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Guasto al Vivalto, l'ombra del sabotaggio

L'AnsaldoBreda apre un'inchiesta, lo scorso mercoledì il treno non è partito da Mantova lasciando a piedi molti pendolari cremonesi

Guasto al Vivalto, l'ombra del sabotaggio

Un treno Vivalto

CREMONA - Si allunga l’ombra del sabotaggio sul guasto che, mercoledì 2 aprile, ha bloccato in stazione a Mantova, ancor prima della partenza, il Vivalto 2 entrato in servizio da pochi giorni sulla linea ferroviaria per Milano. E’ un’ipotesi che la stessa AnsaldoBreda, il colosso che produce e fornisce a Trenord quel modello di convoglio, non si sente di escludere e ha comunicato che è stata avviata «un’attività di investigazione tecnica per accertare anche eventuali cause esogene».Di sicuro, la perizia sul mezzo rimasto in panne ha evidenziato l’allentamento anomalo di alcuni dei bulloni che tengono le guarnizioni dei tubi d’aria del sistema frenante: «Un danno — puntualizza la società — che di fatto impedisce la marcia e che non abbiamo mai riscontrato in passato. Mai visto una sola volta in trent’anni di produzione e manutenzione di quel tipo di composizione».

La nota diffusa da AnsaldoBreda  in merito alla vicenda. "In relazione al disservizio occorso sul treno Vivalto 2 appartenente alla flotta Trenord, AnsaldoBreda sottolinea che il pronto intervento dei suoi tecnici, a supporto del cliente, ha consentito il ripristino completo del mezzo in poco tempo. Infatti, alle ore 9.40, il convoglio era già in grado di riprendere l’esercizio. AnsaldoBreda precisa altresì che la sera precedente l’accaduto il personale aveva eseguito una scorta operativa sul mezzo senza riscontrare alcun problema e/o anomalia. Sui fatti AnsaldoBreda ha comunque avviato un’attività di investigazione tecnica per accertare anche eventuali cause esogene".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

05 Aprile 2014

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