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Sabato 10 Dicembre 2016

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LA MOTIVAZIONE DELLA CONDANNA

Atti osceni, ecco perché Cassarà non è credibile

Il fiorettista olimpionico, mentre era in via dell'Annona in auto, accostò una signora in bicicletta e con la scusa di chiederle indicazioni si masturbò

Atti osceni, ecco perché Cassarà non è credibile

Andrea Cassarà e l'avvocato Michela Soldi

CREMONA - I giudici della corte d’appello di Brescia gli hanno «perdonato» di aver alzato il dito medio, perché «la questione se il gesto ingiurioso sia confacente ad un appartenente all’Arma dei carabinieri», nell’impianto della motivazione della sentenza «ha un peso assolutamente marginale e ininfluente nella complessiva valutazione del quadro probatorio». Per il resto, non hanno creduto all’olimpionico di scherma Andrea Cassarà, 30 anni, bresciano, che sette anni fa, in via dell’Annona, in auto accostò una signora in bicicletta e con la scusa di chiederle indicazioni, si masturbò.

In dieci pagine i giudici spiegano perché l’olimpionico non è attendibile e lo hanno quindi condannato per atti osceni a due mesi di reclusione (convertiti in 2.280 euro) rispetto ai tre inflittigli nel primo grado di giudizio, e a risarcire danni per mille euro alla signora. A differenza di Cremona, Brescia ha concesso allo schermidore specializzato nella disciplina del fioretto, le attenuanti generiche «tenuto conto della sua incensuratezza e della non particolare gravità del fatto». 

Nel pomeriggio del 30 agosto del 2007, mentre si recava al campo sportivo di via Postumia, la signora fu avvicinata da un ragazzo su una Lancia Musa e dopo «l’atto osceno» riuscì a prendere il numero di targa che consegnò in questura dove presentò una denuncia contro ignoti. La signora, digiuna di scherma, ignorava chi fosse Cassarà. Non era il più popolare Totti, come ha evidenziato l’avvocato di parte civile Michela Soldi. Fece mettere a verbale: «Circa 25/30 anni, corporatura normale, di media statura, volto allungato, carnagione chiara, capelli scuri di media lunghezza leggermente ondulati, all’apparenza sembrava una persona abbastanza distinta». La signora riconobbe quel volto tra le fotografie che i poliziotti le mostrarono successivamente, quando a Cassarà risalirono grazie al numero di targa. E scoprirono che «al momento del fatto», l’auto gli era stata data in noleggio «in relazione al rapporto di sponsorizzazione della Fiat auto Spa al settore Scherma».

Quando la procura notificò l’avviso di chiusura delle indagini, attraverso i suoi legali Massimo Bonvicini ed Elena Frigo, l’olimpionico conobbe gli atti contenuti nel fascicolo del pm, che «lo collegavano inequivocabilmente alla vicenda attraverso la targa del mezzo». Cassarà non poteva quindi negare né di essere stato a Cremona quel giorno, né l’incontro con la ciclista, come hanno osservato i giudici, in replica alla difesa che «sull’ammissione dell’incontro» aveva fatto leva per sostenere la «credibilità» dell’imputato. Cinque mesi dopo la chiusura delle indagini, interrogato dal pm, lo schermidore negò l’accusa, raccontò di essere venuto a Cremona da Tirrenia, dove si stava allenando, per dare un passaggio alla sorella che lavorava per un’assicurazione, e alla madre che l’aveva accompagnata con il nipotino. Appuntamento alle quattro del pomeriggio in via Mantova, davanti a San Camillo. Spiegò di aver imboccato una via laterale, di aver fatto una manovra ad U e che nel compierla, quasi investì la ciclista. Nacque un alterco, l’olimpionico poi disse di essersi allontanato, alzando il dito medio e a suo dire, la signora lo denunciò per ‘vendetta’, accusandolo di atti osceni. I giudici non gli hanno creduto e parlano di «ben maggiore credibilità (della signora, ndr) apparendo per nulla logico pensare che la stessa potesse falsamente accusare uno sconosciuto (come era per lei Cassarà al momento della denuncia) di un fatto non solo ben più grave rispetto alla condotta ammessa dall’imputato, ma anche di natura assolutamente diversa e particolare come quello per cui si procede e ciò solo per ‘vendicarsi’ del gesto offensivo costituito dal dito medio sollevato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

06 Marzo 2014

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