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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Botte e morsi ai carabinieri
Abusivo senegalese in arresto

Prima importuna una donna, poi si scaglia contro i militari e minaccia di sfregiarli. Nella sua abitazione sequestrata una gran quantità di merce contraffatta

Botte e morsi ai carabinieri
Abusivo senegalese in arresto
CREMONA - Due carabinieri feriti, uno morsicato ad una mano, e le manette che scattano nel cuore della città: è così che ieri, due mesi dopo l’aggressione al fotografo del quotidiano La Provincia, scaraventato a terra tra corso Campi e via Guarneri del Gesù insieme alla sua macchina fotografica, solo perchè ‘colpevole’ di aver scattato una fotografia indesiderata, è tornato d’attualità l’allarme legato alla presenza dei venditori abusivi in centro. 
Fronte riaperto intorno alle 15,30: a quell’ora del venerdì pomeriggio, nella stessa zona teatro dei fatti di metà febbraio, una passante è stata pesantemente importunata da uno degli stranieri che, in quel momento, esponevano la loro merce contraffatta. Il seguito è rocambolesco: la donna, finalmente superata l’insistenza dell’immigrato, ha incrociato una pattuglia dell’Arma della stazione di Vescovato che stava andando in prefettura a consegnare alcune pratiche e ha riferito cosa le era appena accaduto. Spiegando di essersi anche piuttosto spaventata. Gli inquirenti hanno arrestato la marcia e hanno raggiunto il vu cumprà per identificarlo. Ma scesi dall’auto, si sono scontrati con un extracee, piuttosto robusto, che dopo essersi divincolato lanciando loro addosso alcune borse è fuggito verso via Verdi, minacciando gli uomini dell'Arma di volerli sfregiare con una chiave. All’altezza delle poste centrali,  dopo un breve inseguimento e fra l’altro dopo aver urtato un alto ufficiale in pensione molto noto a Cremona, è stato bloccato. A fatica. Con una colluttazione costata ai due militari lesioni giudicate guaribili in cinque giorni, compresi i segni di un morso alla mano del maresciallo. In stato di arresto è finito un senegalese 38enne: trascorsa la notte in una delle camere di sicurezza del Comando provinciale, deve rispondere di ‘lesioni personali’, ‘resistenza a pubblico ufficiale’ e ‘vendita di merce contraffatta’. Durante la perquisizione nell'abitazione del senegalese è stata rinvenuta e sequestrata una grande quantità di merce contraffatta, in particolare articoli di pelletteria.
Ora si indaga per chiarire se possa aver avuto un ruolo anche nell’attimo di violenza con il fotografo per vittima. E i sospetti, già ora, non mancano. Nel frattempo questa mattina l'uomo è stato processato per direttissima e condannato a  9 mesi di reclusione con pena sospesa.

12 Aprile 2014

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