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Sabato 10 Dicembre 2016

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CAPPELLA CANTONE

Chiesto il rinvio a giudizio per Formigoni e altre dodici persone

Accusati di corruzione nell'ambito del procedimento con al centro la realizzazione della discarica di amianto

Chiesto il rinvio a giudizio per Formigoni e altre dodici persone

Roberto Formigoni

CAPPELLA CANTONE - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex governatore lombardo e senatore del Ncd Roberto Formigoni, accusato di corruzione, e per altre 12 persone nell’ambito del procedimento con al centro la realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone. Secondo l’accusa, oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input di Formigoni.

Stando alle indagini, l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, interessato alla realizzazione della discarica, avrebbe versato 100mila euro all’allora vicepresidente del Consiglio Regionale, Franco Nicoli Cristiani, «al fine - stando all’imputazione - di ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale, necessaria». Locatelli avrebbe pagato «con il consenso e la consapevolezza di Rossano Breno e Brambilla Luigi», gli ex vertici della Cdo di Bergamo, «che agivano in nome e per conto dei pubblici ufficiali Raimondi Marcello», ex assessore regionale all’Ambiente, e «Formigoni». Diecimila euro poi sarebbero andati all’ex funzionario dell’Arpa Lombardia, Giuseppe Rotondaro. In più, l’imprenditore avrebbe versato, tra «denaro ed altre utilità», oltre un milione di euro «in favore della Compagnia delle Opere di Bergamo»: un modo per remunerare, secondo i pm, Formigoni e Raimondi. In cambio, sempre stando all’imputazione, Locatelli avrebbe ottenuto «l'approvazione della delibera di Giunta Regionale del 20 aprile 2011 n.1594, su proposta del Presidente, che consentiva la disapplicazione delle prescrizioni contenute nel Piano Cave adottato dal Consiglio Regionale». Sempre con quelle mazzette l’imprenditore «si garantiva l’opera di condizionamento, esercitata dai predetti Pubblici Ufficiali», tra cui Formigoni, «sulle determinazioni dei competenti Dirigenti amministrativi». In particolare, Locatelli avrebbe fatto avere 200mila euro a Brambilla, all’epoca 'numero duè della Cdo bergamasca, e 25mila euro a Breno, che era presidente. Inoltre, Locatelli avrebbe effettuato «al fine di ottenere i favori dei predetti pubblici ufficiali di area Comunione e Liberazione (...) plurime donazioni» per ristrutturare la «scuola privata Imiberg di Bergamo» per un totale di circa 781mila euro.

Nel procedimento, infine, c'è un altro capitolo nato da dichiarazioni di Locatelli e che non coinvolge Formigoni, ma è relativo ad un appalto di «rimozione delle interferenze» per l'Expo 2015: Dario Comini, incaricato alla Sicurezza «dalla stazione appaltante pubblica Expo 2015», è accusato di corruzione perché avrebbe ricevuto dal direttore tecnico del cantiere un’auto, una «scheda carburante» e un «Telepass». Lo stesso «pubblico ufficiale» poi è accusato anche di millantato credito sempre in relazione a quell'appalto, tranche questa per cui è indagata anche Metropolitana milanese spa.

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24 Marzo 2014

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