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SBALLO DEL SABATO SERA

La festa al Cattaneo è un caso: 'Un rave party al coperto'

Incontro in prefettura dopo il party studentesco di sabato scorso con due sedicenni collassati finiti al pronto soccorso

La festa al Cattaneo è un caso: 'Un rave party al coperto'

Edoardo Fugazza, Rosario Zanoni e Luciano Zanchi

CREMONA - Diventano un caso le feste studentesche del sabato sera a palazzo Cattaneo dove l’alcol scorre a fiumi, i ragazzi minorenni sballano e, come è accaduto sabato scorso a due sedicenni, rischiano di finire al pronto soccorso collassati. "Noi abbiamo sempre cercato di fermare queste feste, perché sono rave party al chiuso, sono feste abusive e illegali mascherate da feste private.

L’obiettivo principale è quello di cercare di impedire che i nostri ragazzi vengano danneggiati". Rosario Zanoni, Luciano Zanchi ed Edoardo Fugazza parlano da genitori prima ancora che, rispettivamente, da presidente di Cremona del Sindacato italiano sale da ballo (Silb), presidente nazionale di Assointrattenimenti Confindustria e presidente della Federazioni italiana pubblici esercizi( Fipe). Tutti e tre sono stati invitati, a mezzogiorno di venerdì 4 aprile, in prefettura per partecipare al tavolo del Comitato ordine pubblico e sicurezza convocato dal prefetto Paola Picciafuochi. Nelle sale sontuose del palazzo Cattaneo-Ala Ponzone dove gli organizzatori delle feste non si sa chi siano, non ci sono limiti per alcol e superalcolici: il biglietto d’ingresso costa 15 euro più open bar . "E’ come dire ai ragazzi: ‘Vieni e ammazzati’", ha affermato Zanoni. "Un suicidio per tutti", ha rincalzato Fugazza. 

Sotto accusa finisce la deregulation che impera alle feste studentesche. "Il concetto da inculcare è il seguente: bisogna dare la percezione di essere in discoteca solo nelle discoteche, nel senso che un ragazzo che entra in un bar non deve avere la percezione di essere in una discoteca, perché nei bar è consentito l’intrattenimento leggero, ma non la partecipazione attiva del pubblico con il ballo che deve essere consentito solo nei locali autorizzati", ha affermato Zanchi. "Purtroppo l’alcol non è percepito come un pericolo,perché i ragazzi dicono ‘Tanto bevo solo il sabato’. Vorrei dire ai ragazzi che ogni sabato è un pezzettino di danno che mi faccio". E’ il messaggio che vuole lanciare Ugo Rizzi, medico responsabile del 118 (invitato all’incontro in prefettura). Rizzi ha posto l’accento suoi danni da alcol: "Purtroppo oggi siamo di fronte a un modo di bere spasmodico, quasi compulsivo che comporta danni soprattutto nei ragazzi e nei minorenni, nei non adulti, dove le capacità del fisico sono minori nel metabolizzare, nel neutralizzare gli effetti dell’alcol".

I partecipanti alla riunione hanno espresso anche una raccomandazione alla proprietà del Cattaneo, osservando che sarebbe opportuno assumere "un atteggiamento più responsabile verso le questioni della sicurezza e ciò anche attraverso un più stretto contatto con le istituzioni preposte affinché possano consigliare - quando non imporre - tutte le misure necessarie atte a garantire, oltre che il rispetto della legge, la salute e la sicurezza di tanti minori che, spesso, confidando nell’organizzazione, si abbandonano ad eccessi nel consumo delle bevande o arrecano grave disturbo alla quiete pubblica".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

04 Aprile 2014

Commenti all'articolo

  • Carlo

    2014/04/05 - 22:10

    Come organizzatori di eventi legati al settore degli sposi e ad eventi di altri settori, abbiamo letto con attenzione l'articolo molto interessante! Conosciamo molto bene le persone intervenute alla tavola rotonda e riteniamo che sia ora di darci un taglio all'organizzazione di manifestazioni improvvisate e scriteriate dove oltre a problemi legati alla sicurezza si calpestano immagine e spazio per i veri organizzatori di manifestazioni ed eventi in genere. Il nostro mondo non ha bisogno di quelli che chiamiamo soggetti ma di professionisti e persone preparate e qualificate che lavorano ogni giorni con rispetto e qualita'

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  • gian carlo

    2014/04/05 - 16:04

    E' inutile meravigliarsi i permessi devono essere dati a condizione che ci siano controlli delle forze dell'ordine. Infine questi genitori non si informano dove vanno i loro figli?? Sono ragazzi di 16 anni (ma mi dicono che ci sono anche quattordicenni) e quindi non ancora maggiorenni e la responsabilità delle loro azioni ricade ancora sui genitori.

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