ che dopo quello che ha detto, tutti mi prendono in giro. E non è vero che con me lei non era libera. Poteva uscire e soprattutto, non ho mai alzato le mani. Vorrei essere riabilitato».

Facchino in una cooperativa, 35 anni, in Italia da quando ne aveva sedici, Moustapha non si riconosce nel ritratto che due settimane fa la moglie Amina, 24 anni, aveva consegnato al giudice, quando, arrestata per averlo sequestrato in casa e per tentata sottrazione della figlioletta (patteggerà sei mesi, pena sospesa), l’aveva dipinto come un uomo violento che da un anno abbondante la percuoteva. Tanto che il giudice aveva ordinato la trasmissione degli atti al pm, perché l’uomo venisse indagato.  

Amina aveva pianificato la fuga in Marocco con la bimba di due anni e all’alba del 31 marzo scorso (lunedì), per sbarazzarsi del marito rimasto a casa («Aveva cambiato il turno di lavoro»), lo aveva legato ai polsi e gli aveva tappato la bocca con lo scotch. Piccola lei, alto lui, come aveva fatto? «Per poterlo immobilizzare, mi sono inventata che volevo fare con lui l’amore in maniera diversa, il bondage (tecnica sadomaso). L’ho legato e sono scappata».

«Dopo quello che mia moglie ha detto, ho disagi ad affrontare gli altri», ha detto Moustapha arrivato in tribunale con il suo legale Gianluca Pasquali. «Faremo le verifiche del caso in procura per accertare se il mio assistito è indagato».

«La mia moglie ha raccontato una falsità, mi ha legato nel sonno a letto, bloccandomi polsi e caviglie e mi ha tappato la bocca col nastro isolante, mi ha abbandonato dentro la camera da letto, finestre chiuse, tapparelle giù. Quella sera ero andato a letto all’una e trenta e dopo cinque ore, lei mia ha svegliato che ero quasi in coma. Mi sono trovato legato, ho cominciato ad urlare e lei mi ha tappato la bocca con del nastro isolante». Circa le percosse, giura: «Io non ho mai picchiato mia moglie. Quando è arrivata la prima volta dal Marocco, l’ho portata a scuola perché imparasse l’italiano per potersi ben integrare. Ha iscritto la bambina all’asilo, andava sempre in giro da sola a fare le compere. Se fosse vero quello che ha detto, cioè che la picchiavo, perché non si è fatta una fotografia con il suo cellulare? Perché non è andata dall’assistente sociale? Perché non ha mai fatto una denuncia ai carabinieri?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO


 

14 Aprile 2014

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