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IL CANILE DELL'ORRORE

"Da un giorno all'altro intere cucciolate sparite"

La testimonianza dell'ex dipendente della struttura di via del Casello

"Da un giorno all'altro intere cucciolate sparite"
CREMONA - «Se ho notato problemi di sovraffollamento? Sì, mi ricordo i cani portati dal canile di Urbino: mi ricordo un carico di un centinaio e non c’era posto per tutti. Episodi di sbranamento? Sì, me li ricordo. Le cucciolate? Non sopravvivevano se non mezza giornata, sparivano da un giorno all’altro. Scomparse di cani? Sì, me le ricordo, scomparse in modo molto strano, alla mattina i cani c’erano, il giorno dopo non c’erano più. Ci dicevano che i proprietari erano tornati a prenderli o che i cani erano stati adottati, ma io lavoravo fino alle sette e mezza di sera. Dubito che i proprietari venissero a prenderli alle undici di sera, e alle undici di sera venivano fatte le adozioni? Microcip? I cani venivano microchippati nel momento in cui venivano dati in adozione». 
Sono i ricordi e i dubbi di Maria Grazia Cassinelli, dall’agosto del 2006 al settembre del 2009 dipendente del Rifugio del cane che il Comune, in forza di una convenzione, aveva dato in gestione all’Associazione Zoofili Cremonesi che lo gestisce tuttora. A cinque anni dal suo licenziamento , «perché dicevano che raccontavo a Rosetta Facciolo (la pasionaria della Lega per la difesa del cane, sezione di Cremona, che presentò denuncia, ndr) quanto accadeva nel canile», l’ ex dipendente Cassinelli ieri ha testimoniato al processo sui presunti maltrattamenti e uccisioni «per crudeltà» e «senza necessità» di cani e intere cucciolate, iniettando Pentothal Sodium e Tanax: dal 2005 al 3 marzo del 2009, giorno del sequestroi del canile, trecento animali uccisi all’anno, secondo una stima in difetto della procura. Sotto accusa ci sono Maurizio Guerrini e Cheti Nin, gli ex presidente e vice dell’Associazione Zoofili Cremonesi, e le volontarie Laura Gaiardi ed Elena Caccialanza. Sul banco degli imputati anche Michela Butterini, veterinaria referente dell’Asl, accusata di abuso d’u, per aver favorito Nin, omettendo di segnalare le gravi irregolarità riscontrate nel canile: dal sovraffollamento agli sbranamento e «all’indebito e illecito ricorso alle uccisioni di animali al di fuori dei casi previsti dalla normativa». Guerrini e Nin devono anche rispondere di malversazione ai danni dello Stato e di appropriazione indebita in relazione alla destinazione dei contributi pubblici ricevuti annualmente dal Comune per la gestione del canile e alla destinazione delle offerte dei privati. Nin è le volontarie sono inoltre accusate di esercizio abusivo della professione veterinaria.

25 Marzo 2014

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