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Martedì 06 Dicembre 2016

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Lotta alle zanzare, fondamentale la collaborazione dei cittadini

Comune in campo e consigli utili per difendersi dal fastidioso insetto

Lotta alle zanzare, fondamentale la collaborazione dei cittadini

CREMONA - La zanzara, da qualche tempo a questa parte, non è solo un fastidioso insetto dal quale si cerca di difendersi con l'arrivo dell'estate, ma sta diventando purtroppo portatrice di malattie che possono causare gravi danni alla salute. Da qui l'impegno - ribadito nell'incontro svoltosi in tarda mattinata a Palazzo Comunale tra il sindaco Oreste Perri, l'assessore alle Politiche Ambientali Francesco Bordi, Franco Albertoni presidente di AEM Cremona S.p.A., Raffaello Stradoni, direttore sanitario dell'ASL di Cremona, Liana Boldori, direttore del Dipartimento di Prevenzione Medica dell'ASL di Cremona, Fabio Germanà Ballarino, dirigente del Settore Polizia Locale e Ambiente, e Cinzia Vuoto, responsabile del Servizio Ecologia – di un'azione congiunta di prevenzione e soprattutto di sensibilizzazione della cittadinanza verso questo fenomeno che non va affatto sottovalutato. Pertanto, se il Comune, attraverso AEM, provvederà ad una massiccia disinfestazione delle aree pubbliche, anche i cittadini sono invitati a mettere in azione di controllo e prevenzione per il contenimento del diffondersi delle zanzare nelle loro abitazioni e nei loro giardini. Come ha avuto modo infatti di sottolineare il direttore Sanitario dell'ASL, Raffaello Stradoni, molto spesso i privati cittadini pensano che le zanzare provengano da parchi o luoghi pubblici, se non da più lontano, ma in realtà nelle stesse abitazioni (grondaie, tombini delle fognature, sottovasi, ecc.) che per questo vanno tenuti sotto controllo o comunque disinfestati anche con prodotti che comportano una spesa minima. 

Liana Boldori, direttore del Dipartimento di Prevenzione Medica dell'ASL di Cremona, ha spiegato che con l’arrivo dell’estate è stata rafforzata la sorveglianza di malattie ‘esotiche’ trasmesse dalle zanzare, come la Dengue o la febbre West Nile. Lo ha comunicato il Ministero della Salute che, in una circolare inviata alle Regioni, afferma: ”In Italia ed in Europa si è assistito nell’ultimo decennio, all’aumento della segnalazione di casi importati ed autoctoni di alcune malattie virali trasmesse da vettori (in genere zanzare) molto diffuse nel mondo, tra cui la Dengue, la febbre Chikungunya e la malattia da virus West Nile”. Proprio queste malattie strettamente collegate al diffondersi di zanzare si stanno presentando in Italia ed i primi casi si sono manifestati anche nel nostro territorio la scorsa estate. 

Da qualche tempo, infatti, con la sua puntura anche la zanzara comune, quella “nostrana” che si presenta al tramonto e che nei nostri climi ha sempre e solo causato fastidiosi pruriti, è in grado di trasmettere virus che causano malattie mai apparse prima nei nostri climi. Quest’emergenza era in verità prevista da tempo: l’intensità degli scambi commerciali e i cambiamenti climatici in corso che rendono più facile l’adattamento di nuove specie e il diffondersi di malattie “nuove”. 

E’ proprio la spiccata adattabilità delle zanzare a farne un veicolo ideale per le nuove malattie, unitamente alla loro prolificità: la zanzara tigre è in grado di completare il ciclo di sviluppo – da uovo ad adulto – in meno di 10 giorni, mentre per la zanzara nostrana durante i mesi estivi il ciclo biologico si completa anche in meno di due settimane, e possono aversi più di 10 generazioni. Da una situazione di disagio generico, si è dunque passati ad una situazione di pericolo di malattia. 

Le zanzare ospitano i virus e, nel momento in cui pungono, possono infettare l’uomo, ma anche uccelli o altri mammiferi che rappresentano il serbatoio principale di virus. L'infezione, che ha effetto sull’uomo, sembra non avere effetti sulla zanzara, che rimane portatrice della malattia per il resto della propria vita. Il diffondersi dei viaggi in Paesi in cui le infezioni virali trasmesse da zanzare sono comuni, rende di fatto probabile l’importazione della malattia da parte dei viaggiatori eventualmente contagiati che, al rientro, possono dare il via al ciclo di trasmissione attraverso le zanzare (nessuna di queste malattie può essere trasmessa da uomo a uomo). 

Il Comune di Cremona provvede ad un monitoraggio del territorio e alla raccolta delle segnalazioni - come già realizzato negli anni precedenti - per individuare i focolai, ovvero le aree verdi e le zone cittadine più popolate dalle zanzare e dalla zanzara tigre. I cittadini possono effettuare le loro segnalazioni all'Ufficio Ecologia (0372 407615). Dopo aver valutato tutte le possibili forme di lotta contro la diffusione della zanzara tigre, il Comune, in collaborazione con AEM, interviene attraverso la distribuzione di insetticidi antilarvali in tutti i tombini di scarico delle acque piovane, con particolare attenzione alle aree più colpite della città. La lotta larvicida è considerata infatti la modalità di azione più efficace ed efficiente per il contenimento della zanzara tigre, in quanto affronta il problema alla radice e permette di limitare i costi economici ed ambientali. Gli interventi larvicidi su area pubblica vengono effettuati periodicamente da aprile ad ottobre, coprendo in questo modo tutto il ciclo di attività e presenza della zanzara tigre in città.

Come hanno tenuto a sottolineare il sindaco Oreste Perri e l'assessore Francesco Bordi, il Comune provvederà ad informare la cittadinanza per renderla consapevole di come può fattivamente contribuire nel prevenire e contenere la diffusione delle zanzare: la riduzione dei focolai di riproduzione dipende infatti dal comportamento di ogni cittadino. La lotta alla zanzara non può avere esiti positivi senza un attivo coinvolgimento della popolazione. Le aree pubbliche interessate dall'intervento dell'amministrazione costituiscono infatti solo il 20-30% del totale dei siti a rischio di infestazione da zanzara; il rimanente 70-80% delle zone a rischio è di proprietà privata. Per contrastare efficacemente la diffusione delle zanzare è necessario che i cittadini mettano in atto comportamenti e misure di prevenzione ed eventuali trattamenti nelle aree di loro competenza. 

Cosa fare - Negli orti e giardini: coprire con coperchi ermetici, teli di plastica o zanzariere ben tese le cisterne e tutti i contenitori utilizzati per la raccolta dell'acqua piovana da irrigazione (secchi, annaffiatoi, bidoni e bacinelle); nei cimiteri: introdurre il liquido larvicida o mezzo cucchiaio di detersivo liquido biodegradabile per i piatti nei vasi di fiori freschi ed eventualmente sostituirli con fiori secchi o di plastica; ove possibile, eliminare i sottovasi o evitare il ristagno d'acqua al loro interno; in ogni caso, svuotarli almeno una volta alla settimana (nel terreno, non nei tombini); tenere pulite fontane e vasche ornamentali, introducendo eventualmente pesci rossi o gambusie, voraci predatori delle larve di zanzara; in alternativa, nei contenitori d'acqua che non possono essere rimossi, introdurre filamenti di rame che risultano tossici per le larve di zanzara (almeno 20 grammi per litro) o sabbia fino al completo riempimento; cambiare quotidianamente l'acqua degli abbeveratoi di animali e lavarli con cura; pulire un paio di volte all'anno tombini e pozzetti e durante la stagione di attività della zanzara tigre trattare regolarmente (ogni 15 giorni circa) i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi, oppure inserendo mezzo cucchiaio di detersivo liquido biodegradabile per i piatti; applicare una zanzariera a maglia fine sopra il tombino per impedire alle zanzare di deporre le uova; verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite, liberandole annualmente da foglie o da altro materiale che possa bloccare il deflusso delle acque; montare zanzariere alle finestre delle case e degli uffici, assicurandosi che non vi siano fessure laterali o fori nella rete. 

Cosa non fare - Accumulare all'aperto copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante; se ciò non fosse possibile, disporli a piramide dopo averli svuotati da eventuale acqua e coprirli con un telo, in modo da evitare qualsiasi raccolta di acqua piovana; per i materiali che non possono essere coperti, effettuare idonea disinfestazione entro 5 giorni da ogni precipitazione atmosferica; lasciare che l'acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali; non abbandonare oggetti e/o contenitori che possano raccogliere e trattenere acqua piovana (es. innaffiatoio secchi, piscine gonfiabili, ecc.); svuotare nei tombini le acque ristagnanti dei sottovasi o altri contenitori.

01 Aprile 2014

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