il network

Mercoledì 07 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

La rivolta delle commesse contro la collega che metteva zizzania

Per sette anni ha gettato discredito sulle persone che lavoravano con lei, ora è a processo davanti al giudice di pace

La rivolta delle commesse contro la collega che metteva zizzania

La galleria dell'Ipercoop di Cremona

CREMONA - Si è finta amica della responsabile del negozio, poi però alle colleghe diceva che era una Monica Lewinsky, "incapace sul lavoro, inetta nell’organizzazione e nel controllo, una povera oca", ma che era arrivata a ricoprire quel ruolo "grazie a profferte sessuali nei confronti di uno dei titolari". Alle spalle di una collega diceva, anche alle clienti, che "non era per niente professionale, una lazzarona, una pazza psichiatrica ed una poco di buono che predilige i neri". Di un’altra che era "molto falsa, una sfigata, inaffidabile sul lavoro, si veste e si trucca in modo provocante perché è una donna facile, sempre alla ricerca di uomini, tanto più che il marito non la cerca da tempo". Di una cliente andava in giro a dire di non farla entrare nei negozi perché "era una pazza pericolosa, una lesbica...". Parlava perfino male dei prodotti che vendeva, danneggiando l’azienda.

Una ex commessa di un negozio del centro commerciale Cremona Po, per sette lunghi anni avrebbe messo zizzania tra le colleghe, le avrebbe messe l’una contro l’altra finché il 13 settembre scorso, durante una riunione alla presenza anche dei titolari, le è stata tolta la maschera. Lei prima ha negato, poi ha rassegnato le dimissioni. "Game over", gioco finito.

La donna da mercoledì 26 marzo è a processo davanti al giudice di pace Luciano De Vita, accusata di aver diffamato colleghe e cliente che pretendono di essere risarcite e c’è anche chi tra di loro, la cliente, vuole le "scuse in mondovisione". Una storia che ha dell’incredibile quella accaduta in un negozio del centro commerciale Cremona Po, dove per sette anni "con lucida cattiveria e metodo scientifico, gli assenti venivano sistematicamente diffamati dall’imputata e le persone che potevano costituire, a suo avviso, un potenziale rischio per la sua carriera sul posto di lavoro, perché considerate più valide di lei, venivano invariabilmente messe in cattiva luce con l’azienda". Lo ha affermato l’avvocato Massimiliano Cortellazzi, legale delle commesse e della cliente che si sono ribellate e hanno trascinato in tribunale la ex collega (difesa dall’avvocato Marcello Lattari). I l processo è stato rinviato all’udienza del prossimo 28 maggio. Di "stress" e di "sconvolgimento anche della vita privata" hanno parlato le dipendenti del negozio. Ora da quando la commessa ha rassegnato le dimissioni, "è tornata la serenità".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

27 Marzo 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000